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ItaliaOggi: Libri liberi, ma sub condicio

I siti didattici devono essere accessibili esclusivamente da docenti e alunni.

27/02/2007
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ItaliaOggi

I siti didattici devono essere accessibili esclusivamente da docenti e alunni.

Libri liberi, ma sub condicio

Mancano standard diffusi di protezione on-line

Siae al contrattacco dei docenti anti-copyright. La vicenda riportata la scorsa settimana da ItaliaOggi ha scatenato le dure reazioni della Siae, che dice: i docenti che vogliono utilizzare liberamente e on-line le opere potranno farlo solo per esigenze veramente didattiche e su siti protetti a uso e consumo esclusivo di prof e alunni. In caso contrario, il diritto d'autore va pagato e chi non lo fa sarà sanzionato. Una posizione che è difficilmente conciliabile con l'accessibilità di internet e dunque con la protezione dei siti scolastici. Di fatto, insomma, l'uso libero dei testi per la didattica diventa una chimera, stretto tra i diritti d'autore, la libertà di insegnamento e i limiti/le potenzialità delle nuove tecnologie. Tra l'altro, a oggi mancano nella scuola standard generalizzati di protezione dei siti. Resta dunque di grande attualità la vicenda del docente proprietario di un sito web reo, secondo la Siae, di aver violato la legge sul diritto d'autore (633/1941).

i problemi

Al di là del caso specifico (vedi ItaliaOggi del 20 febbraio 2007), vanno registrate interpellanze parlamentari e petizioni sulle deroghe agli obblighi sul copyright chieste per i docenti in virtù di un utilizzo giusto e responsabile dei contenuti protetti: oltre a quella del senatore Mauro Bulgarelli (dei Verdi), ne troviamo una a firma della senatrice Anna Maria Cardano (Prc), mentre si registra pure l'appoggio del sindacato Cgil alla petizione dell'Anitel (Associazione nazionale tutor e-learning) che chiede no-copyright per i docenti e che supera quota 6 mila firme. Se si aggiunge una sentenza della Cassazione che assolve i gestori di siti che pubblicano on-line opere protette, non incriminabili se gli scopi del servizio non sono commerciali, è chiaro che ci troviamo di fronte a qualcosa più simile a una crisi in atto fra diritto d'autore e le nuove (non sempre legittime) libertà di internet. Fra queste soprattutto quella didattica, che, tutelata dalla Costituzione al pari del diritto d'autore, la Siae non fatica comunque a riconoscere, pur volendo chiarire che ´il diritto d'autore è il salario di chi compone una canzone, scrive un romanzo, crea un film... nessuno si sognerebbe di ridurre gli stipendi dei professori per aiutare, per esempio, la didattica. Perché la rete non dovrebbe rispettare i diritti d'autore, mentre gli editori, anche quelli scolastici, che pubblicano libri con immagini tutelate, corrispondono regolarmente questi stessi diritti agli autori e a chi li rappresenta (in Italia la Siae)?'. D'altro canto la didattica, a differenza dei frutti delle opere d'arte e dell'ingegno, se è pubblica non è un bene monetizzabile ma un servizio teso ad assicurare il diritto civile all'istruzione. Eppure bisogna uscire dall'impasse.

le condizioni

Per cui la Siae non chiuderebbe la porta all'eccezione didattica sul web, sempre che se ne connotino con chiarezza i parametri che consentano di distinguere un sito didattico da uno anche solo culturale. Le iniziative didattiche tollerate sul web dovrebbero comunque avvenire in aree protette, chiuse sotto username e password. Soluzione che piace poco ai docenti riottosi. Va infine registrata la solidarietà espressa alla Siae italiana da Christiane Ramonbordes, direttore generale dell'Adagp (la società francese di gestione collettiva dei diritti d'autore nelle arti visive, pittura, scultura, fotografia, multimedia) che giudica inconcepibili gli attacchi apparsi sulla stampa italiana, sottolineando come in ´ogni altro paese le regole sono rispettate dagli utilizzatori.

In Francia abbiamo recentemente concluso degli accordi con il ministero dell'istruzione per la diffusione delle opere nei siti di impostazione scolastica'. Docenti italiani avvisati, dunque: ´La teoria della cultura gratuita', si legge sul sito www. siae.it, ´è un'illusione'.