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Attenzione alla supplenze! Quelle vere.

di Osvaldo Roman

28/12/2015
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ScuolaOggi

Fanno una spiacevole impressione certi sottosegretari del Miur che invece di informare il Parlamento, che lo richiede (1), sulla situazione che riguarda le supplenze causate dal piano di assunzioni si affidano a confuse ma, come vedremo involontariamente significative, declamazioni su Facebook.

Quando si parla di supplenze  è bene chiarire subito che non si tratta solo delle supplenze brevi e saltuarie a cui si dovrebbe provvedere come stabilito dal decreto legge n.185/2014.  Tale decreto tra l’altro prevedeva un monitoraggio trimestrale che avrebbe dovuto consentire di non sottrarre risorse al fondo per il funzionamento delle scuole per tale adempimento. E auspicabile quindi che il riferimento alla legge 107, per tale aspetto, non riguardi lo stanziamento integrativo assegnato  alle spese di funzionamento delle scuole.

Il problema delle supplenze è invece soprattutto un altro che scoppierà nelle prossime settimane. Per avere un idea del perché una parte non insignificante dei  supplenti nominati con le fasi B e C  avranno serie difficoltà a ricevere la propria retribuzione, non occorre richiamarsi a “prassi inaccettabili esistenti da anni”.Sarebbe più serio riconoscere semplicemente che il numero di supplenti in servizio l’anno scorso é aumentato e aumenterà nonostante le promesse di lotta  alla supplentite a più riprese enunciate dal premier e dai suoi maldestri suggeritori. Il numero delle supplenze annuali è aumentato e gli stanziamenti in bilancio a tale scopo no! Questa è la semplice causa dei ritardi che si sono verificati e di quelli che probabilmente si verificheranno.

Per dimostrare in maniera inoppugnabile tale tesi nella speranza che, se non i sottosegretari,  almeno i diretti interessati possano comprenderla, è necessario esaminare il problema  su un duplice  versante: quello degli stanziamenti preposti al loro pagamento e quello dei posti disponibili per le supplenze

Per quanto riguarda gli stanziamenti, il bilancio recentemente approvato con la legge di stabilità 2016,  prevede una diminuzione di 489 milioni rispetto all’assestamento 2015. Per lo stanziamento complessivo per le supplenze brevi la riduzione è di 173 milioni e di 316, 7 milioni quella per le supplenze a tempo determinato (annuali e fino al termine delle lezioni) che si assestano complessivamente a 2.379,9 milioni. Tenendo presente che a decorrere dal 2016 si collocano in capitoli di spesa distinti da quelli propriamente previsti per le supplenze sia le risorse per i posti di sostegno in deroga sia quelle per l’organico di fatto che in tal modo,  nonostante le patetiche circolari del MIUR, entra per la prima volta ufficialmente nel bilancio di Stato, la situazione è descritta nelle tabelle seguenti:

Capitoli delle supplenze brevi e saltuarie

Scuola

Capitolo

Previsione 2015

Assestamento 2015

Previsione 2016

Differenza

Infanzia

1227

48,8

56,0

181,5

125,5

I-Irap

2140 /3

3,0

3,5

11,3

7,8

Primaria

1228

195,0

203,5

161,2

-42,3

P-Irap

2127/3

12,2

13,0

10,0

-3

I° grado

1229

120,0

125,5

99,2

-26,3

I°-G-Irap

2128/3

7,5

8,0

6,6

-1,4

II*Grado

1230

354,6

371,0

151,9

-219,1

II°-Irap

2145/3

22,3

23,7

9,5

-14,2

AFAM

1606

3,6

2,6

2,6

0

TOTALI

 

767

806,8

633,8

-173

Capitoli delle supplenze a tempo determinato (anno scolastico e fine lezioni)

