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Dalla Ministra Azzolina solo risposte generiche e una forte sottovalutazione delle reali difficoltà in cui si stanno dibattendo le scuole

Comunicato Stampa della Federazione Lavoratori della Conoscenza CGIL.

30/09/2020
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Roma, 30 settembre 2020 - Dalla Ministra Azzolina solo risposte generiche e una forte sottovalutazione delle reali difficoltà in cui si stanno dibattendo le scuole per garantire il diritto allo studio in sicurezza del personale e di milioni di giovani in formazione. Nessun dato a supporto delle sue dichiarazioni.

E’ un dato reale che delle 85 mila immissioni in ruolo dei docenti ne sono andati a buon fine meno di 20 mila come ci è stato comunicato dallo stesso MI solo pochi giorni fa.

E’ un dato reale che su 1985 posti di Dsga destinati alle immissioni in ruolo ne sono stati coperti solo 1100 lasciando ancora scoperti 2300 posti, visto che in molte regioni non è ancora terminato il concorso. E anche questo è un dato che ci ha fornito il MI.

E’ un dato della realtà che i posti in deroga sul sostegno sono 78 mila in assenza di personale specializzato, tanto che lo stesso MI ha dovuto ricorrerre ad elenchi di personale privo di titolo come d’altra parte è accaduto per la scuola primaria e dell’infanzia dove a causa dell’incomprensibile scelta di prevedere il numero chiuso per la facoltà di scienze della formazione primaria, le graduatorie provinciali per la prima volta in assoluto sono state aperte addirittura agli studenti.

E’ un dato reale il fatto che le scuole sono costrette a funzionare a orario ridotto, a causa dei ritardi nelle nomine dei supplenti congelate a causa dei numerosi errori presenti nelle graduatorie provinciali (Gps). E’ vero sono state pubblicate ma continuamente riviste dopo i reclami dei docenti.

E’ un dato di fatto che a distanza di oltre due settimane dall’inizio delle lezioni nessuno conosce il numero dei banchi consegnati e le scuole sono costrette ad arrangiarsi come meglio possono.

E’ un dato di fatto che le nomine sull’organico di emergenza (Covid) stentano a decollare per le mancanza di disposizioni chiare da parte del MI e la norma stessa sembra creata apposta per disincentivare l’accettazione degli incarichi causa il licenziamento in tronco del personale, in caso di chiusura totale della scuola.

E’ un dato della realtà che le scuole, stremate da un’organizzazione sulla ripartenza non sono in grado di gestire l’impatto di oltre 20000 postazioni per consentire lo svolgimento di un concorso che produrrà i suoi effetti, nella migliore delle ipotesi, solo il settembre del 2021.  

E’ un dato di fatto che da mesi il sindacato per ottenere i dati sul personale, comunicati pochi giorni fa solo in parte, abbia dovuto fare numerosi solleciti e da ultimo minacciare il ricorso alla magistratura.

Si ha l’impressione che certe affermazioni siano più che altro frutto di una posizione ideologica senza alcun riscontro con i dati della realtà che peraltro la Ministra non fornisce con trasparenza.