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Il ministro ai professori over 70: «In pensione»

È un’invettiva vera e propria quella del ministro Maria Chiara Carrozza a Radio 24 nel giorno in cui ha portato in Consiglio dei ministri la proposta di una delega al governo per una riforma ampia di scuola e università

09/11/2013
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Corriere della sera

Se avesse vent’anni e sognasse un futuro nell’Accademia, il ministro Maria Chiara Carrozza cercherebbe «un ambiente aperto», dunque si suppone all’estero. Ma se avesse settant’anni avrebbe un’altra certezza: sarebbe in pensione. Perché i professori settantenni, parole sue, «se fossero generosi e onesti dovrebbero offrirsi di fare gratuitamente seminari, seguire laureandi o offrire le proprie biblioteche all’università». Ma dovrebbero andare in pensione perché «chi vuole rimanere in ruolo oltre i 70 anni offende la propria università e offende i giovani». È un’invettiva vera e propria quella del ministro Maria Chiara Carrozza a Radio 24 nel giorno in cui ha portato in Consiglio dei ministri la proposta di una delega al governo per una riforma ampia di scuola e università (che dovrà ancora essere discussa prima di essere approvata).
Quest’anno sono andati in pensione poco più di duemila professori (2.300 in totale hanno lasciato l’università) e il turnover permesso dopo la spending review di Tremonti è di 400 assunzioni. Se andassero in pensione anche i settantenni e gli ultrasettantenni ci sarebbero altri 80 posti da assegnare (secondo i dati del Miur ci sono 53 professori classe 1943 e 26 del ’41 e ’42): «In realtà — spiega Stefano Fantoni dell’Anvur, l’Agenzia nazionale di valutazione dell’università e della ricerca — i posti possono raddoppiare se si tratta di assunzione di ricercatori». Applaude anche il presidente della Crui (la conferenza dei rettori) Stefano Paleari, rettore a Bergamo, 48 anni: «L’auspicio del ministro che l’università si apra di più ai giovani è anche il mio».
Anche se i numeri dei professori «anziani» sono bassi, per Carrozza è questione di principio: già nel 2010 quando si discuteva la riforma Gelmini per la norma sul pensionamento massimo a 70 anni, lei allora rettrice del Sant’Anna di Pisa si era espressa per un’età pensionabile massima di 65 anni, come è la media in Europa. Nei prossimi due anni, se l’appello sarà ascoltato dovrebbero andare in pensione circa 1.500 docenti che raggiungeranno il tetto dei 70, insomma ci saranno 750 posti a disposizione.
Da quando è stata approvata la riforma Gelmini che ha portato a 70 anni il limite massimo per la pensione, con la possibilità di proroga di due anni a discrezione del consigli di amministrazione delle singole università è stato un percorso a ostacoli pieno di casi controversi. Con ricorsi al Tar e alla fine la sentenza della Consulta che a maggio di quest’anno ha decretato incostituzionale il limite. Ultimamente l’aria è un po’ cambiata e solo poche settimane fa la Statale a Milano ha decretato che comunque nessuna proroga sarà concessa ai settantenni.
Funzionerà l’appello-invettiva di Carrozza? Il 2014 sarà l’anno dei ricercatori, ha promesso: «Il turnover tornerà al 50 per cento, premieremo gli atenei dove ci sono giovani ricercatori responsabili dei progetti di ricerca e quelli che riusciranno ad attrarre studenti e professori stranieri, e questo non si può fare con i contratti a termine».
 Gianna Fregonara