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Articolo 33 esulta lo stesso per la vittoria “Davide ha battuto Golia, se ne tenga conto”

Nel quartier generale dei referendari: “Non è vero che l’affluenza è stata bassa”. Reclami pure per disagi ai seggi

27/05/2013
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la Repubblica


ILARIA VENTURI
ALLE undici di sera arriva di corsa, dai seggi, Giovanni Cocchi, insegnante. «Stiamo vincendo». Partono gli abbracci e le urla, nel quartier generale dei referendari in via dello Scalo. Bruno Moretto si commuove, «Sono felice», non si tiene Mirco Pieralisi di Sel, ed esulta Sandra Soster, sindacalista Cgil. E’ la loro vittoria. Per storia personale, per molti è una rivincita. E quando arriva la conferma ufficiale, ecco il commento condiviso del Comitato Articolo 33. «Ha vinto Davide contro Golia, la scuola pubblica ha vinto il referendum, l’amministrazione dovrà tenerne conto, al paese diciamo che Bologna ha scelto la scuola laica e di tutti».
Nonostante l’astensionismo, i referendari festeggiano con le lacrime agli occhi
dalla gioia. «Per noi la partecipazione è stata buonissima, gli elettori superano di gran lunga gli interessati al voto: non solo nonni, mamme e papà, ma la cittadinanza ha capito il valore della battaglia», commentano ricordando il clima politico (il crollo dell’affluenza alle amministrative) e il fatto che all’ultimo referendum sulle farmacie votò il 36% dei bolognesi, ma in tre giorni.
Il risultato arriva dopo una lunga giornata elettorale segnata da code in alcuni seggi e disagi, soprattutto di chi è stato costretto a vagare alla ricerca di quello giusto. In fila le mamme coi passeggini, tante suore e sacerdoti schierati per le paritarie. Il Comitato referendario ha inviato una diffida al Comune per denunciare l’assenza di stradari in alcuni seggi e dunque «file o rinunce per la difficoltà ad individuare la propria sezione». La giornata era partita con molte facce scure per un’affluenza che alle 12 aveva superato di poco l’8%. Ad urne chiuse, i ringraziamenti dell’assessore Matteo Lepore ai 700 dipendenti comunali impegnati ai seggi. Nella sede del comitato c’è tensione, che si scioglie all’arrivo delle prime telefonate dai seggi: «Bolognetti è nostro, al Navile vinciamo». Arrivano in tanti, verso mezzanotte: tra questi, Ivano Marescotti, Paolo Soglia, i Wu Ming. «La devastante forza tranquilla del popolo della scuola. Domani è un altro giorno, ma di fronte a un pronunciamento di 86mila bolognesi si dovranno pesare le parole e aver rispetto», commenta Pieralisi. E arriva la torta con la scritta: scuola pubblica.


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