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Basta ai tagli per i comparti della conoscenza. Il DPEF va corretto senza indugi!

Il comunicato stampa del Segretario generale della FLC diffuso ieri al termine della riunione del Consiglio dei Ministri nella quale è stato varato il Decreto di Programmazione Economica e Finanziaria (DPEF) 2007-2011

08/07/2006
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SETTORI DELLA CONOSCENZA: SULLE RISORSE SERVIREBBE UNA POSITIVA DISCONTINUITÀ, TROVIAMO INVECE LE SOLITE MISURE DI RIDUZIONE

Comunicato stampa di Enrico Panini, Segretario generale della Federazione Lavoratori della Conoscenza Cgil

Dalla lettura del DPEF emergono notizie non positive per i comparti della conoscenza.

Ancora prima del DPEF, il Decreto Legge 223 del 4 luglio scorso, prevede riduzioni dellerisorse già pesantemente decurtate dai precedenti governi.

Così si continua a mettere seriamente in discussione la possibilità di garantire un serviziosoddisfacenteper le esigenze dei cittadini e del paese.

Ci riferiamo, ad esempio, alla diminuzione delle somme per le missioni all’estero che, per ilpersonale degli enti ricerca sono fondamentali per svolgere la propria attività, al taglio delle spese per le somme non impegnate con grave danno per il funzionamento degli enti, al pesante intervento sulle risorse delle scuole - comprese nelle “unità previsionali di base” delle amministrazioni centrali citate nel decreto Bersani - mettendo così in discussione lo stesso funzionamento dei servizi…

Nel DPEF, licenziato oggi dal Consiglio dei Ministri, troviamo valutazioni sommarie sulla scuola che sentiamo ormai da 15 anni sia sul numero degli alunni per classe sia sul numero degli insegnanti: valutazioni ovviamente (!) sempre a prescindere dalle condizioni del nostro paese, dalla storia della sua alfabetizzazione e scolarizzazione e dalle scelte fatte sul versante degli ordinamenti scolastici, dal tempo pieno all’inserimento degli alunni disabili…

Per università, ricerca e afam non troviamo una traccia che indichi la necessità inderogabile di un segnale di svolta per dare risorse a settori pesantemente taglieggiati dal precedente governo.

Il quadro, per quanto ci riguarda, è nettamente insoddisfacente e va corretto senza indugi da parte del Governo.

Roma, 7 luglio 2006