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Ritorno a scuola, in arrivo nuove assunzioni di docenti: previste più supplenze che immissioni in ruolo

A settembre, in vista del ritorno a scuola, si prevedono tanti nuovi docenti. Tuttavia, non sono pochi gli utenti che fanno fatica a capire come funzioneranno queste assunzioni e chi vedrà coinvolti. Proviamo a fare il punto.

08/08/2020
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La Tecnica della Scuola

Fabrizio De Angelis

Piovono assunzioni. Sembrerebbe essere questa l’immagine di questi ultimi giorni. L’annuncio della Ministra Azzolina per aver ottenuto l’ok da parte del MEF di quasi 85 mila nuove immissioni in ruolo, ha suscitato grande interesse da parte dell’opinione pubblica.

Allo stesso modo, pochi giorni fa, la stessa Ministra ha firmato un’ordinanza che prevede l’assunzione a tempo determinato di 50 mila nuovi supplenti.

A settembre, in vista del ritorno a scuola, si prevedono tanti nuovi docenti. Tuttavia, non sono pochi gli utenti che fanno fatica a capire come funzioneranno queste assunzioni e chi vedrà coinvolti. Proviamo a fare il punto.

Immissioni in ruolo docenti: saranno 85 mila?

Il Mef ha autorizzato 85 mila nuove immissioni in ruolo. Ma che possa arrivare realmente lo stesso numero di assunzioni è piuttosto improbabile.

Infatti, come scritto in precedenza, esiste la probabilità che alla fine le assunzioni in ruolo di docenti per il 2020/2021 saranno inferiori.
Il motivo, soprattutto nella scuola secondaria di I e II grado, è che le GaE sono in via di esaurimento per molte classi di concorso di molte province di Italia. E anche quelle di merito, da dove si estrapolano l’altra metà dei candidati per assegnare le assunzioni a tempo indeterminato, cominciano ad avere pochi nominativi. Più probabile che le assunzioni possano essere più numerose per infanzia e primaria, specie al Nord.

Ad ogni modo, ricorda anche la Flc Cgil, “i numeri annunciati per i docenti sono frutto dei pensionamenti e degli oltre 50 mila posti non assegnati l’anno scorso per carenza di candidati”. Secondo il sindacato, questa situazione è frutto della scelta di “rinviare un concorso straordinario che, completamente inascoltati, avevamo richiesto diventasse una procedura snella, per soli titoli”.

Immissioni in ruolo: 50% da Gae e 50% da Graduatorie concorsi

Ricordiamo che le immissioni in ruolo saranno così suddivise:

  • 50% di immissioni in ruolo da Gae
  • 50% di immissioni in ruolo da Graduatorie concorsi

I docenti immessi in ruolo da concorso ordinario 2016 o da concorsi  straordinari 2018 che sono inseriti in graduatorie ad esaurimento regionali o sono accordati a tali graduatorie (per quanto riguarda gli idonei del concorso 2016) devono preventivamente scegliere la provincia per l’immissione in ruolo.

E i nuovi concorsi?

E i nuovi concorsi? I concorsi ordinari infanzia e primaria e scuola secondaria non partiranno a breve: non prima dell’autunno, con l’intera procedura che si concluderebbe molto più in là.

Partirà invece prima il concorso straordinario secondaria, ma anche in questo caso le assunzioni non saranno effettuate a settembre, in vista del ritorno a scuola. Piuttosto, i vincitori avranno retrodatazione giuridica del contratto, per cui, a livello contrattuale i docenti risulteranno assunti in ruolo dal 1° settembre, pur prendendo servizio in un altro momento dell’anno.

Quante assunzioni in ruolo ci saranno quindi? Secondo l’ex Ministro Fioramonti le assunzioni in ruolo 2020/2021 copriranno a stento i pensionamenti, quindi 30 mila posti.

C’è anche la call veloce

Ci sarebbe anche un’altra strada per l’immissione in ruolo: la novità per quest’anno è la call veloce: se al termine delle immissioni in ruolo dovessero restare altri posti vuoti, ovvero dove ci saranno provincie con graduatorie esaurite ma ci saranno ancora posti da assegnare, si effettueranno le operazioni di chiamata veloce.

Possono richiedere l’assunzione in ruolo tramite call veloce:

  • soggetti inseriti nelle graduatorie utili per le immissioni in ruolo del personale docente ed educativo (graduatorie concorsuali)
  • soggetti inseriti in GAE

Tale disponibilità dei posti vengono rese pubbliche sui siti internet dei rispettivi uffici scolastici, in maniera da consentire la presentazione delle istanze da parte degli interessati.

Queste operazioni devono essere improrogabilmente concluse entro il 15 settembre.

Sarà l’anno dei supplenti

Quello che sembra essere certo è che l’anno scolastico 2020/2021 sarà l’anno dei supplenti: in attesa di conoscere le nuove graduatorie provinciali e di istituto, le cui domande di inserimento sono scadute il 6 agosto, sappiamo già che per il ritorno a scuola si potrà contare sui nuovi 40 mila assunti a tempo determinato, il famoso organico aggiuntivo o “organico covid“: le risorse economiche, dice il MI, saranno ripartite tra gli Uffici Scolastici Regionali con decreto del Ministro dell’Istruzione, di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze, sulla base di due criteri:

  • il numero degli alunni presenti sul territorio
  • – le richieste avanzate dagli Uffici scolastici regionali che stanno vagliando le esigenze delle scuole

Ma il Ministero non ha intenzione di fermarsi: “gli stessi criteri previsti dall’Ordinanza di oggi saranno utilizzati per ripartire anche le altre risorse per l’organico che deriveranno dallo scostamento di bilancio che prevede 1,3 miliardi per la scuola. Una parte di queste sarà, infatti, dedicata a un ulteriore incremento di personale“.

Ancora non si conosce il numero di supplenti coinvolti in questa operazione, ma sicuramente non si dovrebbe andare sotto i 15-20 mila lavoratori precari.

Infine, dovrebbero arrivare anche dal decreto agosto altri supplenti: ci sarà un altro miliardo tra il 2020 e il 2021 per la ripartenza della scuola in sicurezza che prevede un altro investimento in personale, sia insegnanti che amministrativi.

Nella bozza del decreto agosto è previsto infatti l’incremento di 400 milioni nel 2020 600 milioni nel 2021 del Fondo per l’emergenza epidemiologica da Covid-19 istituito presso il ministero dell’Istruzione, raddoppiando i finanziamenti del decreto rilancio (pari a 377 milioni quest’anno e a 600 milioni il prossimo).

Le risorse sono in parte minore destinate ad ampliare gli spazi dedicati all’insegnamento, anche attraverso l’affitto di strutture temporanee e l’alternanza dell’attività didattica “ad attività ludico-ricreative, di approfondimento culturale, artistico, coreutico, musicale e motorio-sportivo“.

La gran parte delle risorse sarebbero invece impegnate all’attivazione di ulteriori posti di personale docente e amministrativo, tecnico ed ausiliario (Ata) a tempo determinato.