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Il Manifesto-non solo scuola

Non solo scuola COSIMO ROSSI Gran bel fiasco, gli stati generali della scuola della signora Moratti. All'"evento" prodotto dalla Costanzo comunication, diffuso via satellite dalla Rai e mon...

20/12/2001
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il manifesto

Non solo scuola
COSIMO ROSSI

Gran bel fiasco, gli stati generali della scuola della signora Moratti. All'"evento" prodotto dalla Costanzo comunication, diffuso via satellite dalla Rai e monitorato per conto del ministero da ben quattro società di consulenza c'era solo una platea di comparse. La scuola, quella vera, è rimasta fuori (per scelta) da una desolazione blindata da squadroni di polizia a cavallo e gorilla privati del palacongressi dell'Eur: ha sfilato ieri a Roma e lo farà di nuovo oggi senza neppure doversi preoccupare troppo di dare l'assedio a quella solitudine di ghiaccio.
Eppure nell'isolamento scelto dalla ministra Moratti c'è anche il senso profondo di un modello: la scuola-azienda va in scena su un set televisivo, la competizione individualista si fa spot. Messaggi promozionali per licei d'eccellenza, istituti super-professionali o collegi iper-punitivi. E in quella separatezza protetta e affidata alle sacre famiglie si spacciano sogni da self-made man destinati a traformarsi in incubi di vita precaria; si cristallizzano gerarchie sociali e di classe.
Del resto, il governo che vende un fondo di bottiglia come punta di diamante dei saperi smercia la stessa moneta sulle pensioni: miraggi d'occupazione in cambio della decontribuzione per i neo-dipendenti privati, spinti nell'incertezza della previdenza integrativa mentre Confindustria si gode l'Euro sonante. E sulla sanità? Bonus per tutti da spendere nei più prestigiosi istituti privati, ci insegna Formigoni. Salvo una piccola clausola: che una famiglia abbia da aggiungere anche del suo, altrimenti non resterà che affidarsi ai cascami del disservizio pubblico prossimo venturo.
A Sergio Cofferati non sfugge questo nesso. Contestando ieri da Perugia la proposta di riforma della scuola, il segretario generale della Cgil non ha solo commentato l'operato del ministro Moratti ma "l'idea di società sbagliata" che sovrintende all'azione di questo governo. Dopotutto è per questo che la scuola per intero, studenti e docenti insieme, si sta rivoltando alle insane proposte della signora Moratti.
In quel che spinge una generazione, un movimento a essere in piazza, c'è forse un'ambizione in più: "Un altro mondo è possibile", dicono. In quel che sprona l'Ulivo a far sentire la sua timida opposizione, c'è forse un po' di coraggio in meno: la mera difesa del proprio riformismo imperfetto.
Tuttavia una cosa è vera: che oggi l'unica scuola pubblica è quella che si ritrova fuori dal palazzo della signora Moratti. Come domani potranno essere la sanità e la previdenza. E dopodomani, forse, tutte insieme.