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«La differenza tra me e Prince Jerry? Io potrò fare l’Erasmus, lui è morto»: il discorso dello studente commuove (e fa infuriare l’assessore leghista)

Il rappresentante degli studenti tiene un discorso davanti alle istituzioni per parlare delle diseguaglianze e commuove tutti. Non gradisce l’assessore leghista: «Non è il posto dove fare politica». La replica dell’associazione: «Rivendichiamo il diritto a non restare indifferenti»

13/02/2019
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Corriere della sera

Valentina Santarpia

«Sapete qual è la differenza tra me e Prince Jerry? Io sono vivo, lui è morto. Io potrò andare in Erasmus. Lui, già laureato, per cercare un futuro migliore, è dovuto passare attraverso l’inferno libico e il Mediterraneo. Altre differenze? Il colore della pelle. Lui era nigeriano, io sono italiano, e proprio perché sono italiano la mia vita per qualcuno sembra valere di più». Venerdì scorso all’Inaugurazione del 797° Anno Accademico dell’Università degli Studi di Padova è intervenuto Alberto Rosada, presidente del Consiglio degli Studenti. Commuovendo tutta la platea e, ora che il video è stato pubblicato su Facebook, anche migliaia di professori e studenti in tutta Italia. Prince Jerry, nigeriano 25enne, dottore in chimica, si è suicidato venti giorni fa sotto un treno a Tortona: viveva a Genova, si occupava del recupero di vestiti usati per Migrantes. Era sbarcato due anni e mezzo fa ad Agrigento, dopo sei mesi trascorsi in Libia. La domanda di permesso era stata respinta e lui aveva perso le speranze.

L’assessore leghista in prima fila: «Inadeguato»

Decisamente non commosso era invece l’assessore leghista Roberto Marcato, che assisteva inn prima fila a fianco al presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti, e ad altre cariche istituzionali, alla cerimonia. I suoi gesti di disapprovazione sono stati seguiti da dichiarazioni non proprio lusinghiere nei confronti del discorso: «Ognuno ha le sue idee, ma trovo che il discorso dello studente fosse del tutto inadeguato per il luogo e la situazione», ha commentato. «L’ho trovata un’azione meramente politica, e trovo che se uno vuol fare politica ha tutto il diritto. Ma allora si candidi, monti un palco e parli di quello che vuole. L’inaugurazione è stata sfruttata per un comizio». Studenti per Udu Padova ha replicato con amarezza: «Fa riflettere il fatto che il ricordo di un ragazzo scomparso desti così tanta preoccupazione ad una forza politica, ed è ancora più vergognoso che un discorso venga deriso senza argomentazioni, ma solo con odio ideologico, da un rappresentante delle istituzioni. Se Marcato ci accusa di aver usato quello scranno per aver fatto politica senza chiedere il consenso, dimenticando che ricopre quel ruolo di rappresentanza perché rappresenta elettoralmente migliaia di studenti oltre che delle precise idee politiche, noi rivendichiamo ancora più forte il diritto a parlare di politica. Rivendichiamo il diritto di non restare indifferenti e di alzare la voce davanti alle ingiustizie».


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