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Blitz della Lega: Valditara (relatore riforma Gelmini) al vertice del MIUR

Dato che il Capo Dipartimento del MIUR ha ha attribuzioni non solo tecniche ma anche politiche, è del tutto evidente che la nomina, oltre a rivestire un’alta carica simbolica, scioglie le riserve sulla linea che il “governo del cambiamento” intende seguire nel settore dell’Università e della ricerca.

24/06/2018
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ROARS

Anche se manca il decreto di nomina, oramai viene dato quasi per certo: al MIUR, il nuovo Capo Dipartimento Università sarà Giuseppe Valditara, professore ordinario di Diritto Romano all’Università di Torino. Pare, anzi, che lui stesso stia informando i colleghi della lieta novella, mentre il sottosegretario pentastellato, ancora privo di delega, informa via twitter che conta di tornare presto in Finlandia per approfondirne l’affascinante filosofia educativa.

Lorenzo Fioramonti@lofioramonti

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Finlandia, un modello di scuola alternativa - Tuttoscuola

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Quello di Valditara è un nome noto, almeno al mondo politico: Valditara, già Senatore di Alleanza Nazionale per tre legislature, è stato il relatore della legge 240/2010, la cosiddetta Riforma Gelmini.

Dato che il Capo Dipartimento del MIUR ha ha attribuzioni non solo tecniche ma anche politiche (vedi organigramma), è del tutto evidente che la nomina, oltre a rivestire un’alta carica simbolica, scioglie le riserve sulla linea che il “governo del cambiamento” intende seguire nel settore dell’Università e della ricerca. Come nel più classico gioco dell’oca, a distanza di otto anni si torna alla casella del via, affidando l’incarico dirigenziale più importante  proprio a chi ha progettato e condotto in porto una riforma assai contestata all’epoca del suo varo e i cui esiti sono stati ritenuti largamente insoddisfacenti da una larghissima parte del mondo accademico. Nessun cambiamento insomma. Si va avanti nella direzione tracciata negli ultimi decenni. Per quanto riguarda gli equilibri interni al governo si registra un’altra sconfitta dei pentastellati, che subiscono il blitz o semplicemente la maggiore prontezza e capacità di iniziativa dei loro partner di governo, pronti a occupare tutte le caselle chiave.

Per la prossima volta, chiederemmo almeno di risparmiarci la retorica del “cambiamento”.