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Corriere - I sindacati contro il taglio di 1.381 insegnanti

Proteste per il piano Moratti: "Molti istituti costretti a chiudere" I sindacati contro il taglio di 1.381 insegnanti MILANO - Soppressione di scuole nelle zone di montagna e nei piccoli comun...

31/01/2002
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Corriere della sera

Proteste per il piano Moratti: "Molti istituti costretti a chiudere"

I sindacati contro il taglio di 1.381 insegnanti

MILANO - Soppressione di scuole nelle zone di montagna e nei piccoli comuni della pianura; cancellazione dei progetti innovativi avviati nei diversi istituti; difficoltà nell'integrazione degli alunni stranieri. E' lo scenario che si prospetta per il sistema scolastico lombardo, perlomeno nelle previsioni della Cisl Scuola che, assieme a Cgil, Uil e Snals, ha avviato una campagna contro il piano di soppressione delle cattedre ipotizzato dal ministero dell'Istruzione. Degli 8.500 docenti di cui si prevede il taglio a livello nazionale, ben 1.381 prestano oggi servizio in Lombardia. La decimazione degli insegnanti si annuncia assai gravosa soprattutto per la scuola elementare, che a livello lombardo, in base all'ultima versione del decreto sugli organici, vedrebbe cancellati 485 posti. "E questo - sottolinea Renato Capelli, segretario generale della Cisl Scuola Lombardia - nonostante un aumento accertato di 4.339 alunni. Nella prima stesura delle tabelle sugli organici era previsto addirittura un incremento del corpo docente che sarebbe dovuto passare dai 34.984 attuali insegnanti a 35.080 ". Invece, in attuazione dell'articolo 22 della Legge finanziaria, l'équipe di Letizia Moratti ha effettuato una vera decimazione.
"Una decisione inaccettabile - dice ancora Capelli -, che rischia di non garantire il servizio scolastico in alcune zone del territorio. Tanto più che ulteriori tagli sono stati previsti nella scuola media, dove si registra una riduzione di 358 posti nonostante ci sia stato un aumento di 1.198 alunni, e nelle scuole superiori, dove spariranno 538 docenti, anche qui nonostante l'aumento delle iscrizioni".
Le quattro sigle sindacali hanno sottoscritto un documento congiunto inviato al direttore dell'ufficio scolastico regionale Mario Giacomo Dutto, chiedendo un intervento di modifica delle tabelle prima che queste diventino definitive. Il decreto del ministro Moratti è infatti passato al vaglio del dicastero dell'Economia, che dovrà dare il benestare finale.
Per fare pressione sul governo è stato chiesto anche l'intervento della Regione e dei parlamentari eletti nei collegi lombardi. "Se non si interverrà - dicono i sindacati -, i tagli annunciati renderanno ingestibile il servizio scolastico in Lombardia, dove già negli anni scorsi è stata attuata una politica di razionalizzazione e ridimensionamento che ha portato alla chiusura di alcuni istituti. Il grande numero di immigrati porta poi a un costante aumento delle iscrizioni, che fanno apparire queste soppressioni ancora più inopportune".