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La Repubblica - Gli insegnanti di religione avranno il posto fisso

Gli insegnanti di religione avranno il posto fisso Sindacati all'attacco. I Ds: "Parlamento scavalcato" Ddl del ministro dell'Istruzione per immettere in ruolo 14mila docenti di dottrina cattoli...

06/11/2001
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la Repubblica

Gli insegnanti di religione
avranno il posto fisso

Sindacati all'attacco. I Ds: "Parlamento scavalcato"
Ddl del ministro dell'Istruzione per immettere in ruolo 14mila docenti di dottrina cattolica

GIANCARLO MOLA


ROMA - Lo Stato assumerà 14.000 professori di religione. Gli offrirà un contratto a tempo indeterminato. E si impegnerà a mantenerli nell'organico delle scuole italiane, anche se i vescovi dovessero revocare quell'idoneità che è il requisito per insegnare il cattolicesimo nelle aule. È una promessa impegnativa, quella del ministro dell'Istruzione Letizia Moratti: il suo disegno di legge sarà presto discusso dal governo, poi comincerà l'iter parlamentare. L'anno prossimo dovrebbe esserci il primo concorso, riservato ai precari con almeno quattro anni di servizio alle spalle. Un'operazione che costerà 15 miliardi per il 2001 e quasi 50 nel 2002. E che già scatena le polemiche: protestano la sinistra laica e buona parte dei sindacati, esultano la Cisl e il centrodestra.
Il progetto Moratti prevede l'assorbimento del 70 per cento degli insegnanti di religione attualmente impiegati nella scuola. I prof saranno inseriti in due ruoli regionali, uno per ciascuno dei cicli. Poi si passerà ai concorsi triennali. L'esame non si presenta proibitivo: il candidato dovrà dimostrare la sua "preparazione culturale generale e didattica".
Il punto controverso è però quello dell'idoneità. Il Concordato prevede che gli insegnati di religione debbano avere il placet della Curia, che può essere revocato in qualsiasi momento. Cosa che, finora, comportava il "licenziamento" del docente. Con l'immissione nei ruoli, tutto cambierà: "L'insegnante può fruire della mobilità professionale", recita la proposta. Cioè può essere destinato a un'altra cattedra o a un altro incarico, purché ne abbia i requisiti.
"È una limitazione della sovranità dello Stato", protesta Enrico Panini, segretario della Cgil scuola. "Il gradimento delle diocesi è un elemento di discriminazione ai danni dei laici". Una critica che unisce quasi tutte le sigle sindacali. Piero Bernocchi (Cobas), rincara la dose: "La pubblica amministrazione paga dipendenti che sono scelti dalla Chiesa". E la Uil scuola aggiunge: "Così si creano situazioni di privilegio fra insegnanti". Fuori dal coro, invece, la Cisl, che invece esprime "soddisfazione" per l'iniziativa del ministro.
Polemiche anche sul fronte politico. Con i Ds decisamente contrari: "Si continua, e in una materia così delicata, a scavalcare il Parlamento", dice il responsabile scuola Maria Grazia Pagano. Favorevoli invece i partiti della Casa delle Libertà, An in testa a tutti. Con una eccezione: il Partito repubblicano. Il segretario Francesco Nucara denuncia infatti: "Queste proposte sono estranee al programma di governo concordato a suo tempo".


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