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Effetto pensioni sulla scuola sempre più cattedre vuote

Un problema che aumenta di anno in anno tanto che il ministero dell'istruzione ha annunciato una corsa contro il tempo per bandire quanto prima i 4 concorsi per mettere in classe i docenti necessari

24/01/2020
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Il Messaggero

 Tra supplenti e pensionamenti, le cattedre resteranno vuote e i bambini senza la maestra. Un problema che aumenta di anno in anno tanto che il ministero dell'istruzione ha annunciato una corsa contro il tempo per bandire quanto prima i 4 concorsi per mettere in classe i docenti necessari. Ma per settembre prossimo, quindi per l'avvio dell'anno scolastico 2020-2021, non si riuscirà a coprire neanche le cattedre lasciate dai docenti che andranno in pensione. Il vuoto creato dalla loro uscita andrà aggiungersi a quello emerso negli ultimi anni per mancanza di docenti da assumere con le graduatorie ormai esaurite. È destinato ad aumentare, quindi, il numero dei supplenti. Secondo i primi dati che arrivano dalle domande di pensionamento, infatti, sono circa 33mila i docenti che hanno fatto richiesta di mettersi a riposo a partire dal 1 settembre 2020. 
TURN OVERPotrebbe trattarsi di un naturale turn over ma così non è, non per la scuola italiana che da un lato lamenta un'età media degli insegnanti troppo alta ma dall'altro non può fare a meno di questi docenti. Per l'anno scolastico in corso, infatti, è stato impossibile trovare insegnanti da assumere. Una situazione paradossale se si pensa che la scuola italiana quest'anno conta su 170 mila supplenti. Come è possibile allora che non si riesca ad immetterli in ruolo? Non hanno l'abilitazione per l'insegnamento: possono quindi esercitare da precari ma non da docenti di ruolo. 
E così nonostante il ministero dell'economia abbia autorizzato oltre 53mila assunzioni per l'anno scolastico 2019-2020, ne è andata a buon fine solo la metà. Un'assunzione su due è saltata e la cattedra è finita ad un supplente. Con inevitabili disagi legati al balletto dei docenti in cattedra che fino a metà novembre si sono avvicendati nelle classi tra supplenze brevi e nomine che non arrivavano. Classi scoperte, famiglie che non sanno più che cosa pensare e uffici scolastici nel caos per trovare un docente a cui assegnare il posto. 
RECORDQuest'anno infatti, registrando probabilmente un record storico, i supplenti sono 107mila, divisi tra quelli con contratti fino al 30 giugno e quelli fino al 31 agosto. A questi si aggiungono circa 60mila precari con contratti brevi. Senza contare che mai come quest'anno è stato necessario fare ricorso alle cosiddette mad, messe a disposizione, con cui vengono reclutati aspiranti docenti con il titolo di studio adatto ma senza alcuna iscrizione in graduatoria. Una situazione decisamente complicata che si sarebbe dovuta risolvere con i concorsi annunciati da mesi, prima dall'ex ministro Bussetti e poi dall'ex ministro Fioramonti. Le sorti politiche e di governo hanno fatto sì che i bandi non siano mai partiti. Ora l'attuale ministra Lucia Azzolina si ritrova a dover far partire quanto prima i 4 concorsi tanto attesi: il Miur è al lavoro per bandire 24.000 posti sul concorso straordinario per la scuola media e superiore e 25.000 sul concorso ordinario, c'è poi il concorso ordinario su infanzia e primaria e quello per i docenti di religione. 
LE STIMEIn tutto, secondo le stime della ministra, si tratta di 70mila insegnanti da assumere. Ma non sarà possibile ottenere queste immissioni in ruolo in tempo per il prossimo anno. Le selezioni durano mesi e i bandi ancora non ci sono. L'unico concorso che potrebbe partire subito e potrebbe concludersi, con le prime assunzioni per il 1° settembre prossimo, è quello straordinario per le scuole di II grado. Ma si tratta di compiere una corsa contro il tempo e comunque le 24mila eventuali assunzioni, riservate a medie e superiori, non andrebbero neanche a coprire il vuoto dei 33mila docenti che andranno in pensione, peraltro su diversi ordini di scuola. 
Un quadro decisamente serio con cui dover fare i conti: la ministra Azzolina, che si ritrova ora a dover gestire una mancanza di docenti cronica, ha lanciato la cosiddetta call veloce con la quale, considerando il fatto che le graduatorie non sono esaurite in tutta Italia e non per tutte le classi di concorso, sarà possibile assumere tutti quei precari che, accettando di spostarsi e garantendo il vincolo dei 5 anni, andranno ad insegnare fuori dalla loro provincia di origine o di graduatoria. 
Lorena Loiacono