Scuola

Capitolo

Previsione 2015

Assestamento 2015

Previsione 2016

Differenza

 Infanzia

2156/3

215,7

215,7

66,8

-148,9

Adeguam.OF

2156/10

=======

=======

67,2

67,2

Sostegnoderoga

2156/11

=======

=======

93,5

93,5

Primaria

2154/3

904,0

904,0

333,6

-570,4

Adeguam.OF

2154/10

=======

========

204,0

204,0

Sostegnoderoga

2154/11

=======

========

257,5

257,5

I° Grado

2155/3

665,8

665,8

200,3

-465,5

Adeguam.OF

2155/10

=======

========

180,0

180,0

Sostegnoderoga

2155/11

======

========

164,4

164,4

II* Grado

2149/3

856,1

856,1

345,5

-510,6

AdeguamentoOF

2149/10

======

======

245,9

245,9

Sostegnoderoga

2149/11

======

======

158,6

158,6

AFAM

1603

54,7

54,7

62,3

7,6

TOTALI

 

2696,3

2696,3

2379,9

-316,7

 Se si conteggiano, come proverò di seguito a dimostrare, i posti di supplenza annuale complessivamente necessari, anche grazie al piano di assunzioni della buona scuola, che ammontano a circa 95.000, si vedrà che mancano all’appello degli stanziamenti necessari a sostenerle circa 500 milioni.

Per quanto riguarda i posti disponibili è necessario ricordare che l’organico di fatto per l’anno scolastico 2014-15, (ancora non comunicato ufficialmente dal Servizio occultamento dei dati statistici del MIUR), è stato:

Posti Interi

Posti eq. Ore

Totale Posti Normali

Alunni Hand

Posti Interi Sostegno

Posti Eq Ore sost

Totale Posti Sostegno

Totale

603.039

27.389

630.428

  217.203

 112.786

4.887

      117.673

748.101

Il totale dei posti, sommando ai 630.428 dell’organico di diritto i 117.673 del sostegno, risultava di 748.101 (di cui 32.276 su posti orario equivalenti).

L’organico di diritto per l’a.s. 2014/2015 era stato di 600.839 per i posti normali e quello per il sostegno di 81.137 con un totale di 681.976.

L’organico di diritto, 2015-16, per i posti normali è di 600.839 unità, per il sostegno di 90.032, con un totale di 690.871 unità.

Per determinare l’organico di fatto dell’anno scolastico 2015-16, ancora non disponibile ufficialmente e probabilmente latitante fino alla prossima legislatura, occorre considerare quanto il piano assunzionale ha contribuito ad assorbire dei posti  non di diritto funzionanti nell’a.s. 2014-15.

Per l’a.s. 2015-2016, poiché la differenza, con riferimento per il sostegno, ai dati dell’organico di fatto 2014-15, fra posti di sostegno in organico di fatto e in organico di diritto sarebbe (112.786.-90.032)  di  22.674 unità, considerando assorbiti gli spezzoni sul sostegno nell’organico di diritto  e considerando  complessivamente confermati i 27.389 posti costituiti con gli spezzoni sull’organico normale, e i 48.812 posti del potenziato, il numero complessivo  dei posti dell’organico di fatto dovrebbe  essere molto vicino ai 789.746 (690.871+22.674+27.389+ 48.812).

 L’organico di diritto per l’anno 2015-16  é quindi  composto da 739.683 unità, a cui si dovranno aggiungere per  l’organico dell’Autonomia dell’anno 2016-17 ulteriori posti di sostegno. Il che significa che in questo anno scolastico ci sono 50.054 posti (interi o orario equivalenti) da coprire con supplenze. Ma i supplenti in servizio perché ci sono oltre 30.000 posti su spezzoni o.e. superano i 100.000.

Del resto tali previsioni sono confermate dal fatto che circa 30 mila dei neo nominati nelle fasi B e C hanno potuto rinviare la presa di servizio proprio grazie al loro status di supplenti. E sicuramente non tutti i supplenti sono stati nominati nella fasi B e C!

