Ora e Sempre Conoscenza
Evento di marzo 2015
FLCGIL
Materiali
Indice

Il ricettario di Pac-Mat

Scuola, Università, Ricerca e Afam: le abbiamo viste fare a brandelli, ricetta dopo ricetta, dall'insaziabile Pac-Mat.

Adesso è disponibile tutto il ricettario!

Scaricalo qui

         pacmat_ricette

Costituzione alla frutta

Ha sminuzzato i lavoratori, soffritto la ricerca, tritato la cultura e ingurgitato tutto senza pietà.  Al quasi satollo Pac-Mat non resta che una bella macedonia, semplice semplice, il nostro Stato fatto a pezzi, un po’ di limone, un pizzico di zucchero e la Costituzione va giù che è una bellezza. Che dire, c’è solo da sperare che i nostri figli emigrino…o quantomeno, cambino chef!

Gioca ora!

          livello_8-2

Zuppa di AFAM

L’instancabile Pac-Mat mescola nel suo pentolone abbondanti chiacchiere, qualche spot e tanti sermoni in maccheronico inglese sull’importanza dell’arte, della musica e della cultura per il nostro Paese. Ne viene fuori un’ottima zuppa di AFAM  in cui affogano  accademie e conservatori. Lancia un salvagente all’Alta formazione artistica e musicale votando i candidati FLC CGIL alle elezioni RSU del 3, 4 e 5 marzo

Adesso gioca

         livello_7-2

Ricerca all'amatriciana

A chi non piacerebbe un bel piatto di bucatini all’amatriciana? E’ un classico!

Solo che, superato il sesto livello del nostro gioco, ormai quasi sazio di tutto questo magna magna, Pac-Mat al posto della pancetta, nella padella mediatica, ci serve i ricercatori di tutta Italia.

Se anche tu vuoi evitare di finire dalla padella alla brace, il 3, 4 e 5 marzo alle elezioni RSU vota FLC CGIL e partecipa al cambiamento!

Adesso gioca!

           livello_6-2

Adesso conta...per la Scuola

Sara voleva una scuola per tutti: una scuola giusta, fatta di luoghi di inclusione e partecipazione. Voleva poter tornare a dire con orgoglio che, lei, sì, lavorava nella scuola.

Per questo ha deciso di diventare RSU candidandosi con la FLC CGIL alle elezioni del 3, 4 e 5 marzo. Per riprendere la parola e dare voce a tutti i bisogni della sua scuola.

… e adesso conta.

Università in salmì

Avete già provato l'Università in salmì? Pac-Mat ne è ghiotto, soprattutto se è condita con un po' di meritocrazia e di libera impresa e ne fa incetta al quinto livello del nostro gioco.

Continua a giocare e scopri quali altre prelibatezze ci riserverà il ricettario di Pac-Mat.

           livello_5-2

Adesso conta...per la Ricerca

Una ricerca viva è il cuore di una politica di sviluppo sociale, culturale ed economico.

E’ così anche per Elena, che vorrebbe di più per il suo laboratorio e che non riesce a portare avanti i progetti del suo ente di ricerca. E per questo ha deciso di diventare RSU. E Adesso conta.

Alle elezioni per il rinnovo delle Rappresentanze Sindacali Unitarie del 3, 4 e 5 marzo vota FLC CGIL. Viva la ricerca viva!

Precari alla brace

Per il pranzo di oggi un bel piatto di precari al sangue. Se sei vegetariano e non vuoi seguire la dieta di Pac-Mat, il 3, 4 e 5 marzo vota le liste FLC CGIL alle elezioni per il rinnovo delle Rappresentanze Sindacali Unitarie. I precari dalla graticola puoi toglierli anche tu!

Adesso gioca.

            livello_4-2

Adesso conta...per l'Università

Riforme non condivise. Precarietà. Aumento del carico di lavoro. Giorgio sentiva di non poter fare nulla per cambiare le cose.

Poi ha scoperto che poteva candidarsi come RSU nella sua università... e ADESSO CONTA.

Il 3, 4 e 5 marzo vota FLC CGIL nelle liste RSU della tua università.

ATA-Burger

Vi chiedevate che fine avessero fatto tutti gli ATA delle vostre scuole? I 45.000 collaboratori, tecnici e amministrativi che avete visto scomparire  in 3 anni? Sono tutti finiti a fette sottili sottili nel megapanino di Pac-Mat, che  insaziabile, è già arrivato al terzo livello. Lui ci propone un ATA-Burger  parecchio  indigesto, noi vogliamo per gli ATA un’altra ricetta.

Stabilizzateli e portateceli in ogni scuola!

                 livello_3-2                

Adesso conta...per l'AFAM

E' ora di riprenderci la parola. Abbiamo bisogno di risorse vere per investire su arte, musica, cultura. Per ridare spazio all'Alta Formazione artistica e musicale, la tanto acclamata vera ricchezza del paese.

