
Piano d’Azione Coesione: il quadro delle risorse sottratte alle regioni meridionali per finanziare il bonus occupazione
Oltre un miliardo di euro per il 2015, ma la cosa dovrebbe ripetersi anche nel 2016, 2017 e 2018.


Il comma 118 della Legge di stabilità per il 2015 (Legge 190/14) ha istituito il cosiddetto bonus occupazione per le nuove assunzioni con contratto di lavoro a tempo indeterminato, decorrenti dal 1º gennaio 2015 e stipulati non oltre il 31 dicembre 2015. Il bonus consiste nell'esonero, per un periodo massimo di trentasei mesi, dal versamento dei complessivi contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro privati, con esclusione dei premi e contributi dovuti all'INAIL, nel limite massimo di un importo di esonero pari a 8.060 euro su base annua.
Il successivo comma 122 stabilisce che al finanziamento di tale incentivo, pari a 1 miliardo per ciascuno degli anni 2015, 2016 e 2017 e per 500 milioni per il 2018, si provvede tramite corrispondente riduzione delle risorse destinate al Piano di Azione Coesione (PAC) e che non risultavano impegnate alla date del 1° gennaio 2015.
Piano di Azione Coesione
Occorre ricordare che nel corso del 2011 è stata avviata, di intesa con la Commissione Europea, l’azione per accelerare l’attuazione dei programmi cofinanziati dai fondi strutturali 2007-2013 attraverso la concentrazione delle risorse finanziarie "su progetti di rilevanza strategica sia di carattere infrastrutturale che immateriale". Per dar corpo a tale obiettivo e al tempo stesso colmare i gravi ritardi nell'attuazione dei programmi cofinanziati è stato predisposto il Piano di Azione Coesione (PAC) i cui interventi sono concentrati fondamentalmente nelle quattro Regioni (Calabria, Campania, Puglia e Sicilia) dell'Area Convergenza.
Da un punto finanziario il PAC è attuato attraverso:
- la rimodulazione strategica delle risorse dei singoli programmi operativi,
- la riprogrammazione di alcuni programmi regionali maggiormente in ritardo
- lo spostamento di risorse dei fondi strutturali verso i programmi che hanno mostrato le migliori performance
- la riduzione della quota di cofinanziamento nazionale, che viene trasferita al di fuori dei programmi operativi stessi, a favore degli interventi considerati prioritari dal Piano di azione coesione.
Riguardo a quest’ultimo punto occorre ricordare che i Regolamenti europei prevedono che per le Regioni dell’Area Convergenza il cofinanziamento nazionale sia pari ad almeno il 25% del valore di ciascun programma operativo. L’Italia, a suo tempo, ha scelto di adottare un tasso di cofinanziamento più alto: il 50%.
In accordo con la Commissione Europea è stata disposta una riprogrammazione delle risorse dei fondi strutturali con riduzione del cofinanziamento nazionale con corrispondente aumento dell’incidenza percentuale del cofinanziamento comunitario. Tale riprogrammazione comporta, da un lato, la riduzione delle spese da certificare e, dall’altro, un aumento dell’incidenza percentuale delle spese già sostenute.
Le risorse nazionali, che fuoriescono dai programmi attuativi dei fondi strutturali, vengono utilizzate per gli obiettivi prioritari del Piano di Azione Coesione.
Il Piano di Azione Coesione è stato definito attraverso fasi successive di riprogrammazione dei Programmi cofinanziati dai fondi strutturali per un importo che, a fine 2013 (ultimi dati ufficiali disponibili), ha raggiunto un valore pari a 13,5 miliardi di euro cui concorrono sia le risorse nazionali derivanti dalla riduzione del tasso di cofinanziamento nazionale dei Programmi Operativi (per un totale di 11,5 miliardi di euro), sia le risorse riprogrammate attraverso rimodulazione interna ai medesimi Programmi (per un totale di 2 miliardi di euro).
