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a prof e l’allieva nell’aula virtuale «Bello rivedersi dopo dieci giorni»

Il via alla didattica online in una scuola in val Brembana L’insegnante: do esercizi e vengono fatti regolarmente La studentessa: sveglia più tardi e poi rivedo le lezioni

03/03/2020
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Corriere della sera

Valentina Santarpia

OMA Per la professoressa Giancarla Spurio, 61 anni, una laurea in Lingue e un master in Media education management, l’emozione più grande è stata vedere l’entusiasmo con cui, ieri, i ragazzi della prima superiore si sono salutati nella classe virtuale. «Erano eccitatissimi di rivedersi, anche se a distanza, dopo dieci giorni: si sistemavano i capelli, chiacchieravano tra di loro, ho dovuto zittirli per iniziare a far lezione», ride la prof di francese del liceo linguistico Turoldo di Zogno, provincia di Bergamo, che già dalla scorsa settimana ha iniziato le sue lezioni virtuali con G suite for education. «Siamo in val Brembana, per cui molti ragazzi abitano in piccoli paesi, e non riescono a vedersi facilmente. Per loro la scuola è tutto: luogo di relazione, apprendimento, rete sociale. È chiaro che poi per gli studenti di prima superiore avere un contatto tra di loro e con me è la cosa più importante: mi hanno chiesto informazioni sulla riapertura delle scuole, informato sui casi, mandato link di giornali online. Ma tornata la calma, ho condiviso le pagine del libro digitale, dato degli esercizi, caricato un video». Diversa la faccenda con gli studenti di quinta, preoccupati per l’esame di Maturità e il programma da portare a termine: «Sono responsabili, ci tengono a sfruttare tutta l’ora di lezione, mi scrivono via chat se non hanno capito qualcosa, scaricano i documenti che condivido, fanno i compiti regolarmente. Incredibili!». E la sua non è una svista da professoressa orgogliosa: «Dobbiamo rimboccarci le maniche, non possiamo perderci niente — conferma Irene Zanella, 18 anni, V B — Noi siamo già una classe digitale e quindi questa modalità non ci è nuova: ognuno di noi ha l'iPad, sa usare microfono e webcam, sa interagire con la classe. E siamo tutti motivati a proseguire e studiare bene nonostante la chiusura da coronavirus». Per Irene la didattica a distanza è stata una piacevole scoperta:«Invece di alzarmi alle 6.30, perché vivo in valle Imagna, mi alzo alle 8. Posso seguire le lezioni dal mio letto in pigiama, o alla scrivania guardando le montagne dal mio balcone. Mentre la prof spiega posso prendere appunti con Pages. È comodo perché abbiamo un’interazione diretta. E ci sono prof, come quella di filosofia, che caricano video lezioni che possiamo rivedere con calma. Quasi quasi potremmo fare sempre così...». E i compagni? «Sì, il divertimento con loro manca. Ma ora va bene così».


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