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Il Barbiere della sera-La scuola delle 3 i? Ma mi consenta'

La scuola delle 3 i? Ma mi consenta' di Paolo Latella E' un po' di tempo che ci sto pensando, cosa è successo dall'ultimo articolo scritto? E' cambiata la scuola? La 'Ministra' (che brutto te...

24/02/2003
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La scuola delle 3 i? Ma mi consenta'
di Paolo Latella

E' un po' di tempo che ci sto pensando, cosa è successo dall'ultimo articolo scritto? E' cambiata la scuola?

La 'Ministra' (che brutto termine) del governo Berlusconi ha definito le linee della futura scuola italiana, razionalizzazione delle risorse umane ed economiche, privatizzazione e professionalità. Che belle parole, c'è però un errore di fondo, gli insegnanti italiani a differenza dei ministri non possono aumentarsi lo stipendio da soli e soprattutto non hanno ancora ricevuto gli assegni familiari, e dall'ultima notizia dell'Ufficio di Milano del Ministero del Tesoro, se ne parlerà a febbraio '#8211; marzo.

Non punto il dito sul governo perché i terminali del Ministero non funzionano e non funzionavano neanche con D'Alema e company, ma lo faccio perché non è cambiato nulla rispetto alla vecchia legislatura.

Un insegnante con 15 anni di servizio e senza assegni familiari 'rischia' di guadagnare L. 2.300.000 ('#8364; 1187,85) al mese.

Ma si sa, questo è il dannoso problema della scuola italiana.

Non basta visitare in veste ufficiale il miglior Liceo di Roma, bisogna 'abitare qualche mese' nei professionali di Milano, Roma, Palermo, Reggio Calabria per rendersi conto di cosa vuol dire essere 'in trincea ogni mattina'. Altro che scuola delle 3 I (inglese, informatica e impresa), come canta la bravissima Mina 'parole, parole, parole' perché sono solo parole. Io invito il Ministro a 'frequentare' il nostro Istituto 'Piero della Francesca' di San Donato Milanese, così si renderà conto di quante ore gli insegnanti fuori orario rimangono a scuola, quali sono i problemi di bilancio, essere alle 8,05 a scuola ed essere pronti a rispondere a qualsiasi domanda posta dall'alunno nella propria materia.

Eppure la nostra scuola è tra le migliori della Lombardia come dotazione laboratori, progetti in 'itinere' e progetti speciali, eppure anche noi come tutti i colleghi delle scuole italiane soffriamo la mancanza di attenzione per la scuola italiana.

Credo che se la sig.ra Moratti 'frequentasse' per più di una settimana le aule, e qualche salotto in meno, diventerebbe la prima ad incavolarsi per i mille cavilli burocratici e per le situazioni impossibili che 'abitano' a scuola.

Bisogna migliorare il tenore di vita degli insegnanti, non facciamogli pagare i corsi di aggiornamento, rispettiamo questa categoria così tanto bistrattata.

Un docente di informatica nella propria carriera lavorativa cambia in media 8 computer. Ma i soldi chi glieli dà per pagare le fatture?

Dall'11 settembre anche la scuola è cambiata, non ci aspettavamo certamente di iniziare le lezioni con questo dramma mondiale, la guerra, le rappresaglie, i piani di evacuazione degli Istituti, a San Donato Milanese come in tutte le scuole, si stanno organizzando corsi sulla sicurezza, sul pronto soccorso. Insomma, è inutile che il Governo ci tranquillizzi, non siamo mica stolti ed ebeti, siamo tutti coscienti del pericolo che stiamo correndo, dall'operaio all'ingegnere, dall'alunno al docente, dall'infermiere al dottore, tutti insomma hanno la consapevolezza che non sarà più come prima.

La scuola delle tre I, e perché non gli ospedali, gli uffici pubblici delle 2 P e una R: Razionalizzazione delle risorse umane ed economiche, Privatizzazione e Professionalità?

Diciamolo pure, la scuola non è piatto politicamente forte. La ristrutturazione della rete autostradale italiana invece 'paga', perché c'è il business to business, investi 10 per guadagnare 1000. Il cemento ha fatto la fortuna di qualcuno di nostra conoscenza.

Non mi sembra che aver ristrutturato un plesso scolastico in Sicilia abbia consentito al politico di turno di 'salire' più in alto.

Meditate e meditiamo, perché il futuro dell'Italia è nelle mani dei nostri figli, se non riusciremo ad insegnare loro la qualità della vita e il rispetto degli altri, verremo pagati con la stessa moneta.

La scuola italiana ha bisogno di 'mamager' (cioè la contrazione di mamma e manager) figure duttili che sappiano dirigere le istituzioni scolastiche e nello stesso tempo capire i bisogni degli alunni e di tutto il personale scolastico.

Tutti siamo importanti ma nessuno è indispensabile, così ricordava una amica, io non sono d'accordo, perchè l'istruzione è alla base della crescita dei popoli. Perché in classe non si insegna solo la materia, ma indirettamente anche l'educazione, quello che invece dovrebbero fare i genitori.

La ricetta per migliorare la scuola e riqualificare la figura del docente la conoscono tutti ma nessuno la vuole usare; 'costa troppo' ed è impopolare: più soldi e obbligo delle trentasei ore alla settimana. La scuola aperta fino alle 22,00, i laboratori come biblioteche virtuali, le ore delle correzioni delle verifiche e delle esercitazioni, conteggiate a scuola con un tesserino magnetico. Così finalmente si 'scoprirà' che non bastano trentasei ore alla settimana per il lavoro di un docente.

L'insegnante che sceglie di svolgere questa professione deve poter 'campare' la propria famiglia senza inventarsi lavori; alcuni colleghi per arrotondare fanno i pizzaioli il sabato sera, altri come me hanno lo studio professionale, altri ancora vivono con le lezioni private.

Tutto questo potrebbe essere ridimensionato solo se ci fosse un riconoscimento economico decente.

Fa più effetto sull'opinione pubblica parlare di aggiornamento sulle lingue, sull'informatica e sull'azienda che 'stancarsi' in mezzo ai banchi.

Au revoir madame Moratti!

Paolo Latella