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La maturità cambia ancora: tema di storia e addio busta

A voler intervenire sui contenuti delle prove di maturità è il ministro Fioramonti che, comunque, annunciando «interventi migliorativi» ha assicurato di voler dare regole certe agli studenti, in tempo per permettere loro di prepararsi

18/10/2019
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Il Messaggero

La storia torna protagonista alla maturità da cui, invece, sembra destinato a sparire il sorteggio all'orale, con le tre buste: l'esame di Stato potrebbe cambiare volto, ancora una volta. A voler intervenire sui contenuti delle prove di maturità è il ministro Fioramonti che, comunque, annunciando «interventi migliorativi» ha assicurato di voler dare regole certe agli studenti, in tempo per permettere loro di prepararsi a dovere. Lo scorso anno infatti, per la maturità che si è poi svolta a giugno, la riforma dell'esame arrivò con le lezioni già in corso e portò con sé un fiume di polemiche. La prova vide sparire dallo scritto di italiano il tema di storia, che per anni ha invece accompagnato i maturandi al diploma rivelandosi spesso un'ancora di salvezza per chi, essendosi preparato per l'orale, lo affrontava senza timori. Anche nella scelta degli autori per l'analisi del testo si decise di limitare le possibilità a testi di personaggi vissuti dall'unità d'Italia in poi. Niente Dante o Promessi Sposi, insomma. La storia è uscita quindi dalla maturità, quanto meno dalle due prove scritte, non senza polemiche. Ma potrebbe rientrare a breve. A chiederlo, tra gli altri, è stata anche la senatrice a vita Liliana Segre che ha presentato la questione in Commissione al Senato e le sue parole non sono rimaste inascoltate. «Condivido l'idea che la storia ha spiegato il ministro all'istruzione Fioramonti, che ha deciso di conferire la laurea honoris causa alla Segre - debba tornare ad essere centrale nel modello formativo delle nostre scuole: in buona parte lo è. Non voglio, però, che il ministero sia partecipe di un'instabilità della maturità. Docenti e studenti devono sapere con mesi di anticipo e con esattezza cosa accadrà all'esame di Stato».
SETTE TRACCELe tracce rimarrebbero comunque sette e, tra queste, ci dovrà trovare spazio quella di storia. La scelta del ministero di viale Trastevere infatti è quella di non prendere di sorpresa i ragazzi dell'ultimo anno delle superiori, come avvenne lo scorso anno coinvolgendo anche i docenti che non avevano avuto il tempo di prepararsi a dovere. Per le due prove scritte, stravolte rispetto al passato, il ministero avviò delle simulazioni online a partire dal mese di febbraio: un intervento necessario soprattutto per il secondo scritto, quello di indirizzo, che per la prima volta vide scendere in campo insieme greco e latino al classico, così come fisica e matematica allo scientifico e due lingue straniere al linguistico. Non si risolse però il problema dei crediti formativi: con la riforma, infatti, è aumentato il peso dei crediti nel computo che porta al voto finale, vale a dire che i voti raggiunti negli ultimi tre anni di studio ora valgono di più: un massimo 40 punti, sui 100 finali, contro i 25 del passato. Quindi chi sperava, all'ultimo anno, di poter puntare tutto sull'esame per alzare il voto è rimasto deluso. Non solo. Con le simulazioni online non si risolse nemmeno l'incognita legata al colloquio orale che, in base alla riforma, deve cominciare con il maturando chiamato a pescare una delle tre buste chiuse preparate e proposte dalla commissione esaminatrice. Un lavoro particolarmente complicato, perché le buste devono contenere argomenti di pari complessità e in un numero corrispondente al numero dei candidati più due (ad esempio 22 per una classe di 20 aalunni). Impossibile avviare la simulazione online di una prova simile, così maturandi e docenti hanno sperimentato il sorteggio della busta.
NIENTE SORTEGGIOL'idea di giocarsela a sorte non è stata molto gradita dai ragazzi né dai docenti e sembra che anche il ministro voglia rivedere questo particolare avvio della prova orale: «Le tre buste non mi piacciono ha detto al sito specialistico Tecnica della scuola - stiamo però valutando quale intervento fare. Vorrei evitare che si perdessero ore e ore per cercare di distribuire quesiti quando le commissioni devono dedicarsi alla valutazione e all'esame degli studenti: non fare delle lotterie».
Lorena Loiacono