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Scuola: sconcertati da obbligo INVALSI e alternanza al prossimo esame di Stato. Fioramonti blocchi la circolare del MIUR

Comunicato stampa della Federazioni Lavoratori della Conoscenza CGIL.

26/11/2019
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Roma, 26 novembre - Le agenzie di stampa hanno rilanciato in queste ore la circolare del MIUR che, all'esame di Stato, ripristina prova INVALSI e relazione sulla ex alternanza scuola-lavoro, oggi PCTO. Da quest'anno, infatti, sarà obbligatorio aver partecipato alla prova INVALSI durante l'ultimo anno delle superiori ed è previsto lo "svolgimento delle attività programmate nell'ambito dei percorsi per le competenze trasversali e l'orientamento, secondo il monte ore previsto dall'indirizzo di studi".

La FLC CGIL ribadisce, attraverso il suo segretario generale Francesco Sinopoli, "in modo netto, fermo e determinato che si tratta di una decisione sconcertante, dal momento che da più parti sono state manifestate evidenti perplessità rispetto alle attuali modalità di utilizzo delle prove INVALSI e lo stesso Ministro ha già dichiarato la propria contrarietà. La FLC CGIL si è ripetutamente espressa sul tema, che rappresenta un elemento strategico per la prospettiva con cui si guarda al sistema di istruzione e all’autonomia scolastica. Eppure da quest'anno, dopo la sospensione prevista per il 2018/19, la partecipazione al test INVALSI sarà un requisito obbligatorio per il superamento degli esami di Stato. Chiediamo al Ministro e al Governo maggiore coraggio e decisione: si tratterebbe di dare senso alla contrarietà dichiarata dal titolare del MIUR, rispettando le elaborazioni del mondo accademico e della comunità professionale della scuola".

"Ciò che procura ulteriore sconcerto, è il fatto che dopo la sospensione dello scorso anno" prosegue Sinopoli, "per il 2019/20 i ragazzi e le ragazze che affrontano l'esame di Stato si ritroveranno anche l’obbligo di discussione, durante la prova orale, delle esperienze di alternanza scuola lavoro, oggi denominate Percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento (PCTO). Si tratta di una delle misure più contestate e discusse ereditate dalla Legge 107 (la cosiddetta 'Buona scuola') su cui come FLC CGIL abbiamo più volte espresso un giudizio negativo, soprattutto rispetto alle modalità coercitive con cui è stata proposta alle scuole, tanto che, nelle scorse settimane, abbiamo chiesto formalmente il ritiro delle Linee guida. Vorremmo che il Ministro Fioramonti abbandonasse ogni timidezza per dare risposte ai bisogni dei professionisti della scuola".

Per questo, conclude Sinopoli: “la FLC CGIL ribadisce la necessità di marcare un cambio di passo sostanziale attraverso due misure che, rispondendo alle richieste di docenti e studenti, siano consequenziali rispetto alle dichiarazioni e all’apparente cambiamento di prospettiva delle politiche del MIUR sulla valutazione e sul valore dell'autonomia scolastica”.