Partecipare alle elezioni RSU è l’occasione per discutere del nostro futuro e per rimettere al centro il lavoro. Per far sentire la nostra voce ed essere più forti insieme.

Ci serve fantasia ed intelligenza e noi sappiamo di poterla trovare.

Docenti in crosta

L'appetito vien mangiando e mangia qui, mangia là, il nostro vorace Pac-Mat è già arrivato al secondo livello dove ci presenta la sua ricetta per i docenti. Pac-Mat li vuole in crosta, conditi con  meritocrazia spiccia e pochi, pochissimi soldi. Noi li vogliamo liberi dalla precarietà e con un contratto adeguato.

Il 3, 4 e 5 marzo alle elezioni RSU, vota i candidati FLC CGIL per una scuola giusta. Altro che chiacchiere.

            livello_2-2

Gran fritto misto di scuola pubblica

La prima ricetta di Pac-Mat per il bene del Paese è servita: un gran fritto misto di scuola pubblica! Precari freschi, precari stagionati, contratti a tempo quanto basta, una spolverata di molestie burocratiche e il piatto è pronto. Continuate a giocare per scoprire cos'altro vi riserverà il menù di Pac-Mat.

            livello_1-2

Pac-Mat: la scuola buona da friggere... è solo l'antipasto

Se con le chiacchiere, i selfie e gli spot si facessero le riforme, l’Italia sarebbe la Svezia. E invece, i tagli, i contratti e gli stipendi bloccati da sette anni e un imbarazzante vuoto di idee si stanno mangiando l’istruzione e la ricerca pubbliche

Scuola, università, ricerca, arte e musica stanno diventando fantasmi e come fantasmi li abbiamo pensati nel nostro gioco, un Pac-Man in versione renziana, un Pac-Mat dunque, che divora tutto ciò che trova cercando di arrivare al livello successivo.

Ad ogni livello ci svelerà una delle sue ricette per il bene del Paese senza badare al fatto che nel pentolone l’ingrediente principale siamo noi.

Gioca a Pac-Mat e scopri la fine che vuole riservare ai settori della conoscenza. Finiranno in pastella o soffritti all’amatriciana?

Adesso gioca! (Istruzioni)

             pacmat

Istruzioni

Pac-Mat è un Pac-Man in versione renziana.
Il giocatore dirige la faccina sferica (Pac-Mat, appunto) con l’obiettivo di mangiare tutti i numerosi puntini disseminati all'interno del labirinto evitando di farsi toccare dai “fantasmi”, pena la perdita immediata di una delle vite.
Pac-Mat si muove utilizzando i tasti di direzione, se si usa una tastiera, o guidandolo digitando sullo schermo touch screen, se si usano smartphone o tablet.
Per facilitare il compito al giocatore sono presenti, presso gli angoli dello schermo di gioco, quattro segni speciali che rovesciano la situazione rendendo vulnerabili i fantasmi, che cambiano colore per qualche istante e invertono la loro marcia; per guadagnare punti, è possibile in questa fase andare a caccia degli stessi fantasmi, per mangiarli.
Completato un labirinto attraverso la fagocitazione di tutti i puntini, Pac-Mat prima di passare al livello successivo ci presenta ogni volta una delle “ricette” che ha ideato per il bene del paese.
Completa i livelli per leggerle tutte e scoprire la fine che Pac-Mat vuole riservare ai settori della conoscenza.

Adesso conta.

Il 3, il 4 e il 5 marzo
si vota per il rinnovo delle Rappresentanze sindacali unitarie (RSU).

Perché dovresti candidarti?

Per difendere in prima persona i tuoi diritti e quelli di chi lavora con te. Da RSU puoi controllare e difendere il contratto e puoi risolvere i contrasti con il datore di lavoro prima che vengano affidati al sindacato. Inoltre da quest’anno anche se sei un lavoratore a tempo determinato, puoi votare e farti votare, un diritto che abbiamo faticosamente conquistato e che tutela anche i lavoratori precari.

Fino al 6 febbraio puoi presentare la tua candidatura. Mettiti in gioco, una RSU lavora perché tutti possano lavorare meglio.

Adesso conta.

Elezioni RSU 2015-2

Ti conosco mascherina!

Ti conosco mascherina!

Il nostro premier ci aveva parlato di una grande campagna di ascolto, ma come al solito ha sentito tutti senza dare ascolto a nessuno. Ci ha proposto un patto educativo, mica la solita riforma! Vuole combattere il precariato, eliminerà la supplentite… Ma noi ti conosciamo mascherina! Roboanti affermazioni che si scontrano con la scuola di tutti i giorni che non è quella zuccherosa di cui parli tu #Matteo, ma una scuola i cui problemi non si risolvono certo con la bacchetta magica. Esiste già una scuola giusta, sono le persone che ci lavorano ogni giorno che la fanno. Più risorse e meno chiacchiere possono realizzarla davvero.

