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L'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare non assume ricercatori e tecnologi. Il 4 ottobre in piazza per stabilizzare tutti i precari

Comunicato Stampa della Federazione Lavoratori della Conoscenza CGIL.

27/09/2017
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L'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) ha comunicato ai sindacati che non procederà a stabilizzare i ricercatori e tecnologi precari che rientrano nei requisiti previsti dal decreto legislativo Madia.

Ricercatori e tecnologi, punta di diamante di questo istituto, che nell'80% dei casi hanno oltre 8 anni di contratti precari con l'INFN non potranno, in altre parole, fruire delle norme che il governo ha varato per superare il precariato "storico" negli enti di ricerca come in tutta la pubblica amministrazione. Questa possibilità sarà data solo al personale amministrativo e tecnico.

Nel giorno in cui il summit del G7 riunito a Torino celebra l'INFN per le sue scoperte sempre all'avanguardia, ottenute grazie a personale che è precario da molti anni, il messaggio che il management manda a tutto il mondo è: non vogliamo i nostri cervelli. Che vadano all'estero.

La FLC CGIL denuncia questa grave inadempienza da parte dell'Istituto di Fisica Nucleare, portata avanti dal prof. Ferroni. Perché dopo anni di blocco delle assunzioni l'INFN non stabilizza coloro che da sempre lavorano in quest'ente e portano avanti decine di esperimenti, molti dei quali hanno ricevuto riconoscimenti da tutta la comunità scientifica? Volendo ricordarne solo alcuni, i più eclatanti: Bosone di Higgs, Onde gravitazionali, Fisica medica. Perché lasciar andar via queste straordinarie professionalità? In questi giorni di scandali nel mondo accademico il primo dubbio che viene è che si voglia avere mano libera nell'assumere questo o quel ricercatore. Mentre le stabilizzazioni non prevedono questo filtro.

La FLC CGIL crede, piuttosto, che il problema sia il grosso sottofinanziamento della ricerca e l'assenza di risorse per l'assunzione di personale. I precari di tutti gli enti stanno protestando affinché il governo finanzi le stabilizzazioni e nella prossima legge di bilancio vengano stanziati fondi specifici per l'assunzione dei precari della ricerca. E noi saremo con loro, con tutti i precari della ricerca, tempi determinati, assegnisti, borsisti e co.co.co. insieme a CISL e UIL in presidio sotto il MIUR il 4 ottobre 2017, per rivendicare il finanziamento che permetterebbe le stabilizzazioni di chi da troppi anni aspetta di avere un contratto a tempo indeterminato. Denunceremo gli abusi, come nel caso dell'INFN, e porteremo avanti le battaglie per ridare dignità al personale di tutti gli enti di ricerca.

La ricerca italiana ha retto in questi anni, nonostante il sottofinanziamento e i tagli lineari che ha subito, solo ed esclusivamente grazie ai propri operatori del settore. Dopo questo lungo sacrificio, ai precari si deve riconoscere la stabilità di un posto di lavoro. Il governo ha fatto una legge che va in quella direzione, ora la si deve applicare e finanziare per non rimanere lettera morta.