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La commovente lettera di un professore ai suoi studenti il giorno di Natale

Il 2020 ci ha resi un po’ smarriti, ma siete stati bravi. La scuola riprenderà a pulsare

25/12/2020
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Corriere della sera

Pubblichiamo la lettera di auguri di Natale che un giovane professore delle scuole medie, Giuseppe Nicodemo, ha scritto ai suoi alunni in un anno tanto particolare. Nicodemo insegna in due istituti di Milano.

Miei cari ragazzi,
siamo quasi giunti al termine di questo interminabile anno, faticoso, inaspettato, instancabilmente imponderabile. Lo salutiamo tutti con la speranza che possa destinarci un epilogo migliore ed un inizio un po’ meno prevedibile, magari rassicurante e rasserenante.

Il 2020 è stato un anno particolare.

Ci ha resi tutti un po’ smarriti, confusi. Ci ha privato della presenza di tante persone care: del vostro compagno di banco, dell’elenco fatto in classe, di quello sguardo che spesso sa dire più delle parole. Abbiamo faticato sicuramente, ma siete stati bravi, questo lasciatemelo dire. Vi siete stancati ma non avete mollato, non abbiamo mollato.

La scuola riprenderà a pulsare, continuerà a fare rumore tra i corridoi, nel cortile. E di rumore ne farà così tanto che costringerà tutti a rimpiangere quel comodo pigiama e il calduccio di casa. L’augurio che voglio farvi per questo Natale e per questo nuovo anno che arriverà è che non perdiate mai la Fede. E con Fede non intendo la fiducia in un Dio, ma la fiducia nella vostra essenza più pura, nei vostri sogni e nelle vostre aspirazioni, la fiducia in tutto ciò che vi possa rendere felici.

Rincorretela la felicità come se fosse il filo di un gomitolo: afferratelo, fatevi un nodo intorno al dito e lasciatevi condurre. Qualche volta vi sembrerà di esservi persi, o magari vi ritroverete a pensare che forse è troppo faticoso inseguirla. Ma vi assicuro che, in fin dei conti, non dovrete fare molta strada per afferrarla ancora una volta. La bellezza della vostra giovane e intrepida umanità è già tutta dentro di voi e se ne avrete cura non sarà difficile farvi ammirare, farvi amare. Vi auguro di perdervi e poi ritrovarvi. In un rinnovato abbraccio, di stringervi più forti.

Ridete, ma ridete così tanto da farvi male l’ugola, assaporate ogni istante come se non potesse ripetersi: ogni secondo scandito dal tempo acquisirà un valore magico. Vi auguro infine di trovare l’autenticità nella vostra vita e di non essere mai scontati. Meravigliatevi di svegliarvi la mattina e di avere la mamma che vi prepara la colazione, di avere al vostro fianco le persone che più amate e che si prendono cura di voi. E sapete cosa vi dico? Per una volta preparatela voi la colazione ai vostri cari, aiutate la mamma a sparecchiare, giocate con i vostri fratelli più piccoli, fatevi raccontare le storie dai vostri nonni, fatevi spiegare il lavoro di vostro padre. Interessatevi ai vostri cari e dite loro che gli volete bene.

Rischiate. Sentitevi vulnerabili, aprite il vostro cuore e non tenetevi tutto dentro: serve a poco. Osate a costo di sbagliare. Differentemente da quello che molti credono, il fallimento è la prova più grande per dimostrare a voi stessi che ce la potete fare. Non abbiate paura di essere voi stessi. Dimostrarvi semplicemente per quello che siete. Assaporate lo stupore di svegliarvi ogni giorno e di essere semplicemente vivi. Se c’è una cosa che il 2020 ci ha insegnato è che un piccolo fantasma può essere incoronato re e che la sua corona può spodestare una intera umanità senza darci neanche il tempo di accorgercene. Non facciamo il suo gioco.

Lottiamo per le cose che ci rendono migliori e che ci fanno stare bene, per la quale ne vale davvero la pena. Lo so che adesso ci sono le vacanze, ma vi voglio affidare un piccolo compito: ogni mattina appena svegli, affacciatevi alla vostra finestra e alzate gli occhi al cielo. Osservate quel bagliore luminoso e ricordatevi che passata la notte ci sarà sempre il sole.

Felice Natale

* Giuseppe Nicodemo è un professore delle scuole medie. Insegna in due istituti di Milano