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Le ragioni degli ATA per la qualità del lavoro e della scuola pubblica

La manifestazione nazionale di Roma

01/12/2005
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Oggi a Roma, davanti al Miur, c’è stata una grande manifestazione a sostegno della vertenza ATA indetta da FLC Cgil, Cisl Scuola e Uil Scuola per rivendicare l’immissione in ruolo dei precari su tutti i posti liberi, la stabilità degli organici, un decentramento amministrativo coerente con l’erogazione del servizio scolastico, un maggiore investimento di risorse per valorizzare tutte le professionalità ATA, nessuno escluso.

Una bella e determinata manifestazione per:

  • la valorizzazione professionale,

  • gli organici stabili,

  • le immissioni in ruolo,

  • gli investimenti sulla scuola pubblica.

Le ragioni che oggi i lavoratori amministrativi, tecnici e ausiliari sono venuti a rappresentare a Roma non sono rivendicazioni di settore ma sono le richieste di chi nella scuola fa un lavoro in stretta collaborazione con i docenti e che ogni giorno accoglie gli alunni al loro ingresso a scuola.

Tutti gli operatori scolastici sono consapevoli del fatto che nella scuola il lavoro di ognuno è strettamente connesso al lavoro degli altri e poterlo fare nel migliore dei modi significa offrire un servizio di qualità agli alunni.

Questa consapevolezza ha fatto sì che alla manifestazione di oggi fossero presenti anche docenti e dirigenti scolastici, tutti uniti nella lotta per una scuola che non deve essere più vessata da tagli e provvedimenti amministrativi, di cui nessuno capisce più il senso.

Sono scesi in piazza oltre 6000 lavoratrici e lavoratori amministrativi, tecnici e ausiliari per chiedere al Ministro e al Governo un’inversione di tendenza rispetto alla loro politica. In quattro anni di gestione Moratti, il settore dei servizi ha conosciuto solo tagli e subito disposizioni di tipo vessatorio.

Alla manifestazione erano presenti delegazioni di tutte le province, una risposta forte da parte dei lavoratori, molti dei quali per essere oggi a Roma hanno dovuto sacrificare giorni di ferie e viaggiare tutta la notte.

La determinazione dei manifestanti non ha lasciato dubbi sul fatto che il personale amministrativo, tecnico e ausiliario della scuola non demorderà fino a quando non ci saranno risposte positive alle rivendicazioni fatte dai Sindacati confederali.

Il lungo e coloratissimo corteo è partito dal piazzale della stazione ferroviaria di Roma Trastevere e si è snodato lungo tutto il viale che conduce al Ministero dell’Istruzione dove sono intervenute due lavoratrici ata e il Segretario generale della Cisl Scuola, Francesco Scrima a nome delle segreterie nazionali FLC Cgil, Cisl Scuola e Uil Scuola.

La prima lavoratrice a prendere al parola è stata Flavia Bulletti, precaria, assistente tecnica della FLC Cgil di Arezzo che lavora in un liceo scientifico.

Questa la sintesi del suo intervento: “E’ molto importante la manifestazione di stamani. Il personale ata vive ormai da tempo una condizione di lavoro disagiata dove l’elemento del precariato ha assunto dimensioni preoccupanti. Solo nella mia provincia ci sono quasi 500 supplenti annuali tra i collaboratori scolastici, 80 tra gli amministrativi, 50 tecnici. In Italia siamo più di 76.000 un esercito di lavoratori precari a cui si aggiungono co.co.co ed ex Lsu che ogni giorno - e da anni - lavorano per far funzionare la scuola senza la prospettiva di un futuro stabile e di condizioni di lavoro dignitose, almeno finché dura la politica di questo governo.La divisione non ci deve appartenere nella battaglia sui posti di lavoro. Dobbiamo essere uniti nel pretendere l’immissione in ruolo su tutti i posti disponibili. La Moratti non conosce il nostro lavoro e l’importanza fondamentale che esso ha per il lavoro docente. Non si ha idea di quanto il nostro lavoro sia strategico per sviluppare l’autonomia delle istituzioni scolastiche.L’Area tecnica e i laboratori devono essere previsti in ogni scuola e il sindacato ha fatto bene a fare questa rivendicazione. Il decreto attuativo della Legge 53, relativo alle scuole superiori e approvato di recente, fa intravedere scenari molto preoccupanti per gli assistenti tecnici.Tutte le Organizzazioni sindacali devono portare avanti la vertenza ata fino a quando non saranno accolte le nostre richieste. Ci sono molti lavoratori che oggi sono venuti qui a testimoniare il disagio e la difficoltà di chi ha fatto la scelta, alcuni anni fa, di fare la domanda di supplenza lontano da casa con la speranza di lavorare e si trova nell’impossibilità di spostarsi. Il ruolo ha anche il significato di poter finalmente, dopo anni, tornare ad una vita normale accanto alle proprio famiglie. E’ assolutamente doveroso che il sindacato si faccia carico anche di questo disagio e individui proposte per una soluzione”.

Il secondo intervento è di Elisabetta Galizia, precaria, assistente amministrativa della Uil Scuola di Palestrina. Questa la sintesi del suo discorso.

“La vertenza di oggi, anche se riguarda la specificità dei servizi ata, è in realtà una vertenza che interessa la scuola nel suo insieme perché ha come obiettivo la qualità dei servizi e la qualità della didattica che sono due facce della stessa medaglia. Nella scuola c’è un continuo aggravio di lavoro amministrativo che soffoca le segreterie alle quali si demandano sempre maggiori compiti mentre, al tempo stesso, si eliminano, come si è verificato negli ultimi 4 anni, tantissimi posti di personale di segreteria, collaboratori scolastici e tecnici.La scuola per poter funzionare ha bisogno di organici e di lavoratori stabili, dove il decentramento non sia inteso come lo scarico di pratiche a danno delle segreterie. La stabilità degli organici è indispensabile per la funzionalità dei servizi e la qualità della didattica. Il Miur deve sostenere il nostro lavoro attraverso un sistema di formazione permanente che sia di sostegno al processo di valorizzazione professionale previsto dal Contratto Nazionale e deve sbloccare tutta la partita dei concorsi riservati.La mobilità, sia orizzontale che verticale, è un diritto dei lavoratori ignorato da troppo tempo; si tratta di un diritto previsto dal Contratto nazionale e il Miur ha l’obbligo di creare le condizioni necessarie perché sia esercitato”.

L’intervento di Francesco Scrima, Segretario generale della Cisl Scuola, a nome delle organizzazioni confederali della Scuola di CGIL, CISL e UIL.

Roma, 1 dicembre 2005

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