FumATA nera

Tengono aperte e in ordine le nostre scuole, i laboratori, le segreterie. Mandano avanti la baracca a volte anche senza i soldi per la carta igienica o i pennarelli. Fanno sì che tutto funzioni bene. Sono i collaboratori scolastici, gli assistenti amministrativi e tecnici, i direttori dei servizi. Senza di loro la scuola chiuderebbe. Eppure nella Buona Scuola di Renzi, di loro non c’è traccia. Non c’è traccia di 184.481 lavoratori stabili e 18.428 precari. Non c’è traccia degli altri 45.000 tagliati in 3 anni. Praticamente una fumATA nera. Noi non ci stiamo. Non ci stiamo ad una scuola che per principio toglie il merito a chi sta dietro le quinte, ad una presunta “buona scuola” che invece di valorizzare, taglia. Vogliamo una scuola giusta, fatta da tutti e di tutti.

No ATA, no SCUOLA.

lascuolagiusta_flc4-2

Contratto rottamato. Salario (s)valutato

#Matteo ci dice che la sua scuola è Buona.  Ma cosa c’è di buono in un contratto ammuffito? Profili professionali, carriere, orari, retribuzioni e tante care cose, ma nessuna traccia di rinnovo del contratto di lavoro fermo da 5 anni. Perché mentre si chiacchiera, male e a vanvera, di “merito” e “valutazione” , per qualcuno il mancato rinnovo sta per 11.070 euro in meno.

L’8 novembre i lavoratori pubblici scenderanno in piazza per ricordartelo, #Matteo, altri 3 anni sono troppi, il contratto va sbloccato.

#Lascuolagiusta non fa la muffa!

lascuolagiusta-retribuzioni-2

#FAILASCUOLAGIUSTA

Mentre il governo è in tour con la sua zuccherosa “Buona scuola” per noi è tempo della #scuolagiusta, la nostra idea di riforma della scuola pubblica.

Perché, per cominciare, a questo paese servirebbero più risorse e meno chiacchiere (per esempio, potrebbero farci comodo 17 miliardi per la didattica, l’edilizia e il personale). E che per lo meno si sblocchino i contratti che, ricordiamolo, sono fermi dal 2007. E che si elevi l’obbligo scolastico ai 18 anni. E che si valorizzi una volta tanto il lavoro del personale ATA, che nella Buona Scuola sembra essere magicamente scomparso. Sono tante proposte, è vero, ma a noi non sembrano affatto azzardate.

E secondo te, cosa serve alla Scuola Giusta? Vorremmo sapere come la pensi e non che la pensi come noi. Aiutaci a migliorare le nostre proposte, dedicando pochi minuti del tuo tempo al nostro sondaggio online.

È una sfida la nostra, su due visioni del mondo non del tutto inconciliabili, ma sicuramente ad oggi parecchio lontane. La buona scuola vs la scuola giusta.

A tutti voi il compito di giudicare chi ha ragione. #failascuolagiusta!

lascuolagiusta_flc-2

Pochi garantiti? No, tutti tutelati!

Siamo davvero preoccupati per Marta che aspetta un bambino e non avrà diritto alla maternità, perchè è precaria? E per Franca che invece in maternità ci è andata e per questo ha perso il lavoro?

Se lo siamo davvero, estendiamo il welfare a tutti, includiamo precari, studenti e disoccupati. L'articolo 18 è una garanzia di civiltà!

Pochi garantiti? No, tutti tutelati!

Che brutto lavoro sarebbeCi piace vincere difficile

Tutto #farimacondignità

L’articolo 18 ci difende dai licenziamenti senza giusta causa. Difende la nostra libertà. Difende la nostra DIGNITÀ.

Ed è #condignità che sabato 25 ottobre centinaia di migliaia di persone sono scese in piazza, a Roma, per dire che NO, loro non ci stanno ad un paese in cui si riducono le tutele, ad un paese che non mette al centro il lavoro, ad un paese che li mortifica e li rende vulnerabili e ricattabili ogni santo giorno.

Loro, quello che vogliono, l’hanno urlato forte e chiaro. Nelle storie che ci hanno raccontato, di insegnanti, infermieri, vigili del fuoco, banchieri, operai, la loro richiesta era unanime: erano tutti lì per rivendicare il loro DIRITTO AL LAVORO, un diritto che si vedono negato e sul quale non sono disposti a negoziare.

Noi, sabato scorso, il nostro invito l’abbiamo fatto. Loro, una risposta straordinariamente spiazzante ce l’hanno data. Adesso andiamo avanti insieme.

