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Università, i tagli in Finanziaria raddoppiano

La Ministra Gelmini supera se stessa: la riduzione del Fondo di Finanziamento Ordinario è il doppio di quanto previsto dalla Legge 133/08.

14/10/2008
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La Finanziaria porta sempre novità; quest’anno non si presenta più come le passate edizioni in cui venivano accatastate norme di ogni genere, ma come un articolato molto più asciutto. Del resto, la vera Finanziaria 2009 è proprio la Legge 133 già approvata. A guardar bene però, si trova sempre una sorpresa; leggendo le tabelle si scoprono, nell’aridità dei numeri, realtà rivelatrici che non solo confermano il nostro giudizio di opposizione alla manovra, ma aggiungono ulteriori preoccupazioni. Nella tabella C, per quanto riguarda il Fondo di Finanziamento Ordinario (pag. 144), si legge la previsione per il triennio 2009-2011: ad un leggero incremento per il 2009 (circa 73 milioni in più del 2008) corrisponde nel 2010 un taglio di 731 milioni rispetto al 2009, che diventano 863 nel 2011. Ricordiamo che il taglio a regime previsto dalla Legge 133 era di 453 milioni, e francamente era già insostenibile. Tra i primi di agosto (approvazione della Legge 133) e il 30 settembre i tagli sono raddoppiati, nel più completo silenzio, e mentre si sparge ottimismo a piene mani.

Sommando l’inflazione attesa con la riduzione in valori assoluti del Fondo, si disegna uno scenario in cui il finanziamento fondamentale dell’Università si riduce di circa un terzo. Vengono inoltre tagliati i fondi per la programmazione triennale (-28,5 mil. nel 2010), nonché quelli per il diritto allo studio (-43,5 mil. nel 2010, tanto su quel versante stiamo più che bene tra gli ultimi in Europa).

I dati si commentano da sé. Una ragione in più per sostenere con forza la mobilitazione e le iniziative di lotta che la categoria, i docenti, i tecnici ed amministrativi, gli studenti, i precari stanno mettendo in campo, e che deve sfociare rapidamente in una manifestazione nazionale capace di parlare all’opinione pubblica, per dire che l’attacco all’Università non riguarda gli universitari ma l’intera comunità nazionale, cui si vuole togliere la più importante risorsa per crescere e progettare il futuro.

Roma, 14 ottobre 2008