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Il Mattino - Lo Stato risparmierà 300 miliardi

Gli istituti legalmente riconosciuti avranno invece esaminatori 'misti'. Lo Stato risparmierà 300 miliardi. Contrari i sindacati: test poco seri di ANNA MARIA SERSALE ROMA - Per la prima volt...

28/01/2002
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Il Mattino

Gli istituti legalmente riconosciuti
avranno invece esaminatori 'misti'.
Lo Stato risparmierà 300 miliardi.
Contrari i sindacati: test poco seri
di ANNA MARIA SERSALE

ROMA - Per la prima volta nella storia della scuola i candidati alla maturità verranno esaminati dai professori di classe, ossia dai professori che li hanno seguiti per l'intero arco delle superiori. La novità scatterà a partire da giugno prossimo. Per i cinquecentomila maturandi che affronteranno le prove, dunque, nessun trauma. Si troveranno faccia a faccia con gli insegnanti di sempre. Saranno loro a fare le domande agli orali e a correggere i compiti.
Con questa operazione lo Stato risparmierà 300 miliardi l'anno, dal momento che finirà il balletto dei prof in trasferta. Lo ha stabilito il ministro dell'Istruzione Letizia Moratti, che ha firmato il decreto per rendere attuativo il provvedimento approvato in Finanziaria il 28 dicembre 2001, nella parte recante le disposizioni per la formazione del bilancio pubblico.
Solo il presidente sarà esterno. La novità varrà anche per le scuole paritarie, non per quelle che hanno soltanto il riconoscimento legale. Queste ultime avranno commissioni miste, al 50% formate da prof interni e per il restante 50% da insegnanti esterni.
I commissari interni non piacciono ai sindacati, che tornano all'attacco: "Così scade la serietà dell'esame - sostiene Massimo Di Menna, segretario nazionale della Uil-Scuola - Inoltre non ha senso fare modifiche frettolose. Sarebbe stato più corretto inserire le novità nel quadro organico della riforma che sta per andare in discussione a Palazzo Chigi". Di Menna batte anche su un altro tasto dolente: "Le private per essere paritarie devono rispettare precisi requisiti, tra questi l'utilizzo di insegnanti abilitati. La Moratti, per facilitare i gestori, qualche tempo fa ha previsto una deroga. Ciò renderà illegali molte commissioni, se avranno personale non abilitato". Pure Enrico Panini, proprio ieri rieletto segretario nazionale della Cgil-Scuola, critica duramente il provvedimento del ministro: "Favorisce gli istituti privati, che saranno sempre di più dei "diplomifici", a danno della scuola pubblica e dei livelli d'istruzione del Paese". Profondo dissenso anche da Gilda e Cobas: "Perfino gli studenti sono contrari, il ministro dovrebbe riflettere".
Si scontrano, in realtà, due scuole di pensiero. Quella dei fautori delle commissioni con esterni: i quali, pur consapevoli dei limiti, sono convinti che "il miglioramento delle prove non si otterrà con il provvedimento della Moratti". E l'altra scuola di pensiero, quella dei sostenitori dell'"inutilità dell'esame di Stato", convinti non solo del "fallimento della vecchia edizione, ma anche del tentativo di restauro compiuto con la riforma dell'Ulivo". Quest'ultima teoria fonda sulle statistiche: più del 90% dei candidati viene promosso: titolo ed esame perdono valore e il "controllo" dei membri esterni non trova riscontro. Risultato, l'esame è da cancellare? No. La "soluzione" dovrebbe venire dalla ulteriore riforma prevista dalla Moratti: alla gestione degli "interni" si aggiungerà una "prova nazionale strutturata, uguale per tutti, che verrà sottoposta al giudizio dell'Istituto nazionale di valutazione".