Contratto, articolo 18, no precarietà: tutto #farimacondignità!

Ora e sempre Conoscenza. Un viaggio che non finisce mai

Il percorso che porta ad un Congresso nazionale con più di 500 delegati, questo ci eravamo prefissi di raccontare, chi lavora ogni giorno nella FLC, che cosa pensa, come vive il rapporto con i lavoratori. E’così che abbiamo deciso di filmare alcune assemblee di base, il cuore pulsante del sindacato. Siamo stati con i ricercatori del CNR e dell’Inaf a Bologna, con gli artisti di Napoli, in una scuola di Milano e nell’affollata Università La Sapienza. Siamo stati a Lampedusa a sentire cosa ci dicevano gli isolani. Grazie ad ogni compagno che abbiamo incontrato ci siamo fatti l’idea che, ora come trent’anni fa, il sindacato resta il punto di riferimento dei lavoratori in difficoltà, il sindacato cammina con la storia del Paese e anche quando tutto sembra precario, è lì.

Verso il Congresso - Lampedusa

A Lampedusa ci si conosce tutti. Per questo a volte è difficile far valere i propri diritti e a volte non si sa neppure di averli. E’ a Lampedusa che finisce il lungo racconto che dalle assemblee di base ci ha portato al Congresso, lì dove l’occidente ha deciso di mettere le sue frontiere ma dove l’accoglienza e la solidarietà la fanno da padrone. Un altro luogo dove il sindacato ha portato consapevolezza e ha difeso anche chi non credeva di poter essere difeso. Un altro luogo dove ogni giorno si combatte per i diritti e si protegge la Conoscenza, ora e sempre.

Verso il Congresso - Roma

Essere un RSU FLC CGIL in una delle più grandi realtà romane, La Sapienza, che conta più di 500 iscritti. “Voler bene” alla CGIL e provare ogni giorno ad insegnare ai propri figli i sentimenti di uguaglianza e di giustizia. Pezzi di resistenza, che s’incontrano nelle nostre assemblee, tenaci compagni di viaggio che con il loro lavoro ci condurranno al Congresso e che con la CGIL hanno cambiato il nostro Paese. #oraesempreconoscenza

Reddito minimo, un diritto per chi non ha diritti

Cos’è l’Italia? Uno dei pochi paesi in Europa a non avere sistemi di protezione sociale adeguati. Uno dei pochi in cui la crisi economica aumenta, la povertà esplode, e non c’è nessun sistema che ci tuteli se siamo in difficoltà.

Questo non è più tollerabile.

campagna-welfare-banner-4-2013-2

Vogliamo, pretendiamo, l’introduzione di un reddito minimo garantito, che contrasti la povertà, che ci liberi dal ricatto occupazionale e dal lavoro precario, che ci permetta di studiare, di lavorare e di non essere costretti a scappare dal nostro paese. E lo chiediamo, ancora una volta, con l’emendamento sull'inclusione sociale al documento congressuale “Il lavoro decide il futuro”, perché il futuro è dietro l’angolo e il lavoro serve ADESSO.

Un welfare universale, che sia davvero per tutti, che sia davvero senza diseguaglianze.

Verso il Congresso, Milano

All’interno di un bellissimo parco milanese, sorge una delle scuole storiche della città. Il nostro racconto continua da qui, dall’assemblea di base all’Istituto Casa del Sole di Milano, dove le quotidiane pratiche educative sono immerse in 100.000 mq di verde e dove la scuola è il centro di un’antica attività culturale che ha  sempre coinvolto sia il quartiere che la città. Anche in questo contesto idilliaco Ora e sempre Conoscenza (ri)diventa Ora e sempre Resistenza, perché bisogna combattere ogni giorno, perché la scuola pubblica non sia solo per tutti, ma sia BUONA per tutti.

Andare in pensione: un sogno da realizzare

Lavoro: com’è difficile trovarne uno stabile, dignitoso, che ci gratifichi dopo gli anni passati a cercarlo o a viverlo da precari. Eppure oggi andare in pensione è ancora più difficile, e dopo gli anni di lotte e conquiste, duro lavoro e sacrifici, non dovrebbe affatto esserlo.

Per questo con due emendamenti al documento congressuale “Il lavoro decide il futuro” ribadiamo l’importanza di ripristinare la flessibilità dell’età pensionabile, anche e soprattutto in base all’usura del lavoro di ognuno, concedendo a tutti la possibilità di andare in pensione a partire dai 60 anni, o con 40 anni di contributi versati. Perché se è vero che il lavoro decide il futuro, è anche vero che il futuro non deve essere poi così lontano da raggiungere.

E se il lavoro e il tran tran quotidiano non ci hanno permesso di realizzare i sogni della nostra vita, forse lo può fare la pensione, come lo è stato per Karl Fredricksen, l’anziano ultra settantenne di UP, che aveva sempre desiderato vedere il mondo, e riesce a farlo quando ormai non ci sperava più.

