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Stato giuridico dei docenti: la protesta delle Università

Mozione del Consiglio di Facoltà di Lingue e Letterature straniere dell'Università di Udine. Università della Basilicata

22/06/2005
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Mozione del Consiglio di Facoltà di Lingue e Letterature straniere dell'Università di Udine

Mozione del Consiglio di Facoltà di Lingue e Letterature straniere dell'Università di Udine sullo "Stato giuridico dei docenti universitari"
nel corso della seduta del 22 giugno 2005 Il Consiglio della Facoltà di Lingue e Letterature straniere dell'Università di Udine, riunitosi il 22 giugno 2005, richiamato il testo del Disegno di Legge Delega sullo stato giuridico e il reclutamento dei professori universitari approvato in aula alla Camera il 15 giugno, esprime lo sconcerto più totale di fronte alle scelte regressive, penalizzanti per i ricercatori e i giovani studiosi, confuse e contraddittorie, che il Governo e la sua maggioranza parlamentare hanno imposto, senza che peraltro si sia manifestata un'opposizione chiara e incisiva, in particolar modo nelle ultime fasi dibattimentali in Commissione Cultura.
Fin dall'inizio della fase propositiva del DL e poi nel corso dei sedici mesi di lavoro della VII Commissione della Camera dei deputati, il Ministro e la maggioranza hanno mostrato totale sordità rispetto alle critiche e alle proposte alternative prospettate dalla stragrande maggioranza del mondo accademico (ivi compresi CRUI, CUN, numerosissimi Senati Accademici e Facoltà) e delle sue rappresentanze di categoria.
Il testo che va in discussione al Senato prevede tra l'altro:
- consistenti riserve di posti per i concorsi a ordinario e associato (altro che merito e spazio per i giovani!);
- la messa a esaurimento del ruolo di ricercatore che transita in una zona grigia di parcheggio aperta anche a tecnici laureati e a indeterminate figure in possesso della qualifica di "elevata professionalità", il che equivale a una pesante penalizzazione e mortificazione per gli attuali ricercatori, vincitori di concorso, da anni figura indispensabile per lo svolgimento dell'attività didattica e scientifica, ai quali si riconoscerebbe, a inalterate condizioni retributive, il titolo, puramente formale di "professore aggregato" con obbligo di tempo pieno;
- l'estendersi delle fasce di precariato, con la trasformazione degli attuali assegni quadriennali in "contratti di ricerca e insegnamento" rinnovabili fino a sei anni senza minimi retributivi, e con la previsione di "contratti di attività didattica integrativa" anch'essi rinnovabili fino a sei anni. In altri termini, un lungo, estenuante, sottopagato periodo di precariato -non meno di nove anni nella migliore delle ipotesi- che porterà le energie migliori, proprio quando massiccia è la percentuale di docenti di ruolo che andranno in pensione nei prossimi anni, a cercare altrove lavoro;
- il frammentarsi, Ateneo per Ateneo, delle condizioni del rapporto lavorativo che si instaura con i docenti;
- procedure concorsuali regolamentate dai singoli Atenei (art.5, c. 1) in contrasto con quanto previsto all'art. 4, c.3 (il che equivarrebbe al venir meno d'una titolarità e d'uno statuto giuridico istituzionalmente omogenei nel sistema universitario pubblico);
- la sostituzione degli aumenti stipendiali per anzianità con un aumento biennale subordinato alla richiesta individuale di valutazione, caso unico nella pubblica amministrazione.
Il testo che va in discussione in Senato, altresì, non prevede alcuna risorsa finanziaria aggiuntiva per l'applicazione della nuova normativa.
Dall'insieme di queste misure il sistema universitario pubblico, già devastato da ordinamenti didattici discutibili e dalla mancanza di risorse finanziarie adeguate per ricerca, didattica e trattamenti stipendiali, sarebbe ulteriormente disgregato e in generale il prestigio della funzione docente ulteriormente compromesso.
Il Consiglio di Facoltà, ritenuta del tutto inaccettabile la soluzione data al problema del reclutamento die giovani che, non premiando il merito e non dando loro concrete prospettive di inserimento stabile negli Atenei e ciò in contraddizione con la Carta Europea dei diritti e dei doveri dei ricercatori, li allontana ancora di più dalle Università, contribuendo ad accentuare la "fuga dei cervelli" dal Paese.
chiede con forza:
1. il ritiro immediato di questo DL;
2. l'apertura d'un reale e serio confronto con le esigenze poste dal mondo universitario; 3. il rifinanziamento della ricerca, della didattica e delle retribuzioni secondo parametri europei; 4. la trasformazione e la riqualificazione del ruolo dei ricercatori in terza fascia docente; 5. il bando di un consistente numero di nuovi posti di ricercatore.

