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Messaggero: Scuola, avanti con la riforma. A settembre partono le prime superiori

Votata in Senato: «Storia e geografia non sono in pericolo»

28/01/2010
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Il Messaggero

di ANNA MARIA SERSALE

ROMA - «La riforma si applichi solo a partire dalle prime classi e non dal biennio», si dovrà andare a regime con gradualità, questa l’unica vera condizione posta dal Senato che ieri ha dato parere favorevole al riordino dei licei, solo l’opposizione ha votato contro. E la possibile riduzione della storia e della geografia? «Queste materie non sono in pericolo, il quadro orario non è stato toccato», dicono i senatori della maggioranza che con il sì di ieri hanno definitivamente licenziato la riforma. Riforma che, per volere del governo, ha utilizzato la “scorciatoia” del regolamento ministeriale evitando il disegno di legge.
I tre testi (inviati dal ministro Gelmini alle Camere) hanno perciò ricevuto solo il voto della Commissione istruzione e non dell’aula. Sicché dopo l’ok della Camera, quello di ieri è stato l’ultimo “passaggio” parlamentare. Ora la palla torna in Consiglio dei ministri, per un’ultima veloce ratifica, dal momento che entro il 26 marzo scadono i termini per le iscrizioni e le famiglie devono sapere che cosa scegliere per i loro figli. Comunque, perché la riforma diventi legge dello Stato Palazzo Chigi tra un mese emanerà un decreto.
La riforma, dunque, sarà in vigore dall’anno prossimo. «In tutto sei licei, per cancellare la giungla di indirizzi e sperimentazioni, complessivamente più di 500». Sono stati tre i “relatori” di maggioranza in Senato: Franco Asciutti per il ramo licei, Mario Pittoni per l’istruzione professionale, e Cristiano De Eccher per i tecnici. Mentre i senatori votavano fuori in piazza Navona si è svolta una manifestazione dei Cobas, che indicono uno sciopero per il 12 marzo e chiedono «il ritiro del provvedimento che cancellerebbe materie importanti di studio, con migliaia di posti di lavoro perduti». Nel mirino anche «gli 8 miliardi di euro di tagli in tre anni».
Intanto, fonti di Palazzo Madama dicono che il governo è d’accordo su alcuni ritocchi, come il fatto di partire solo dalle prime. Altro salvataggio in extremis riguarda, oltre alla storia e alla geografia, anche la possibilità di lasciare nel liceo classico quell’ora in più di “matematica con elementi di informatica” che consentirebbe di conservare il piano nazionale.
«Nessuna riduzione per le discipline umanistiche al classico - afferma il senatore Giuseppe Valditara - Sarà fondamentale anche l’alternanza scuola-lavoro e, per quello che mi riguarda, il raccordo tra scuola e università, riprendendo il meglio della riforma Moratti. Ho suggerito che per chi proviene dall’istruzione professionale ci sia un corso integrativo prima dell’esame di maturità e quindi dell’iscrizione all’università».
Ma quali sono le linee guida della riforma? La Gelmini dice che sarà «mantenuta la tradizione umanistica della nostra cultura e contemporaneamente saranno rafforzate le scienze e un sistema scolastico più vicino al mondo del lavoro». I licei saranno sei. Accanto ai 4 già esistenti (artistico, classico, scientifico, linguistico) ne nasceranno due nuovi; scienze umane (che sostituisce le vecchie magistrali) e musicale-coreutico. Tutti saranno suddivisi in un biennio e un triennio per una durata complessiva di 5 anni. Le ore settimanali per il biennio saranno 27 per tutti, mentre il triennio andrà dalle 30 alle 35 ore dell’artistico.
Oltre al normale indirizzo scientifico le scuole potranno attivare l’opzione scientifico-tecnologica nel quale il latino viene sostituito dall’insegnamento dell’informatica. L’altra novità riguarda il liceo classico che avrà l’insegnamento di una lingua straniera per l’intero quinquennio. Quanto al liceo musicale e coreutico si prevedono inizialmente 40 sezioni musicali e 10 coreutiche, che potranno essere attivate in collaborazione con i conservatori e le accademie di danza.
Un’altra novità riguarda il collegio dei docenti che sarà organizzato per dipartimenti, oltre alla nascita di un comitato scientifico con esperti esterni. Per gli “obiettivi di apprendimento” ci sarà in futuro uno specifico decreto. Sull’andamento della riforma, poi, è previsto un monitoraggio di anno in anno.