Superare la precarietà, restituire dignità al lavoro

“Mi sono rotto, io mi sono rotto, 
non ho più voglia di abitare lo Stivaletto 

non ha più senso rimanere grazie di tutto 
aspetto ancora fine mese poi mi dimetto 
Tanto il mio lavoro è inutile, diciamo futile 
essenzialmente rimovibile, sostituibile, regolarmente ricattabile”

Ha ragione Daniele Silvestri, diventa difficile dare un senso al proprio lavoro quando si è rimovibili, sostituibili, ricattabili. Superare la precarietà significa restituire dignità ai  lavoratori e migliorare la qualità del lavoro che fanno. Negli anni abbiamo messo in campo proposte precise assieme al Coordinamento precari, su organici, reclutamento, stabilizzazioni e diritti e rilanciamo fortemente questi temi oggi, con gli emendamenti sulla Contrattazione al documento congressuale “Il lavoro decide il futuro”.
Il contratto a tempo indeterminato deve diventare modalità ordinaria di assunzione nelle pubbliche amministrazioni e baluardo insormontabile di difesa del  lavoro. Le tipologie di contratto vanno semplificate e diminuite così, diminuendo la precarietà, migliorerà la qualità dei comparti pubblici e della conoscenza e di sicuro migliorerà la nostra vita…la vita di chi abita questo precario Stivaletto.

Verso il Congresso - Napoli

Impara l’arte ma non metterla da parte. E’ quello che il nostro Paese ha sempre dimenticato. E’ così che l’Accademia delle belle Arti di Napoli, vivaio delle future generazioni di artisti, è costretta a resistere, giorno dopo giorno, ai tagli, alle sottovalutazioni e al mancato riconoscimento da parte della politica di un ruolo formativo al pari di quello universitario. Siamo venuti a vederla questa fucina di artisti per raccontarvi un’altra tappa del percorso che ci porterà al Congresso. Un’altra assemblea di base in un luogo simbolo della conoscenza, dove è difficile dare il massimo quando ti hanno tolto anche il minimo, ma dove tutti i giorni si continua a lavorare per impedire che la cultura muoia.   

Chiare, fresche e dolci acque…pubbliche!

Il 12 e 13 giugno 2011 il 54% degli elettori ha detto NO alla privatizzazione della gestione del servizio idrico italiano. Eppure oggi, a più di due anni dal voto nulla è cambiato e 26 milioni di italiani restano inascoltati. Crediamo invece che vada definita una norma di gestione della risorsa acqua che renda giustizia al grande risultato del  referendum e per questo sosteniamo l’emendamento al documento congressuale “Il lavoro decide il futuro” per l’acqua bene pubblico.

Perché l’acqua è un bene comune che va tutelato e noi siamo contro qualsiasi forma di gestione privata!

Chiare, fresche e dolci acque…pubbliche!

Verso il Congresso - Bologna

Il nostro racconto comincia dalle Assemblee di base e noi cominciamo a raccontarlo dal CNR di Bologna.

I temi al centro del dibattito ce li hanno raccontati i partecipanti all'assemblea, attivamente su twitter e facebook durante la giornata del 4 febbraio: lavoro, inclusione sociale, libertà, lotta al femminicidio, Europa, ambiente, pensioni. Ce li hanno postati, commentati, fotografati. Dibattuti.

I retroscena ce li racconta, in questo video, Mauro Dadina, Ricercatore INAF e RSU FLC CGIL. Le responsabilità di uno scienziato, la sua esperienza nel sindacato, e tutto quello di cui la ricerca ha bisogno oggi più di ieri: giovani, nuovi ricercatori, liberi dai condizionamenti che possono tarpare la loro immaginazione.

ORA E SEMPRE CONOSCENZA: perché la conoscenza è qualcosa che si insegue e non si raggiunge mai veramente. Ora e sempre in cammino, senza fermarsi mai.

DALLA PARTE DEI PENULTIMI

Tagli lineari sul welfare, la disoccupazione è in crescita, la povertà dilaga, i giovani scappano.

La nostra è la prima generazione che consegnerà ai propri figli un mondo più povero, più brutto e con disuguaglianze maggiori di quello in cui è nata e ha vissuto. Migliaia di lavoratori della conoscenza vivono  nel limbo della precarietà, senza diritti, senza tutele, senza rappresentanza.

Noi non ci stiamo! Noi stiamo dalla parte dei penultimi e per loro vogliamo recuperare i vecchi diritti e immaginarne di nuovi. E tu da che parte stai?

Il contributo del Coordinamento nazionale precari della Conoscenza FLC CGIL al Terzo Congresso Nazionale.

flc_multisoggetto_banner620x3502-3

Cominciamo a sbrinarci

Più che un congresso sarà una vicenda ve l’avevamo promesso!

