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Human Technopole: i dubbi sollevati al Senato da Cattaneo, Napolitano e Bocchino sono anche i nostri

Comunicato stampa di Domenico Pantaleo, Segretario generale della Federazione Lavoratori della Conoscenza CGIL.

11/05/2016
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La decisione del governo di porre la questione di fiducia sul cosiddetto decreto scuola-ricerca ha rinviato la discussione di merito sull’ordine del giorno relativo al progetto milanese dello Human Technopole presentato dalla senatrice a vita Elena Cattaneo. Non possiamo che condividere le parole forti usate dalla senatrice Cattaneo: quel polo tecnologico “è un progetto nato in modo improvvisato come non avviene in nessun paese, che l’esecutivo ha affidato a un ente, l’Istituto italiano di tecnologia, scelto arbitrariamente come perno dell’operazione senza competizione pubblica”. E, con il senatore di Sel, Bocchino, non possiamo che rilanciare la denuncia giunta finalmente in Parlamento per la quale, “dal 2003 l’Iit ha già ricevuto quasi un miliardo di euro. Contributi prorogati a vita indipendentemente dai risultati e dall’impatti raggiunti”. Anche in Parlamento, dunque, e dinanzi a un rappresentante del governo, è stata sollevata con forza la questione della futura destinazione dell’area Expo, concessa a un istituto mai sottoposto a controllo o “a valutazione di merito”. Non solo. Anche il Presidente emerito della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha voluto esprimere nell’Aula del Senato i tanti dubbi che l’attribuzione del progetto – costato alle casse nazionali ben 80 milioni di euro – all’Iit solleva. Condividiamo, in particolare, l’allarme suscitato anche dal Presidente Napolitano per cui sono “indispensabili e urgenti delle risposte. Non ne vorremmo dopo che si siano realizzati altri fatti compiuti”.

Già il 24 febbraio scorso, in occasione del discorso del premier a Milano con cui si effettuava il trionfale lancio del progetto dello Human Technopole, avevamo, come FLC CGIL, pubblicamente rilevato un analogo allarme sui rischi e sugli effetti di tale scelta molto discutibile. Eravamo convinti allora, e siamo più che mai convinti oggi, dopo gli interventi di due senatori a vita e del senatore Bocchino, che “il progetto milanese, a prescindere dall’importanza dei filoni di ricerca, è perciò un esempio di destrutturazione del sistema pubblico della ricerca”. E inoltre, il silenzio del governo e il rinvio della discussione parlamentare sul tema, ci convincono sempre di più che per i 500 dottorandi forniti dalle Università allo Human Technopole, e dunque all’Iit, si tratterà di sfruttamento ero e proprio, poiché percepiranno solo una borsa di studio, e non un salario contrattualmente ineccepibile. Saranno costretti a lavorare come polli in batteria, a tutto danno della dinamica stessa della ricerca.

Leggi l'approfondimento sul tema pubblicato dalla rivista "Articolo 33".