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Azzolina chiede 80 mila nuovi prof. Ma metà dei posti resterà scoperta

Le cattedre rischiano di rimanere vuote, per mancanza di docenti utili a coprirle. L’anno scorso il ministro Bussetti ne chiese al Mef 58 mila, ne furono autorizzati 53 mila, ma assunti solo 25 mila

09/07/2020
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Corriere della sera

VAlentina Santarpia

«È in corso di perfezionamento la richiesta al MEF di oltre 80.000 assunzioni a tempo indeterminato di personale docente per l’anno scolastico 2020/2021». Lo ha annunciato la ministra per l’Istruzione Lucia Azzolina alla VII commissione in Senato dopo l’audizione del 1 luglio sulle iniziative di competenza del ministero connesse all’emergenza epidemiologica Covid-19 e sull’avvio del prossimo anno scolastico. In realtà le assunzioni che la ministra ha chiesto al Ministero delle Finanze, che deve autorizzarle per la parte economica, corrispondono esattamente alle 83 mila cattedre che i sindacati già qualche giorno fa hanno denunciato come vuote: sono quelle che si liberano per il turn-over, per gli insegnanti che vanno in pensione; ma anche quelle rimaste libere dagli anni scorsi, quando non c’erano abbastanza insegnanti utili ad occupare quelle cattedre. I ritardi nei concorsi hanno infatti negli ultimi anni reso impossibile reperire i docenti necessari a coprire le cattedre, il che ha portato ad un moltiplicarsi di supplenti.L’anno scorso, dopo le operazioni di mobilità, rimasero disponibili 64.149 posti. Il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti chiese al Mef 58 mila posti, ne furono autorizzati 53 mila, ma ne furono assunti 25 mila perché non c’erano persone utili in graduatoria. Come andrà quest’anno? Secondo la Cisl, solo il 50% dei posti potrà essere coperto, il 25% in Lombardia. E ci saranno anche 25.000 posti vacanti per il personale Ata, il 25% in più del 2019 quando erano 19.816. Con i tre concorsi previsti nel decreto scuola si dovrebbe arrivare ad avere 78 mila nuovi prof pronti per passare di ruolo, ma se ne parla al più presto a partire dal settembre 2021.

Duecentomila supplenti dietro l’angolo

La stima dei sindacati è che quest’anno ci saranno almeno duecentomila supplenti, e il rischio è che i tempi di riempimento delle caselle vuote si allunghino: con una scuola che riparte con mille incognite a causa del Covid, non è una prospettiva esaltante. Anche se la ministra ha assicurato che «con la definizione delle graduatorie provinciali per le supplenze, che vedranno la luce nei prossimi giorni, contiamo entro l’inizio del prossimo anno scolastico di avere in cattedra tutti i docenti necessari al regolare avvio dell’attività didattica». La proposta dei sindacati, appoggiata anche da molti pezzi della maggioranza, era quella di stabilizzare i docenti precari con più di tre anni di servizio evitando di arrivare al concorso, in modo da avere subito 100 mila docenti pronti al ruolo. Ma il M5S si è opposto a questa linea, fino ad ottenere che ci sia il concorso, che non sarà a crocette- come si ipotizzava in un primo momento- ma con una prova.