In realtà le supplenze conseguenti all’attuazione delle fasi B e C del piano sono più di trentamila perché ai trentamila che hanno sostituito i neo-nominati a t.i,  che sono rimasti sulla loro supplenza se ne devono aggiungere altri 20 mila che tale nomina non hanno avuto: e siamo già a 80.000. Poi ci sono i circa 15 mila posti messi a concorso nelle fasi B e C e non assegnati che  dovrebbero o dovranno , almeno in parte, essere  coperti con supplenze e siamo già a 95 mila! Considerando gli spezzoni siamo a 150 mila supplenti in servizio! Per i 95 mila supplenti annuali occorrono quasi 2.850 milioni, in bilancio ve ne  sono, come si è visto, solo 2,379,9.

Si dice che con  la buona scuola si é provveduto, pare di capire, ma è certamente un refuso, per il 2016 ( forse si tratta dei 4 mesi del 2015) con il reperimento di 150 milioni di euro.

Ovviamente in poche righe su Facebook non si può spiegare il miracolo della trasformazione dell’acqua della legge 107 nel vino delle  supplenze.

Infatti la legge 107 non reca uno stanziamento specifico per le supplenze ma solo quello per le nomine del personale di ruolo.  Per le supplenze brevi si possono, con gravissime sofferenze per le scuole, utilizzare solo i 126 milioni assegnati per il funzionamento delle scuole,Se si detrae la spesa per le ricostruzioni di carriera per i posti già in organico, la spesa prevista per le nomine  per i quattro mesi del 2015 era di 544 milioni. Se non si considera l’organico potenziato  come tutto destinato ad assorbire gli spezzoni che coprono le supplenze (non le supplenze brevi che sono tutta un’altra storia), con tali risorse non si potranno nel futuro affrontare le spese per le supplenze che permarranno in bilancio stante il comma 69 che reintroduce l’organico di fatto.

Una mano competente e pietosa visto, che per le fasi B e C si parlava di nomine giuridiche, (il  problema è serio ed aperto ma per ora si può tralasciare) ha inserito nella legge il comma 206 che consente,  solo per il 2015, di recuperare gli stanziamenti non utilizzati per le nomine in ruolo  e di riversarli nel fondo cosiddetto della Buona scuola. Una volta trasferiti, su tale fondo, rispettando la procedura prevista, non é detto che tali stanziamenti possano transitare pacificamente nei capitoli per le supplenze. E così probabilmente è stato e sarà! Non tutti i funzionari della Ragioneria sono dei tappetini da usare a proprio comodo e probabilmente qualche cosa che non quadra per il trasferimento su un altro capitolo, per  l’utilizzo delle risorse per il reclutamento,  in supplenze su posti per i quali non é stata ancora stata stipulata, con un relativo contratto di lavoro, alcuna impegnativa di spesa, probabilmente è già emersa.

Ma di questioni di tale natura, prima che la magistratura ordinaria, in genere se ne dovrebbe occupare la Procura generale della Corte dei Conti. Infatti non sfugge a nessuno che tra le supplenze conferite sui posti dei neo nominati che hanno ottenuto il differimento oltre che ai supplenti nelle scuole statali ci sono un numero imprecisato di altri lavoratori privati e non solo nelle scuole paritarie. E per costoro non sussiste quella sorta di compensazione che può essere invocata per i supplenti statali. Infatti mentre questi ultimi  giustificano in qualche modo la spesa per la supplenza che ha loro consentito il non raggiungimento della sede sgradita in quanto coprono un posto che altrimenti avrebbe dovuto essere assegnato ad un altro supplente, ciò non sussiste per un lavoratore privato. La supplenza che lo sostituisce è una spesa aggiuntiva. E le spese aggiuntive possono facilmente configurarsi come un danno erariale!

