FLC CGIL
Contro la regionalizzazione del sistema di istruzione fima anche tu

http://www.flcgil.it/@3952827
Home » Comunicati stampa » Comunicati FLC CGIL » No alla lottizzazione politica della Città della scienza di Napoli

No alla lottizzazione politica della Città della scienza di Napoli

Comunicato stampa FLC CGIL Nazionale - FLC CGIL Campania.

20/09/2019
Decrease text size Increase  text size

Roma, 20 settembre - Sul caso della nomina del nuovo presidente del consiglio di amministrazione della Città della Scienza di Napoli intervengono, con una nota congiunta, la FLC CGIL Nazionale e la FLC CGIL Campania. "Facciamo nostro l'appello di numerosi scienziati e in particolare del professor Vittorio Silvestrini ad evitare che la Città della scienza di Napoli, fiore all'occhiello di una Bagnoli divenuta esempio di archeologia industriale, possa morire per una miope e sbagliata scelta. Gli scienziati, e non solo loro, hanno perfettamente ragione: la nomina del nuovo presidente del consiglio di amministrazione appare come una manifestazione arrogante della peggiore lottizzazione. Non si giudica il candidato del presidente della Regione Campania, ma il metodo usato: un'investitura che ha il sapore del peggior vassallaggio a uso elettorale".

"Noi", prosegue la nota, "come sindacato dei lavoratori della conoscenza, non solo stigmatizziamo metodo e scelta sbagliata, ma chiediamo al presidente De Luca di tornare sui propri passi e di bloccare la nomina, aprendo un dialogo con coloro che quella esperienza l'hanno vissuta e resa grandiosa in 30 anni di attività. Ma è necessario che le istituzioni e la comunità scientifica e accademica di Napoli (e nazionali) alzino la voce e facciano sentire l'indignazione generale verso una scelta che segna la morte di quella splendida esperienza, un danno per l'Italia, per Napoli e per Bagnoli".

"Da parte nostra, sosteniamo l'allarme del professor Silvestrini e ci impegniamo a fare tutto ciò che è in nostro potere per sollevare il caso pubblicamente, gridare la nostra indignazione e sollecitare le istituzioni di governo regionale e nazionale a rivedere le nomine", conclude la nota congiunta.