Il contenzioso con le Regioni
La posizione delle Regioni e delle province autonome, su PAC e bonus occupazione, è stato espresso in un durissimo documento dello scorso maggio. Secondo le Regioni la Legge di stabilità 2015
- lede il principio, costituzionalmente garantito, di leale collaborazione Stato-Regioni
- viola gli accordi intercorsi fra il Governo nazionale e l’Unione europea e ai successivi conseguenti accordi Stato-Regioni, sulla base dei quali sono maturate le adesioni al PAC
- calpesta i principi del vincolo di destinazione territoriale delle risorse e dell’addizionalità delle medesime, a fronte di un corrispondente impegno finanziario del Governo nazionale, sanciti nei Trattati di adesione dell’Italia all’Unione europea e ripresi dai Regolamenti comunitari dedicati alla Politica di Coesione.La richiesta della Conferenza delle Regioni è perentoria: abrogazione delle norme sul PAC introdotte dalla Legge di stabilità 2015.
A completare il quadro ricordiamo che Puglia, Campania e Sicilia hanno anche attivato il contenzioso presso la corte costituzionale.
I decreti che finanziano il bonus occupazione
Nonostante l’asperrimo conflitto istituzionale, negli ultimi mesi sono stati adottati una serie di provvedimenti di riduzione delle risorse del PAC, con conseguente versamento all’entrata del bilancio dello Stato per essere riallocate per finanziare il “bonus occupazione”.
Dalla loro analisi appare evidente che le riduzioni più pesanti riguardano la Sicilia, la Calabria, il Programma Nazionale Servizi di Cura all’Infanzia e agli Anziani non autosufficienti (destinato alle quattro regioni dell’area convergenza), le misure anticicliche a cura del Ministero per lo sviluppo economico, il Piano Giovani Sicurezza e legalità.
In questa tabella sono indicate le riduzioni fino ad oggi adottate con decreti dell’ispettore generale capo per i rapporti finanziari con l’Unione Europea.
Tabella riduzione risorse Piano di Azione Coesione adottate ai sensi della Legge 190/14
Programmi |
Azioni |
Rideterminazione Piano di Azione Coesione Legge stabilità 2015 |
Risorse Piano di Azione |
Riduzioni effettuate ai sensi della Legge 190/14 |
Decr. 5-8-2015 n. 25/2015 |
a |
b |
c = a - b |
|
Piano di Azione Coesione della Regione |
Piano Giovani |
339.868.469,00 |
452.000.000,00 |
-112.131.531,00 |
Misure Anticicliche |
214.787.329,00 |
267.500.000,00 |
-52.712.671,00 |
|
Salvaguardia |
809.094.583,00 |
809.094.583,16 |
-0,16 |
|
Nuove Azioni |
347.144.617,00 |
456.273.782,84 |
-109.129.165,84 |
|
Piano straordinario per l'occupabilità |
107.169.352,00 |
173.292.489,00 |
-66.123.137,00 |
|
TOTALE |
1.818.064.350,00 |
2.158.160.855,00 |
-340.096.505,00 |
|
Decr. 05-08-2015, n. 26/2015 |
||||
PAC Sardegna |
Ferrovie |
73.368.667,00 |
82.490.883,00 |
-9.122.216,00 |
Porti |
11.000.000,00 |
11.000.000,00 |
0,00 |
|
Grande Viabilità stradale |
36.254.322,00 |
56.875.000,00 |
-20.620.678,00 |
|
Servizi di cura |
35.050.000,00 |
35.050.000,00 |
0,00 |
|
Istruzione |
82.640.000,00 |
82.640.000,00 |
0,00 |
|
Misure anticicliche |
14.000.000,00 |
14.000.000,00 |
0,00 |
|
Salvaguardia |
40.237.970,00 |
40.237.969,94 |
0,06 |
|
TOTALE |
292.550.959,00 |
322.293.852,94 |
-29.742.893,94 |
|
Decr. 05-08-2015, n. 27/2015 |
||||
PAC Friuli Venezia Giulia |
Misure anticicliche |
0,00 |
11.831.324,00 |
-11.831.324,00 |
Nuove azioni |