Partiamo oggi dal CNR di Bologna per raccontarvi il percorso che ci porterà al nostro terzo congresso nazionale.  Come tutte le assemblee di base anche questa sarà un’occasione di democrazia: discuteremo di ricerca, un settore massacrato dai tagli e mortificato dalla continua mancanza di fondi e lo faremo aprendo il dibattito a tutti, iscritti e non.

Vi racconteremo la giornata in diretta dall’Aula 215 dell’Area della Ricerca di Bologna sulla pagina Facebook Ora e sempre Conoscenza e su Twitter seguendo gli hashtag #oraesempreconoscenza #sonotutticasinostri.

Seguite gli aggiornamenti, scongelate i vostri cervelli!

flc_multisoggetto_banner620x3503-3

Minimo, ma reddito

Anna e Marco non vivono in Norvegia eppure hanno costruito la loro vita grazie al reddito minimo.  Stanno comprando una casa e  aspettano un figlio a cui Marco potrà badare grazie alla paternità retribuita.

flc_reddito_banner620x350-2

Il reddito minimo ci libera dal ricatto della precarietà restituendoci il diritto al lavoro e alla vita.

Venerdì 17 gennaio 2014, ne parliamo in un’assemblea pubblica alla Sapienza di Roma.

Reddito minimo per vivere e creare. Il lavoro è discontinuo la vita no.

Dall'infanzia all'università, sempre DIRITTO

Per dirla con Vinicio Capossela.
Lui si riferiva a un disco, ma il succo non cambia: istruzione e ricerca in tutti i paesi cosiddetti civili sono il centro dell’attenzione pubblica (e privata, pure), per interesse e calcolo beninteso. Non per beneficenza e non solo a chiacchiere.

In Italia manco per caso.

flc_multisoggetto_banner620x350-2-2

Cervelli in frigo

Non si esce dalla crisi con l’ignoranza e lo spaesamento rispetto al mondo che cambia sempre più in fretta. Non ci si salva la pelle nella competizione globale senza gli strumenti formativi per starci dentro.
In Italia questa non è un’ovvietà e due decenni di sforbiciate dissennate più le favole dei fannulloni ci hanno condotto sul ciglio del baratro.

Di questo, e delle nostre idee per uscirne, vogliamo parlare con l’Italia per questi mesi, attraverso il nostro congresso: questa è la “vicenda”.

E visto che è una vicenda che riguarda tutti, abbiamo deciso d’intraprendere un percorso interattivo e partecipato, aperto e inclusivo, con strumenti ideati per incentivare il dibattito tra gli iscritti e il resto del mondo, a partire dai nostri congressi di base già dai primi di gennaio. Praticamente oggi.
 

flc_multisoggetto_banner620x3503-2

Glaciazione universitaria

Oltre alla pagina Facebook ORA E SEMPRE CONOSCENZA, lanciata a passo di carica verso i 12000 iscritti e all’omonimo account Twitter, dopo il flash mob in mezza Italia ora è attivo l’hashtag #sonotutticasinostri, in cui vogliamo far incetta di esperienze, testimonianze, incazzature, proposte di chi fa parte del mondo della conoscenza. Poi c’è questo blog.

Fino al congresso (e oltre?), il blog racconterà tutte la storie del nostro congresso lungo sei mesi, dando voce anzitutto alle persone che fanno FLC CGIL tutti i giorni, sul territorio, nei congressi di base delle scuole, in facoltà, in contesti difficili di precarietà e disimpegno crescente, finanche di degrado, dove la cattedra spesso assurge letteralmente a ultima trincea e l’assegno di ricerca a missione (con annesso voto di povertà).

L’estremo baluardo della civiltà, difeso con le matite tra i denti e l’orgoglio intestardito di chi sa di essere dalla parte della ragione.

flc_multisoggetto_banner620x3504-2

La precarietà invecchia la società

Dai primi giorni del 2014 i manifesti, le cartoline, gli adesivi, i banner della campagna nazionale di FLC CGIL, che vedete spuntare in questo post, cominceranno a essere distribuiti in tutta Italia.

È una campagna di denuncia e proposta, di allarme e speranza, ironica e amara, sarcastica, a tratti forse un po’ lirica. Ma tant’è.

La sensazione di essere giunti al capolinea rende più combattivi, forse, o più probabilmente è il morso dell’ingiustizia che prende allo stomaco, quando capita d’incrociare lo sguardo di qualche bambina o ragazzo che rischia di ereditare un paese in macerie. Senza nessuna colpa.

Da qui si parte, dal fondo del barile, perché davvero il tempo è finito.

flc_multisoggetto_banner620x3502-2

Buone feste!

flc_natale-6

#oraesempreconoscenza #sonotutticasinostri

Cinque scene, lo stesso crimine

Non solo Roma, il 10 dicembre.

