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Ricercatori universitari: vado via, resto… perché

Il documento degli studenti dell'Università di Genova ci spiega alcune delle ragioni che spingono i ricercatori italiani a lasciare il nostro Paese e quali sono, invece, quelle per le quali è bene restare.

18/12/2010
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Il 15 dicembre si è svolta una riunione del Consiglio di Amministrazione dell'Università di Genova. Nel corso dell'incontro gli studenti hanno presentato un documento - che pubblichiamo di seguito - con alcune voci raccolte tra gli stessi studenti universitari di Genova durante l'occupazione di martedì 14 dicembre.

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Vado via perché in Italia i Ricercatori non li vogliono

Vado perché non voglio aver studiato 5 anni in Università, e aver acquisito 2 livelli di formazione, per non potermi poi permettere di farmi una famiglia

Resto perché i professori e i maestri che mi hanno insegnato sono rimasti, e non voglio siano rimasti invano

Vado perché quei professori possano essere felici per i loro studenti e le loro ricerche, che in Italia non si possono fare

Resto perché qui in Italia 70mila ricercatori producono quasi il 3% delle pubblicazioni più importanti al mondo, e Io voglio essere parte di quell'Ottavo posto Italiano per Impatto Scientifico della nostra Ricerca, nonostante il Quindicesimo posto per Investimenti.. Sarà merito del Clima..

Vado perché non voglio essere parte di quel trentesimo posto mondiale per investimenti in istruzione: piuttosto me ne vado in Brasile: gli investimenti sono quasi uguali, ma il Clima è decisamente migliore

Vado perché non voglio rischiare di avere un debito che non ho alcuna sicurezza di poter saldare

Resto perché se riuscirò a pagare in Italia il prestito d'onore che mi viene Concesso per darmi il Diritto allo studio, se nonostante 12 anni di precariato vissuti con l'incertezza di non avere il contratto rinnovato, se dopo tutto questo Io sarò riuscito a rendere il prestito d'onore, allora potrò Davvero dire di Essermi fatto da solo

Vado perché se lo stato Italiano investirà in me offrendomi solo un prestito, se crederà così poco che io possa rendere un investimento nella mia formazione a lungo termine da richiedermi i soldi investiti in contanti e a rate mensili, allora allo stato italiano Io non devo nulla, e non so perché mai dovrei restare in Italia ad offrire le conoscenze acquisite per le quali ho personalmente pagato

Vado perché voglio vivere là dove il mio lavoro sia rispettato

Resto perché voglio vivere qui, dove c'è la mia famiglia e le mie radici, e pazienza se per lavorare dovrò dimenticare d'avere una laurea

Vado perché ho visto un'Università Olandese, bella, luminosa, con persino i laboratori didattici ben attrezzati.. è così che vorrei fosse il posto dove i miei figli studieranno, e perciò tocca andare via dall'Italia

Resto perché anche io ho visto un'Università come quella, in fotografia, e me ne hanno parlato: era 20 anni fa in Italia, e resto perché voglio che l'Università Italiana torni a quello splendore

Vado perché se ho un'idea brillante, è all'estero che può diventare realtà

Resto perché da idee brillanti di italiani Emigrati, l'estero ha già guadagnato più di 4 miliardi di euro in brevetti negli ultimi vent'anni, e va Bene la generosità italiana, Però..

Resto perché non ho ancora perso la speranza che l'Italia possa rinsavire

Resto qui finché ce la faccio e quando non ce la farò più potrò sempre andarmene

Vado via, perché con la cultura non si mangia, e avevo capito male io che pensavo studiando per decenni di assicurarmi almeno un paio di pasti al giorno.. se invece di studiare avessi passato i pomeriggi al campetto, magari ora saprei giocare a calcio...

Vado, si, ma avanti, perché sono curioso, e anche se con la cultura non si mangia e avrò la pancia vuota, almeno la testa la avrò piena

Vado via, perché se andiamo avanti di questo passo, tra 10 anni toccherà ai ricercatori pagare
per tenere aperte le università in cui lavoreranno, a gratis ovviamente...

Resto, ma vado via dall'università, perché la libertà di ricerca verrà cancellata dall'ingresso dei privati nei consigli di amministrazione degli atenei, e se devo fare ricerca per un azienda, che sia quell'azienda a finanziare la mia ricerca e non lo stato italiano

Resto, nell'università pubblica, perché se la mia ricerca darà frutti, saranno frutti disponibili a tutti

Resto, perché non voglio dover rispondere a mio figlio quando mi chiederà perché i suoi nonni abitano dall'altra parte del mappamondo

Vado, perché voglio rispondere a mio figlio che i suoi nonni sono lontani perché i suoi genitori
avevano troppa voglia di avere un figlio per rimanere in Italia senza certezze sul futuro

Vado perché un paese che non crede che la ricerca e lo sviluppo siano investimenti necessari a superare una crisi economica non posso neppure credere sia civilizzato

Resto qui perché più persone vanno via, meno ne rimarranno a trasmettere l'amore per la cultura a chi resta