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Rassegna Nazionale  Il fenomeno In Lombardia un solo abilitato. La Lega protesta con il ministro
Corriere: Nord senza presidi: in 100 dal Sud
25-03-2009
 
 

MILANO — Un aspirante preside. Uno solo. Di lui si sa che si chiama Franceschi e che è l'unico rimasto, in Lombardia, ad avere l'abilitazione da dirigente scolastico. Tutti gli altri sono già in cattedra. Peccato che a giugno poco meno di cento dirigenti andranno in pensione. E di conseguenza, altrettante scuole rimarranno senza direttore. Dove trovare i sostituti? Al Sud naturalmente, ricco di professori «idonei». In arrivo da Napoli, da Reggio Calabria, da Bari, da Catania. Un esercito di presidi del Mezzogiorno nelle aule di Bergamo, Varese, Sondrio. E alla Lega questo non piace.

Scuola e politica, difesa dell' «identità territoriale» e

turn-over. L'allarme arriva da Milano: per ora sono già trenta i dirigenti scolastici che hanno fatto domanda per andare in pensione a giugno (c'è tempo fino al 31 maggio). E cosiderando che il capoluogo lombardo «vale» in termini scolastici circa un terzo del totale regionale, i sindacati presumono che a settembre saranno almeno novanta le cattedre vacanti in tutta la Lombardia. Calo di vocazioni? Anche. E in più c'è da dire che l'ultimo concorso per diventare presidi è stato indetto dalla Regione due anni fa. Risultato: i 1.305 posti disponibili sono stati tutti coperti (escluse 52 reggenze, ovvero la doppia direzione, e 32 incarichi non di ruolo) e adesso servono forze fresche. Gli unici in grado di assicurarle sono i 660 «abilitati» che arrivano da Puglia, Campania, Calabria e Sicilia. Federalismo scolastico, lo chiede la Lega. «È da quindici anni che insistiamo sulla riforma dei concorsi pubblici — commenta il parlamentare leghista Matteo Salvini — e ora i tempi sono maturi per vincere la battaglia: noi vogliamo per le scuole lombarde presidi lombardi, non gente che prende il posto e scappa. E lo stesso valga per pompieri e vigili urbani». Salvini ha appena depositato un'interrogazione parlamentare urgente in cui si chiede al ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, «di rivedere il meccanismo di reclutamento dei dirigenti scolastici e dei professori».

L'emergenza è arrivata anche nelle sedi dei sindacati. Rita Frigerio della Cisl milanese conosce bene la questione: «Ad eccezione dell'ultimo rimasto, qui da noi non ci sono vincitori di concorso». Anche Gabriele Ciuffreda, responsabile dei presidi lombardi per la Cgil-Flc, non si scompone. E analizza: «Noi prevediamo 80 convocazioni per 120 istituzioni vacanti. È vero, con tutta probabilità saranno presidi del Sud, ma sia chiaro: l'incarico è triennale, nessuno può scappare e tornare al paese». Posizione del sindacato: «Ci interessa la preparazione dei presidi, non la loro provenienza ». Quindi «bene gli arrivi dal Sud e no alle reggenze ». Annamaria Dominici, il direttore scolastico lombardo, risponde invece così: «La direzione regionale ricorre spesso alle reggenze, chiedendo uno sforzo in più ai suoi presidi. E comunque è solo questione di tempo: stiamo attendendo il bando del nuovo concorso».

Annachiara Sacchi