Oltre al flash mob del Pantheon in altre 5 città italiane gli ispettori di FLC CGIL si sono attivati per portare in piazza i corpi del delitto. E le prove.

Quasi in contemporanea con quello della Capitale è partito il flash mob di Ancona. Sulla scena del crimine due studenti, un ricercatore, un tecnico amministrativo, un precario e un docente: improvvisamente si sdraiano a terra, immobili.
Arrivano alcuni personaggi in tuta, guanti e mascherina – solito stile CSI – tracciano le sagome con il gesso e mettono i sigilli.

Poi l’allarme: “L’hanno ucciso! L’hanno ucciso!”.
Le figure in tuta sono ispettori di FLC CGIL Marche e a essere fatto fuori è il sistema della conoscenza pubblica.
Intanto, come al Pantheon, in piazza Roma ad Ancona
molti cittadini si fermano, fotografano, condividono, partecipano.

“È un flash mob con il quale diciamo ‘Basta tagliare, occorre investire’ perché l’istruzione e la conoscenza non sono una spesa, sono un investimento. Sulla nostra ‘scena del crimine’ purtroppo gli ‘assassini’ sono i vari governi che si sono succeduti, in particolare negli ultimi 10 anni, che hanno saputo attuare solo la politica dei tagli”.
Ha dichiarato dopo la performance Manuela Carloni, segretaria regionale di FLC CGIL Marche.

Cinque scene, lo stesso crimine

Alle 16 è il turno degli esplosivi palermitani, che mettono in scena la loro variante creativa del flash mob in piazza Castelnuovo, al Politeama.

Ancora una volta studenti e lavoratori esibiscono, insieme, corpi e prove del delitto in atto.

Cinque scene, lo stesso crimine

Sempre nel pomeriggio, alle 17 davanti alla stazione centrale, è la volta del flash mob di Napoli.
Dalla capitale partenopea arrivano in centrale gli aggiornamenti via Twitter e la copertura fotografica su Facebook.

Gli ispettori del nazionale provano a stare al passo tra un asilo nido, una faringite e un treno che parte…

Cinque scene, lo stesso crimine

A Pisa hanno scelto la musica di “Profondo Rosso”, per non saper né leggere né scrivere, e un lenzuolo bianco disteso per il lungo, su cui le vittime dell’omicidio seriale alla conoscenza si lasciano cogliere da morte improvvisa.

Escalation musicale e mulinare di “prove indiziarie” montate in videografica incorniciano l’ennesima grande interpretazione degli ispettori di FLC CGIL, che chiudono la performance scrivendo con la bomboletta spray rossa l’identità sociale delle vittime e ballando al ritmo di “Bella Ciao”, nella versione “pop” dei Modena City Ramblers.

Cinque scene, lo stesso crimine

Last but not least Treviso dove, fedeli al motto veneto, hanno deciso di “non andar drio alla regola” e d’interpretare in modo particolarmente creativo il tema del flash mob.

“Striscioni rossi gialli e blu e tanti volantini lanciati dalla scalinata di palazzo dei Trecento per dire "basta" ai troppi tagli alla scuola e alla ricerca, allo svilimento della cultura nel nostro sistema scuola, alle poche idee. Il 10 dicembre, nel pomeriggio, in piazza Indipendenza è andato in scena il flash mob "Ora e sempre conoscenza", indetto da Cgil Scuola e dagli studenti, per rappresentare l'imbavagliamento, i tagli e i disinvestimenti culturali subiti in questi anni, a partire dal mondo della scuola e dell'istruzione.”

Così dice Oggi Treviso e dal video pare proprio che l’esperimento sia riuscito.

Cinque scene, lo stesso crimine

Del flash mob al Pantheon di Roma si è occupato con un bel pezzo Carmine Saviano su Repubblica, con anche una ricca galleria fotografica che rende onore agli attori di giornata, ai comprimari e alle loro arrembate competenze (e attrezzature tecnologiche).

Intanto oltre 10.000 persone hanno cliccato “mi piace” sulla pagina “Ora e sempre conoscenza”. in poco più di 15 giorni.

Come avvio di un percorso congressuale aperto e partecipato non c’è male davvero, ma è solo l’inizio.

Ci sono tante scene del crimine da illuminare, moltissime storie di ordinaria resistenza da svelare e questo è il momento per farlo.
Oltre alla crisi c’è il congresso: abbiamo le orecchie più tese del solito.

Raccontatecela tutta.

Ma il cielo è sempre più blu!

Alla fine Roberto, il nostro mitologico chitarrista con l’armonica a spalle, non ce l’ha fatta.

La sceneggiatura prevedeva un finale vagamente sovietizzante (con tutto il rispetto), con “Bella Ciao” a squarciagola lanciata contro il cielo della Capitale.

