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Scuola primaria: i motivi dello sciopero del 18 marzo

18 marzo 2009, sciopero generale di tutti i settori della conoscenza.

02/03/2009
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Le iscrizioni si sono chiuse il 28 febbraio e, a quanto risulta dalle prime proiezioni pubblicate dallo stesso MIUR, la maggioranza dei genitori ha scelto la scuola delle 30 e delle 40 ore, cioè quella di adesso. Quella che ha dimostrato sul campo che tempi distesi, moduli, compresenze, collegialità e programmazione sono ingredienti fondamentali di una buona scuola.

Ora il governo deve mantenere la parola: dare ascolto alle famiglie e garantire organici e modelli organizzativi. Bisogna dirlo in modo chiaro e forte perché il governo ha deciso invece di fare cassa proprio e principalmente destrutturando un segmento di scuola che funziona, lasciando a casa decine di migliaia di insegnanti precari e di personale ATA.

Un'operazione miope e dannosa per i bambini, per le famiglie, per il Paese e il suo futuro. Così si azzera il lavoro qualificato e proficuo degli insegnanti; si fa strame della loro capacità di lavorare insieme, di tenere al centro la relazione educativa e i bisogni di apprendimento dei bambini e delle bambine, di coinvolgere le famiglie e il territorio nel progetto educativo, di fare della scuola una comunità che educa.

Insegnanti che ora si prevede di "adattare" ai nuovi ordinamenti attraverso la "formazione professionale in servizio". Questa è la valorizzazione della professionalità docente secondo il Ministro Gelmini: l'adattamento !

Insegnanti "adattati" che dovranno a loro volta lavorare per l'"adattamento" dei bambini e delle bambine. A che cosa? Ad una scuola impoverita, richiusa in se stessa, inevitabilmente autoritaria e oppressiva.

Nel frattempo il PdL Aprea prevede l'abolizione delle RSU di scuola, così non ci sarà alcun controllo democratico sulle graduatorie d'istituto e sui criteri in base ai quali si deciderà quali insegnanti svolgeranno prevalentemente il loro orario di insegnamento in una sola classe, quali dovranno distribuirsi su più classi, quali su più plessi e istituti…(altro che maestro unico, ci sarà il maestro spezzettato!)

Né si può sperare che una vera valorizzazione della professionalità docente possa venire dalla "articolazione professionale" prevista dal PdL Aprea, e questo per molte, fondate, ragioni:

  • perché non può esservi valorizzazione laddove invece di garantire collegialità e autonomia si promuovono divisioni e gerarchizzazione e si punta su una esasperata competizione tra i docenti;

  • perché la quota di docenti ordinari che potranno diventare esperti sarebbe subordinato alle determinazioni del MIUR e del Ministero delle Finanze (e abbiamo sotto gli occhi quanto si voglia investire sulla scuola per migliorarla)

  • perché quel PdL prefigura la fine dell'autonomia scolastica prima ancora che ne siano state colte e sperimentate a fondo tutte le potenzialità;

  • perché persino il POF dovrà essere approvato dal Consiglio d'Amministrazione;

  • perché annientando l'autonomia si svuota la libertà d'insegnamento;

  • perché prevede la trasformazione delle scuola in Fondazioni, il cui CdA determinerà progetto e offerta formativa della scuola.

È un punto questo particolarmente dolente. Possiamo immaginare quali e quanti saranno i soggetti privati che vorranno finanziare quelle realtà dove maggiori sono al tempo stesso il bisogno di scuola e la dispersione (dalle scuole di Scampia a quelle del Nord Est, a quelle con maggiore presenza di figli di immigrati, a quelle delle tante periferie o realtà marginali del Paese).

È il diritto all'istruzione che si vuole smantellare destrutturando in primis la scuola elementare. Un disegno inaccettabile, da respingere.

Tanti sono i motivi per non stancarsi di condividere con i genitori, con gli Enti Locali, con la società civile interessata alla qualità culturale del territorio, le ragioni di questa opposizione, ferma, determinata, radicale.

Per questo la scuola primaria il 18 marzo sciopera.

marzo 2009