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Bonetti "Impossibile riaprire ora ma lavoriamo per settembre E almeno i centri estivi sono salvi"

Ci sono risorse per i Comuni e fondi per aiutare i genitori Dobbiamo garantire offerta e occupazione

11/06/2020
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la Repubblica

Maria Novella De Luca

ROMA — Ministra Bonetti, lei si è battuta per riaprire gli asili nido.

Invece sono rimasti chiusi. Perché?

«Una riapertura obbligatoria dei servizi per l’infanzia avrebbe creato seri problemi di organizzazione.

Non tutti i comuni hanno le strutture adeguate. Non tutti i nidi hanno il personale sufficiente. Non tutti sarebbero stati in grado di assicurare le norme di sicurezza necessarie. Abbiamo scelto la via della flessibilità. Possono aprireper l’estate. Pronti a richiudere se si verificassero dei contagi».

Elena Bonetti, ministra della Famiglia di Italia Viva sta lavorando all’ultimo testo del Family Act. Nel giorno della grande protesta del mondo dell’infanzia, spiega perché, nel calendario delle ripartenze, i più piccoli dei piccoli sono, incredibilmente arrivati per ultimi.

Con la loro estate post-Covid ridotta a una manciata di settimane.

Il governo ha fatto riaprire le palestre e le discoteche. Contano così poco i bambini in Italia?

«Mi sono impegnata fin dal primo giorno perché ai bambini venisse riconosciuto, anche in pieno lockdown, il diritto al gioco, al movimento. In parte ce l’abbiamo fatta. I centri estivi sono una realtà anche quest’anno».

Non i nidi però. E nella fascia 0-3 se non c’è l’asilo nido i genitori, anzi le madri, è difficile che possano tornare a lavorare.

«Ma di fatto diamo la possibilità di strutturare servizi educativi per l’estate anche per i bambini 0-3. E se la Regione lo decide, chi è in regola potrà partire già dalla prossima settimana».

Dunque riaprirà soltanto chi vuole o chi può?

«Chi è in grado di assicurare gli standard di sicurezza richiesti dalle linee guida. Un educatore ogni cinque bambini. I lettini adeguatamente distanziati. Gli spazi affinché i piccoli gruppi restino separati».

In questo modo però i posti saranno limitati e le rette più alte.

« Spero davvero che non ci siano speculazioni. Però vorrei ricordare che dal bonus nidi al bonus baby sitter, sono diversi i fondi che le famiglie possono utilizzare per pagare i centri estivi. E abbiamo stanziato risorse per i comuni,per sostenere le riaperture. Proprio ieri abbiamo pubblicato un bando da 35 milioni».

Però siamo già in un enorme ritardo. Migliaia di educatori dei nidi privati sono da mesi senza stipendio e decine di strutture rischiano di non riaprire più.

«Anche su questo stiamo lavorando con la ministra Azzolina per garantire che a settembre tutti i bambini nella fascia 0-3 anni possano entrare al nido. All’interno di quel progetto che concepisce il nido e la scuola dell’infanzia come un percorso didattico, non soltanto come un servizio alle famiglie».

Concretamente? Ancora non c’è alcuna chiarezza su come dovrano essere ripensati i nidi.

«Ci sono due miliardi e mezzo in legge di bilancio per i nuovi nidi.

Dobbiamo garantire l’offerta alle famiglie e l’occupazione di chi lavora nei servizi dell’infanzia. E posso dire con orgoglio che questo Governo ha rimesso al centro dell’agenda l’educazione e il futuro dei bambini».


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