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Ricerca, primo sì all’Open Access. Pubblicazioni a pagamento solo per sei mesi

Approvata alla Camera la legge sulla pubblicazione gratuita dei risultati delle ricerche finanziate con fondi pubblici.

15/03/2019
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Corriere della sera

Gianna Fregonara

E’ stata approvata mercoledì 13 marzo in prima lettura alla Camera la legge sull’Open Access alle pubblicazioni scientifiche. La proposta del presidente della Commissione Luigi Gallo è passata in Aula con 272 voti a favore e 185 astenuti e un voto contrario, dopo un rapido cammino in Commissione Cultura, che ha accolto diversi contributi e modifiche. Ora passerà al Senato. «Ripubblicazione online di ricerche finanziate con soldi pubblici, modifica del diritto d’autore, contenimento del potere delle grandi case editrici internazionali e promozione dell’informazione scientifica sono i cardini del testo», spiegano i deputati del Movimento 5 Stelle Luigi Gallo e Paolo Lattanzio, primo firmatario e relatore della proposta di legge.

Il «nuovo» diritto d’autore

La legge modifica il diritto d’autore e consente agli autori di ricerche - scientifiche e non - il diritto di pubblicare, dopo sei mesi dalla prima pubblicazione a pagamento, i risultati del loro lavoro in modo gratuito per garantire l’accesso aperto a tutti. Il diritto di ripubblicazione sarà applicato a quelle ricerche che sono finanziate interamente o parzialmente con fondi pubblici. L’autore rimarrà titolare di questo diritto anche se ha ceduto in via esclusiva i diritti di utilizzazione economica sulla propria opera all’editore o al curatore.

Il motore di ricerca nazionale

Dove potrà avvenire questa pubblicazione? In un motore di ricerca nazionale che aggregherà le banche dati aperte già esistenti delle università e degli enti di ricerca: per la creazione di questo «spazio» sono stati stanziati i fondi a partire dall’anno in corso. Il ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, con il ministero dei Beni e delle Attività culturali, oltre a promuovere la creazione dell’infrastruttura nazionale per la diffusione dell’Open Access, dovrà rendere interoperabili le banche e dovrà incentivare l’utilizzo di sistemi ad accesso aperto istituendo sistemi premiali per le università e enti di ricerca.

Gli atti dei convegni

Non saranno soltanto le pubblicazioni scientifiche ad essere disponibili ma anche gli atti intermedi di convegni, dati parziali di ricerca, materiali audio e video per la divulgazione scientifica.

Il piano S dell’Europa

L’approvazione in prima lettura della legge Gallo segue di pochi mesi l’annuncio dell’Unione Europea che nello scorso settembre ha lanciato il Piano S che prevede che dal 2020 le pubblicazioni scientifiche finanziate da fondi pubblici debbano essere pubblicati in riviste o piattaforme di Open Access.