FLC CGIL

14:30

Decrease text size Increase  text size

Puntualmente riprendono i lavori con l'illustrazione della relazione del primo gruppo di lavoro che ha affrontato il tema: " Diritti di cittadinanza - Educazione degli adulti - Formazione Professionale" presentata da Bice Tanno della CGIL Lazio.

A chi di noi aveva partecipato all'incontro di Reggio Emilia solo pochi mesi fa sembra che sia passato un tempo lunghissimo. C'era già stata la vittoria elettorale del centro destra, ma forse non avevamo la consapevolezza di ciò che questo governo reazionario e fascista sarebbe stato capace di fare in cosi breve tempo. La concezione aziendalista e classista della Ministra Gelmini e del governo sono evidenti nell'attacco senza precedenti alla scuola pubblica e ai diritti fondamentali di tutti i cittadini di questo paese come quello all'istruzione e alla formazione per tutto l'arco della vita. La CGIL e la FLC, insieme con i lavoratori, le amministrazioni democratiche, la società civile hanno il compito di contrastare su tutti i terreni le politiche di questo governo e di questo Ministro perché sono a rischio i principi della Costituzione Italiana e i diritti fondamentali per i vecchi e i nuovi cittadini di questo paese. Al nostro lavoro di gruppo hanno partecipato 22 compagni e compagne dando luogo a un dibattito interessante e produttivo.

I temi affrontati:

  • La natura degli interventi della Gelmini, il taglio agli organici e uno studio dell'Isfol su “Livelli di istruzione della popolazione italiana” - su dati forniti da Forze di Lavoro - evidenzia che il 7,1% della popolazione attiva non ha alcun titolo di studio e il 21% solo quello della scuola elementare. I migranti che frequentano i CTP vengono penalizzati più degli altri corsisti perché diminuiscono gli spazi per l'insegnamento della lingua ma soprattutto quelli delconfronto e dell'interazione.

  • Istruzione e formazione per tutto l'arco della vita come diritto di cittadinanza. Il ruolo fondamentale della scuola e dell'EdA per la costruzione di una società interculturale, dove le persone che vivono nel nostro paese a prescindere dal luogo dove sono nati, abbiano pari dignità e possano confrontarsi a partire dalla diversità culturale – religiosa – sessuale di cui sono portatrici come recita l'art. 3 della Costituzione e lo statuto della CGIL.

  • Obbligo scolastico a 16 anni – non doppio canale. La formazione professionale ha un ruolo importante nel promuovere e svolgere corsi riguardanti il mercato del lavoro, i post diploma, la formazione lungo tutto l'arco della vita. (in Piemonte il 6,6% di allievi migranti si rivolge alla formazione professionale). Fondamentale è promuovere reti di scuole CTP/FP per garantire percorsi formativi che diano risposte alla aspettative e ai bisogni dei corsisti.

  • Necessità del riconoscimento del titolo di studio per i ragazzi e gli adulti migranti presenti nel nostro paese (che a parità di condizioni di lavoro risultano spessissimo avere titoli di studio superiori a quelli dei lavoratori italiani).

  • La Regione Lazio ha emanato una buona legge regionale sui diritti dei cittadini migranti stanziando significative risorse per l'istruzione e la formazione e università: il gruppo di lavoro ritiene importante promuoverne la conoscenza e aprire un confronto perché le altre regioni con governi democratici facciano leggi analoghe.

  • Necessità che le agenzie formative presenti sul territorio facciano una formazione mirata al lavoro e una indagine puntuale e scientifica sul mercato del lavoro per favorire l'incontro tra domanda e offerta.

  • Si è discusso del problema dell'Italiano L2 come lingua dello studio e non tanto della lingua della comunicazione che i migranti imparano piuttosto facilmente.

  • Proposta di contrattare con le aziende a fianco dei corsi obbligatori sulla 626 moduli di lingua italiana come linguaggio settoriale.

  • Formazione di insegnati “interculturali”.

  • E' stato posto il problema dell'utilizzazione dei giovani docenti formati nella SIS come docenti di italiano L2.