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Il Mattino - Licei divisi tra formazione e istruzione

Licei divisi tra formazione e istruzione ELENA ROMANAZZI Una lettera, dieci punti di partenza per le modifiche da apportare alla grande riforma dei cicli, bloccata dal ministro della Pubblica Istr...

07/11/2001
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Il Mattino

Licei divisi tra formazione e istruzione
ELENA ROMANAZZI
Una lettera, dieci punti di partenza per le modifiche da apportare alla grande riforma dei cicli, bloccata dal ministro della Pubblica Istruzione, Letizia Moratti. La lettera, che porta la data d'inizio ottobre, è stata inviata dal presidente del gruppo ristretto di lavoro, Giuseppe Bertagna, a tutti i sindacati di categoria, a varie associazioni che si occupano di scuole, nonchè a riviste specializzate del settore. Obiettivo: chiedere un parere sui punti sui quali si sta lavorando. Non una bozza, ma semplici linee, che già oggi sono state modificate e che saranno oggetto di discussione in un incontro fissato per il 5 dicembre con il ministro Moratti.
La scuola dell'obbligo si ribadisce che deve durare 12 anni. Un allungamento graduale, come aveva già proposto Berlinguer. Il ciclo scolastico non sarà unico, come prevedeva la precedente riforma, ma diviso per blocchi, salvando (ma ci saranno delle modifiche quando si andrà a mettere mano ai curricula) le elementari e le medie. Diviso invece il binario delle superiori dove viene mantenuto in piedi il quinquennio del liceo classico, ma ridotto di un anno per tutti gli altri indirizzi. La scuola secondaria superiore a carattere specialistico si andrà a integrare con tutte le strutture e senza più frammentazioni di sorta per la formazione professionale.
Il nodo centrale delle linee sulle quali sta lavorando il comitato presieduto da Bertagna è proprio il "doppio canale" della scuola secondaria, ovvero uno di istruzione e uno di formazione, che porta a una uscita differenziata degli alunni. Coloro che si avvieranno (la scelta dovrà essere fatta all'inizio della terza media) sulla strada della formazione tecnico professionale concluderanno il ciclo di studi un anno prima, a 18 anni gli altri invece a 21. Il modello scelto per la formazione ricalca, per certi versi, quanto accade in Germania, dove il canale di formazione professionale arriva a un livello paragonabile alla laurea. Acquisisce un ruolo determinante la materna. Un meccanismo che ancora deve essere ben delinenato consente a chi frequenta il triennio della scuola d'infanzia, un credito formativo di un anno che farà concludere la scuola dell'obbligo un anno prima. I docenti non sono stati dimenticati. Per loro si prevedono linee di formazione "in relazione ai cicli scolastici e di formazione professionale ipotizzati".
Su queste linee guida non mancano i commenti. Primo tra tutti proprio quello del padre della riforma dei cicli, Luigi Berlinguer, che è stupefatto dall'introduzione del bonus per chi frequenta l'asilo e contrario al mantenimento degli otto anni della scuola di base. Le indiscrezioni sulla controriforma della Moratti sono state valutate positivamente, anche se "devono essere approfondite", dal responsabile della scuola di An, Giuseppe Valditara. Il testo potrebbe essere pronto entro dicembre. Il ministro intanto ha insediato una nuova commissione che dovrà elaborare il progetto di riordino del sistema pubblico-privato di insegnamento, ovvero la parità scolastica.


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