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Messaggero - Le prove gestite dall'Istituto di valutazione. La riforma venerdì a palazzo Chigi Maturità, il 'quizzone'sarà unico in tutt'Italia

Le prove gestite dall'Istituto di valutazione. La riforma venerdì a palazzo Chigi Maturità, il 'quizzone' sarà unico in tutt'Italia di ANNA MARIA SERSALE ROMA - Un "quizzone" unico, corret...

29/01/2002
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Il Messaggero

Le prove gestite dall'Istituto di valutazione. La riforma venerdì a palazzo Chigi
Maturità, il 'quizzone'

sarà unico in tutt'Italia
di ANNA MARIA SERSALE

ROMA - Un "quizzone" unico, corretto da esaminatori di professione. Domande strutturate, uguali dalle Alpi a Scilla e Cariddi, stabilendo a priori che cosa varrà la sufficienza. Il tutto gestito dall'Istituto nazionale per la valutazione, un organismo dal tono severo, nato per fare le bucce al sistema d'istruzione del nostro Paese che fa acqua da tutte le parti. Se da una parte il ministro ha addolcito le prove con commissioni d'esame fatte con i prof di classe ("tanto - è il commento unanime - gli esterni non garantivano alcun controllo: il 90% dei candidati veniva promosso"), dall'altra è allo studio un piano per valutare scientificamente la preparazione delle giovani generazioni. La riforma della Moratti potrebbe andare in Consiglio dei ministri venerdì prossimo. Ma nessuna decisione è stata presa al riguardo. Oggi, intanto, proseguono gli incontri con i responsabili scuola della maggioranza. Dopo lo stop al Consiglio dei ministri dello scorso 11 gennaio, il ministero si è rimesso al lavoro per riscrivere il disegno di legge. Nell'ultima versione si prevede il ricorso alla delega per la definizione delle norme generali e le risorse finanziarie (pari a 123 milioni di euro). Lo scontro riguarda anche le valutazioni biennali, per passare da un ciclo didattico all'altro. La Moratti è disposta a rinuncirvi pur di superare l'impasse. Polemiche sulla delega, perchè comprenderebbe perfino i programmi. Ancora controversie sull'età per l'ingresso a scuola e il trasferimento delle competenze alle Regioni. L'accordo complessivo, insomma, non è ancora raggiunto.
Abrogato il testo Berlinguer-De Mauro, comunque, si riparte daccapo. La legge comprende otto articoli. Una parte è dedicata alla maturità. Con la Finanziaria era stata modificata la composizione delle commissioni: solo membri interni. Dalla prossima edizione di giugno gli studenti verranno esaminati solo dai professori di classe, alla presenza di un presidente esterno.
Con la completa revisione della legge viene introdotto il "quizzone" per la maturità e l'esame di terza di media. Unico per tutta Italia, verrà gestito dall'Istituto nazionale per la valutazione. L'articolo 6 stabilisce che l'esame di Stato avrà un test nazionale totalmente indipendente dalle scuole: riguarderà le materie che caratterizzano l'indirizzo di studi (latino o italiano al classico, matematica allo scientifico e così via). E' la modifica della "terza prova". Sul modello anglosassone si studia un sistema che avrà valore scientifico. Anche il voto avrà criteri oggettivi. Sul tema, ancora oggi, professori diversi mettono, su uno stesso compito, voti diversi. Con il test unico, invece, si stabilirà prima quale sarà la sufficienza.
La novità partirà dal prossimo anno scolastico (con la sessione del prossimo giugno cambieranno soltanto le commissioni). Ma in primavera ci saranno prove simulate su un campione di studenti di 1.600 scuole, che hanno risposto al "bando" dell'Istituto per la valutazione. Ogni volta prima di definire il questionario verranno "testate" le prove: "Per scegliere - spiegano al ministero - quesiti nè troppo facili, nè troppo difficili". Il quiz simulato serve anche a fare un primo sondaggio sulla preparazione degli studenti e per stabilire i parametri della sufficienza.