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La scuola deve essere per tutti

Flc e Cgil commentano la decisione di estendere al 75 per cento la didattica a distanza che pone molte criticità: "Non è accettabile che una parte non marginale degli studenti sia nei fatti esclusa, per questo chiediamo che siano previste risorse per garantire a tutti l'accesso"

26/10/2020
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Collettiva.it

Stefano Iucci

Quello che sta accadendo – con la progressiva sospensione dell'attività didattica in presenza a scuola – era largamente prevedibile. Perché poco di quello di cui c'era bisogno è stato fatto. Così, in una nota, la vicesegretaria generale della Cgil, Gianna Fracassi, e il segretario generale della Flc Cgil, Francesco Sinopoli, commentano la misura contenuta nel nuovo dpcm che per la scuola secondaria prevede l’effettuazione di almeno il 75% delle lezioni con la didattica a distanza.

Il risultato di questa situazione è che "l’esercizio del diritto all’istruzione per i ragazzi e le ragazze pone oggi una serie di criticità. Non è accettabile che una parte non marginale degli studenti sia nei fatti esclusa, per questo chiediamo che a partire dal decreto legge in predisposizione siano previste risorse per garantire a tutti l'accesso”. 

I rilievi critici del sindacato sono noti e da tempo denunciati:  "L'istituzione di un trasporto scolastico esclusivo anche per la secondaria di II grado, i presidi sanitari in ciascuna scuola, l’applicazione rigorosa da parte di tutti i soggetti interessati e non solo del personale scolastico di quanto previsto da accordi e protocolli di settore, erano i punti di forza di una ripresa in sicurezza e duratura. Poco o nulla di tutto questo è stato fatto”.

“Noi - aggiungono Fracassi e Sinopoli - faremo la nostra parte a partire dalla contrattazione nazionale integrativa sulla regolazione della didattica digitale integrata (Ddi), che può rappresentare davvero un punto di svolta nel difficile rapporto di questi mesi tra organizzazioni sindacali e ministero dell’Istruzione".

La sottoscrizione del contratto, avvertono, "dovrà per noi essere accompagnata da un forte impegno politico del ministro per un confronto permanente e continuativo. Bisogna approntare le azioni necessarie per sostenere la formazione del personale e i docenti più in difficoltà, in particolare i precari, in termini di strumentazione informatica e di costi delle connessioni”.

A tutto ciò, proseguono Fracassi e Sinopoli, si aggiunge “la vicenda surreale del concorso straordinario dei docenti precari della scuola secondaria, che continuerà a svolgersi solo perché la procedura è stata avviata, per un solo giorno, la scorsa settimana e per poco più di 1.600 candidati a fronte degli oltre 66 mila aspiranti. Nonostante le progressive restrizioni negli spostamenti e contagi e quarantene sempre più diffusi, si continua ad andare avanti contro ogni evidenza”.

Le nostre richieste sono chiare: chiediamo alla ministra e all’intero Governo un deciso cambio di passo finalizzato alla condivisione delle priorità, a partire ora dalle necessarie risorse in legge di Bilancio per la scuola e dalle scelte relative alle risorse di Next Generation Eu. Con tale spirito - concludono Fracassi e Sinopoli - il confronto potrà continuare su basi solide con l’obiettivo di affrontare questa difficile fase per la scuola pubblica e per il Paese”.