Università della Basilicata, si riaccende la protesta

Approvato il DDL Moratti alla Camera riparte la mobilitazione negli Atenei italiani e nell'Ateneo Lucano del 24/06/2005 - di Coordinamento di Ateneo.
Il giorno 22 giugno 2005 si è svolta l'Assemblea convocata dai ricercatori dell'Università della Basilicata per discutere delle possibili conseguenze, sul sistema universitario italiano e sul futuro dell'Ateneo lucano, del DDL Moratti approvato il 15 Giugno u.s. dalla Camera dei Deputati e già incardinato per la discussione al Senato. L'assemblea, cui hanno partecipato anche studenti, professori e ricercatori precari dell'Ateneo Lucano, nel prendere atto che il testo approvato aggrava ulteriormente le preoccupazioni - che avevano già determinato una ferma opposizione di quasi tutti gli Atenei italiani e che, nell'Università della Basilicata, avevano provocato il rinvio di due mesi dell'inizio dell'attività didattica
RIBADISCE il proprio giudizio fortemente negativo sul DDL che svilisce il ruolo dei docenti universitari rispolverando il vecchio titolo di "professore aggregato" e attribuendolo, a prescindere da una qualsivoglia valutazione dei titoli scientifici posseduti, praticamente a chiunque abbia avuto un qualche rapporto con l'università. non garantisce più agli studenti una didattica di livello universitario giacché non più garantita da docenti selezionati, come è stato finora, sulla base di titoli scientifici riconosciuti in ambito nazionale ed internazionale. peggiora ulteriormente la condizione dei ricercatori precari allungandone ulteriormente i tempi di ingresso in ruolo e calpestandone la dignità poichè lascia ai singoli atenei (secondo le proprie disponibilità economiche) la determinazione del loro salario minimo. penalizza ulteriormente atenei più giovani o di piccole dimensioni come quello Lucano che - nonostante gli eccellenti giudizi ottenuti (per capacità di attrazione dalle regioni vicine, per qualità della didattica, della ricerca e dei servizi resi agli studenti) dai rilevamenti effettuati dallo stesso Ministero (tramite Almalaurea) e dal CENSIS - perdurando le attuali condizioni di sottofinanziamento, si vedrebbe costretto sempre più ad affidarsi a docenza improvvisata (e sottopagata) piuttosto che aumentare il numero di docenti qualificati.
INVITA
- i ricercatori ed i docenti dell'Ateneo Lucano ad aderire alle iniziative di protesta contro il DDL Moratti promosse dal Coordinamento Nazionale dei Ricercatori Universitari (sospensione degli esami nella settimana dal 20 al 27 Giugno, rinuncia all'assunzione di carichi didattici non obbligatori, rifiuto a presentare domanda per il passaggio al ruolo di professore aggregato, etc.) ed a quelle che (sedute d'esame e sedute di laurea in piazza a Potenza e Matera, sit-in Martedì 28 p.v. alle 13 e 30 davanti al Rettorato), verranno avviate a livello di Ateneo nei prossimi giorni
- gli Organi di Governo dell'Ateneo a prendere ufficialmente posizione contro il DDL
- le quattro Facoltà a convocarsi d'urgenza per valutare e rendere pubbliche le ricadute negative che la definitiva approvazione del DDL Moratti avrebbe sulla programmazione didattica del prossimo AA.
- tutta la comunità universitaria, le forze politiche e sociali, i parlamentari lucani e le istituzioni territoriali a sostenere la mobilitazione e ad intervenire in ogni sede affinché venga sospeso nei suoi effetti e restituito al dibattito parlamentare ed al dialogo con la comunità accademica e le parti sociali, il progetto di riforma contenuto nel DDL Moratti
Per l'Assemblea
Valerio Tramutoli
Ricercatore dell'Università degli Studi di Basilicata
Cell: 3293178385
E-mail: tramutoli@unibas.it
Ulteriore documentazione con gli aggiornamenti in tempo reale sulla protesta in corso presso l'UNIBAS sono disponibili sul sito WEB del Coordinamento di
Ateneo www.noddlmoratti.altervista.org e su www.cgilscuolabasilicata.it/unibas/