Ma l’artista ha preso il sopravvento sul militante, per fortuna, e “Bella Ciao” è diventata un elegante tiramisù per i cadaveri della ricerca, della scuola e dell’università. Prima di cedere il passo al ruspante, e pure struggente, inno di Rino Gaetano, cantato in coro sotto il cielo cobalto dai redivivi attori improvvisati e dalla folla che si era assiepata ad assistere a quella strana manifestazione.

Erano arrivati alla spicciolata gli “attori”, intirizziti dal buongiorno glaciale del Natale in arrivo, e gli sguardi tradivano più di qualche perplessità circa l’azione in programma.

Saremo capaci? Sarà una cazzata? Servirà a qualcosa? Non c’era bisogno del mago Otelma per leggere queste nuvolette intorno alle loro teste.

Ma il cielo è sempre più blu!

Poi è andato tutto bene, tanto che alla fine erano quasi stupiti. Lo show ha catturato da subito l’attenzione della piazza e la gente man mano si è andata assembrando. Le facce a punto interrogativo si mischiavano ai sorrisi divertiti, agli smart phone che scattavano e alle dita che, leste, condividevano su Twitter e Facebook.

I turisti commentavano seri nelle loro lingue sulle presunte ragioni della protesta, mentre i poliziotti assistevano silenti e composti. Ai margini.

Ci sarebbe stato tutto il pomeriggio a disposizione per vedersi i lanci delle testate giornalistiche e godersi gli altri flash mob in giro per l’Italia che partivano: Ancona, Palermo, Napoli.

Il flash mob era andato a segno.

Pazienza

Il 10 dicembre è arrivato.

Quando è stato scelto il giorno per mettere in scena i crimini contro la scuola, l’università e la ricerca, perpetrati dalla sciatteria politica di questi anni, a un certo punto si è posto il problema della firma.
 

“Conoscenza” è un termine che non appartiene solo ai lavoratori, ma all’intera società italiana. Riguarda tutti: studenti, genitori, nonni, nipoti, imprenditori, disoccupati, artisti, operai, professionisti.

Parla da un lato di crescita possibile, del riscatto dalla crisi sempiterna rappresentato dall’istruzione, dalla cultura, dalla ricerca e dalla tanto evocata (e mai realizzata) valorizzazione dei mitici beni culturali, dell’arte e della ricchezza immateriale della millenaria Italia.

Speranza

D’altro canto la mesta quotidianità del dibattito politico presenta da anni il conto, prossimo all’omicidio colposo (quando non volontario), di tagli e disinvestimenti culturali e politici.

È ovvio che si tratta di una scelta miope, anzi di una non scelta all’italiana, e che la Conoscenza è stata usata come uno sbrigativo bancomat da mungere ad ogni legge di stabilità per far quadrare promesse elettorali più o meno sballate con la scusa della spesa pubblica fuori controllo e omettendo che quella per l’istruzione e la ricerca del nostro Paese è tra le più basse dei paesi cosiddetti civili.

Ed è altrettanto lampante che, a destra e sinistra, si è giocato con gli stereotipi anni ’80 (altrove da tempo rinnegati) che postulano l’insanabile conflitto tra i presunti  fannulloni pubblici e la mitologica efficienza privata.

Cittadinanza

Per tutte queste ragioni abbiamo deciso di lanciare la campagna in modo completamente anonimo.

Per permettere a tutti di misurarsi con l’idea e i contenuti, prima ancora di avere a che fare con chi li proponeva: noi, il Sindacato, FLC CGIL.

Queste tre righe sono il cuore della pagina-appello su Facebook che FLC CGIL ha lanciato alla società italiana: ORA E SEMPRE CONOSCENZA.

SCREENflc3-2

L’ha fatto con una campagna di comunicazione virale giocata esclusivamente sui social network (Twitter e Facebook): 4 messaggi sul valore pubblico, costituzionale, prima ancora che strategico della “Conoscenza” e sul suo stato comatoso.

In 10 giorni più di 7000 persone sono diventate hanno cliccato “mi piace” sulla pagina, pur nell’inflazione straripante di politica in tempi di primarie.

Emergenza

Poi oggi, martedì 10 dicembre 2013, FLC CGIL ha organizzato un flash mob in cui docenti, personale ATA, ricercatori e studenti, insieme, hanno messo in scena i crimini che stanno ammazzando l’istruzione e la ricerca in Italia.

Hanno portato le prove.

Da qui FLC CGIL parte per aprire il suo congresso al paese, con sei mesi d’anticipo, per discutere insieme del futuro della Scuola, dell’Università, della Ricerca, della Cultura.
Per mettere la politica, chi ci governa, di fronte alle proprie responsabilità.
Senza sconti, né tatticismi.