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Muro su mascherine e bus Conte: le Regioni giocano sulla pelle degli studenti

A meno di venti giorni dall'inizio delle lezioni nell'era del Covid-19, i conti non tornano sul metro di distanza tra studenti nei mezzi di trasporto e sulle mascherine in classe, mentre è vicina l'intesa sull'adozione di un protocollo unico per la gestione dei contagi di studenti e professori

27/08/2020
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Il Messaggero

Fumata nera al primo vertice tra governo e Regioni sulla ripartenza dell'anno scolastico. A meno di venti giorni dall'inizio delle lezioni nell'era del Covid-19, i conti non tornano sul metro di distanza tra studenti nei mezzi di trasporto e sulle mascherine in classe, mentre è vicina l'intesa sull'adozione di un protocollo unico per la gestione dei contagi di studenti e professori. Un punto, quest'ultimo, essenziale per l'esecutivo che vuole scongiurare il rischio che, una volta partita la scuola, le aule possano essere richiuse a colpi di ordinanze dai governatori. «Non possiamo tollerare l'eventualità», afferma un ministro che segue il dossier, «di un anno scolastico a macchia di leopardo. Le scuole dovranno restare aperte allo stesso modo in tutta Italia».
Ad attaccare l'esecutivo rosso-giallo sono i governatori di centrodestra che, tra l'altro, non hanno partecipato al vertice. «E' tutto in alto mare, lo Stato rischia la Caporetto», tuona il presidente veneto Luca Zaia. «Dal governo arrivano solo dubbi», rincarano il lombardo Attilio Fontana e il friulano Massimiliano Fedriga. E mentre il presidente ligure Giovanni Toti parla di «nulla di fatto», l'abruzzese Marco Marsilio propone di riaprire la scuola il 21 settembre, guarda caso il giorno in cui sarà chiusa la partita delle elezioni regionali.
Un atteggiamento che «sorprende» e irrita il premier Giuseppe Conte e l'intero governo: «Non si deve fare campagna elettorale sulla pelle degli studenti, la scuola va tenuta fuori dalla contesa regionale». Ancora: «La riunione è stata costruttiva e venerdì (domani, ndr.) nella conferenza straordinaria Stato-Regioni puntiamo a dare il via libera al protocollo unico di sicurezza nelle scuole in caso di contagio, che per il governo è priorità assoluta. Stupisce che chi non è intervenuto durante il vertice, faccia poi critiche a riunione ultimata». E c'è il sospetto che i governatori di centrodestra agiscano da «guastatori» e lavorino «a far fallire la riapertura scolastica, per poi attaccare il governo». Che, come dice Matteo Renzi, «sulla scuola si gioca tutto».
GOVERNO DIVISOGli attacchi dei presidenti di Regione si concentrano sul nodo del trasporto pubblico su cui però, spiegano fonti dell'esecutivo, si sapeva che non si sarebbe ancora arrivati alla soluzione visto che è ancora in corso un confronto tra la ministra dei Trasporti Paola De Micheli e gli Enti locali.
C'è però da dire che il governo non si è presentato con una linea univoca riguardo ai trasporti, fronte sul quale per i governatori «si rischia il caos». La De Micheli si è mostrata disponibile ad eventuali deroghe sul metro di distanza nei bus. Il ministro della Salute Roberto Speranza, da sempre il più prudente, invece ha difeso le indicazioni del Comitato tecnico scientifico (Cts), contrario inizialmente a qualsiasi allentamento delle norme sulla sicurezza, salvo poi aprire in serata a una deroga sul metro in presenza sui bus di separatori. Così nella conferenza, dopo lo stop di Speranza, si è deciso che il Cts avrebbe dovuto vagliare le proposte della De Micheli e delle Regioni per aggirare la prescrizione del metro di distanza con il quale «garantire il trasporto per tutti è impossibile». E in serata, appunto, è arrivato il via libera: niente metro se vengono istallati separatori.
E' andata decisamente meglio fin dall'inizio sulla questione della gestione dei contagi di studenti e professori. Il ministro agli Affari regionali Francesco Boccia, che propone «un coordinamento permanente», nella riunione ha difeso il documento elaborato dall'Iss: «Dà indicazioni serie su come gestire casi di contagio nelle scuole o tra le famiglie di studenti» ed è aperto a eventuali «integrazioni o suggerimenti» delle Regioni su temi come la misurazione della temperatura agli alunni e del timing per fare i tamponi. Tant'è che Bonaccini ha dato il suo assenso e domani dovrebbe arrivare il via libera della Conferenza Stato-Regioni.
Meglio è andata anche sul fronte del potenziamento degli organici scolastici: la ministra della Scuola Lucia Azzolina ha confermato 70mila assunzioni. E sul nodo dei banchi monoposto, delle mascherine e del gel igienizzante: «La distrubuzione comincerà tra oggi e domani», ha garantito il commissario all'emergenza Domenico Arcuri.
LA NUOVA AZZOLINAL'Azzolina merita un capitolo a parte. Secondo un ministro che ha partecipato al vertice, «Lucia è di fatto scomparsa dalla riunione. Prima doveva dare risposte su sanità, trasporti, banchi, organici... e andava in fibrillazione. Ora l'abbiamo sfogliata come un carciofo, lasciandole solo il nodo-assunzioni. E le cose sono andate decisamente meglio. Vedrete, tra domani e lunedì si chiude anche sul trasporto pubblico locale».
Alberto Gentili


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