Ma i dati riguardanti queste operazioni non sono stati  riferiti in Parlamento nonostante siano state avanzate al riguardo esplicite richieste. Infatti considerando che le operazioni per le nomine a tempo indeterminato, ai sensi dell'art. 1, comma 98, lettere b) e c), della legge n. 107 del 2015, si sono concluse il 1 dicembre 2015 e che i posti complessivamente messi a disposizione risultano essere stati 71.468 di cui 16.210 per la fase b) e 55.258 per la fase c); che i candidati che entro il 14 agosto 2015 avevano presentato domanda per concorrere per le classi di concorso per le quali avevano titolo risultavano essere 71.643; che le proposte di assunzione formulate dagli uffici scolastici regionali, per la fase b) risultavano essere 8.776, di cui 8.532 accettate e i posti non assegnati 7.678; che per la fase c) risultavano essere 48.793, di cui 47.465 accettate e i posti non assegnati 7.793; che non è mai stato comunicato dal MIUR il numero dei nominati nella fasi c) e b) che, accettata la nomina, hanno ottenuto la deroga all’assegnazione della sede di servizio o ai sensi del comma 99 della legge 107/2015 oppure per altri motivi non previsti dalla legge e valutati a livello degli Uffici scolastici regionali;  che le richieste di chiarimenti formulate nelle interrogazioni n, 3-02342  del 3 novembre 2015 e n. 4-0454 del 22 settembre 2015 non hanno finora ricevuto risposta alcuna  sarebbe ormai ora di conoscere, ovviamente non via Facebook, almeno il numero delle supplenze assegnate su posti vacanti dopo le fasi b) e c) e il numero di quelle concesse per i posti non assegnati a causa delle deroghe previste ai supplenti annuali o fino al termine delle lezioni nelle scuole statali e il numero infine di quelle concesse sui posti  assegnati a quanti hanno ottenuto la deroga per motivi diversi e in particolare per il servizio prestato in scuole paritarie.

Non credo che a questi interrogativi la scuola italiana avrà preso la risposta che merita.

NOTA 1

http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/showText?tipodoc=Sindisp&leg=17&id=939835

http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/showText?tipodoc=Sindisp&leg=17&id=942316

L’ART.1 comma 358 della legge di stabilità approvata definitivamente  nei giorni scorsi dal Senato prevede acutamente nell’inesorabile Spending che colpisce le istituzioni scolastiche più spendaccione, la seguente sconvolgente disposizione:

“Le somme assegnate alle istituzioni scolastiche per le supplenze brevi e saltuarie prima del passaggio al sistema di pagamento di cui all'articolo 4, comma 4-septies, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, e giacenti sui bilanci delle medesime istituzioni, pari a 60 milioni di euro, sono versate all'entrata del bilancio dello Stato nell'anno 2016 e sono acquisite all'Erario. Nelle more del versamento delle predette somme all'entrata del bilancio dello Stato, il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad accantonare e a rendere indisponibile per l'anno 2016, nello stato di previsione del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca e a valere sulle disponibilità di cui all'articolo 1, comma 601, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, la somma di 60 milioni di euro al netto di quanto effettivamente versato. La norma dispone il versamento all’entrata delle somme assegnate alle istituzioni scolastiche per le supplenze brevi e saltuarie prima del passaggio al sistema di pagamento mediante ordini collettivi di pagamento e giacenti sui bilanci delle medesime istituzioni.”

Fuori il malloppo dice la banda bassotti del Miur e la relazione tecnica spiega che per assicurare il raggiungimento dell’obiettivo del miglioramento dei saldi di finanza pubblica per gli importi sopra indicati, nelle more del versamento all’entrata del bilancio dello Stato delle predette somme, l’importo di 60 milioni di euro per l’anno 2016 è accantonato e reso indisponibile, in termini di competenza e cassa, nell'ambito delle disponibilità di cui all’articolo 1, comma 601, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 relative al funzionamento delle scuole.

Insomma si procede ad un sequestro conservativo!