19.035.123,00 |
22.238.224,00 |
-3.203.101,00 |
|
Salvaguardia |
29.530.733,00 |
29.530.733,00 |
0,00 |
|
TOTALE |
48.565.856,00 |
63.600.281,00 |
-15.034.425,00 |
|
Decr. 05-08-2015, n. 28/2015 |
||||
PAC Abruzzo |
Salvaguardia |
17.066.742,00 |
25.081.782,47 |
-8.015.040,47 |
Decr. 05-08-2015, n. 29/2015 |
||||
PAC Ministero dell’interno Programmma Nazionale Servizi di Cura all’Infanzia e agli Anziani non autosufficienti |
Servizi di cura per l’infanzia |
349.789.323,00 |
400.000.000,00 |
-50.210.677,00 |
Servizi di cura per gli anziani non autosufficienti |
277.846.697,00 |
330.000.000,00 |
-52.153.303,00 |
|
TOTALE |
627.636.020,00 |
730.000.000,00 |
-102.363.980,00 |
|
Decr. 05-08-2015, n. 30/2015 |
||||
Ministero dell’interno |
Legalità |
61.475.275,00 |
67.000.000,00 |
-5.524.725,00 |
Sicurezza |
94.601.127,00 |
103.000.000,00 |
-8.398.873,00 |
|
TOTALE |
156.076.402,00 |
170.000.000,00 |
-13.923.598,00 |
|
Decr. 05-08-2015, n. 31/2015 |
||||
PAC Ministero sviluppo economico D.G. politica industriale e competitività |
Misure anticicliche |
136.360.000,00 |
303.000.000,00 |
-166.640.000,00 |
Decr. 05-08-2015, n. 32/2015 |
||||
PAC Ministero Beni culturali |
Valorizzazione aree di |
98.000.000,00 |
130.000.000,00 |
-32.000.000,00 |
Decr. 05-08-2015, n. 33/2015 |
||||
PAC |
Ferrovie (P.A. Direttrici ferroviarie) |
1.085.000.000,00 |
1.230.692.389,89 |
-145.692.389,89 |
Interventi sulla |
21.587.610,00 |
21.587.610,11 |
-0,11 |
|
Salvaguardia |
459.961.487,00 |
695.634.255,00 |
-235.672.768,00 |
|
Nuove Azioni (Piano Città) |
94.851.672,00 |
94.851.672,00 |
0,00 |
|
TOTALE |
1.661.400.769,00 |
2.042.765.927,00 |
-381.365.158,00 |
|
Decr. 05-08-2015, n. 34/2015 |
||||
PAC Valle d’Aosta |
Nuove Azioni |
11.877.372,00 |
16.455.772,00 |
-4.578.400,00 |
Assistenza tecnica |
450.000,00 |
0 |
450.000,00 |
|
TOTALE |
12.327.372,00 |
16.455.772,00 |
-4.128.400,00 |
|
Decr. 4 novembre 2015, n. 42/2015 |
||||
PAC CALABRIA |
Misure anticicliche |
228.932.812,28 |
||
Nuove azioni |
566.214.911,92 |
|||
Salvaguardia |
136.735.983,72 |
|||
TOTALE |
931.883.707,92 |
1.041.798.650,00 |
-109.914.942,08 |
|
Decr. 4 novembre 2015, n. 43/2015 |
||||
PAC MIUR |
Messaggeri |
5.500.000,00 |
5.500.000,00 |
0,00 |
Ricerca e innovazione |
106.500.000,00 |
106.500.000,00 |
0,00 |
|
Domanda pubblica |
100.000.000,00 |
100.000.000,00 |
0,00 |
|
Ricerca |
550.938.474,00 |
555.000.000,00 |
-4.061.526,00 |
|
TOTALE |
762.938.474,00 |
767.000.000,00 |
-4.061.526,00 |
|
TOTALE |
4.711.972.101,00 |
5.791.358.503,41 |
-1.193.362.837,49 |
La Legge di stabilità 2016
Il disegno di legge di stabilità 2016 appena approvato prevede la proroga dello sgravio contributivo per le nuove assunzioni con contratti di lavoro a tempo indeterminato effettuate nel 2016, consistente nell'esonero dal versamento del 40% dei complessivi contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, nel limite di 3.250 euro su base annua, per un massimo di 24 mesi. Previa verifica delle risorse impegnate e pagate nell’ambito degli interventi del PAC al 31 gennaio 2016, sarà possibile utilizzare le risorse non impegnate per prorogare al 2017 tali sgravi contributivi in favore dei datori di lavoro privati, operanti nelle regioni Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria e Sardegna.
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