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Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Regolamento Anvur su criteri e parametri per l’abilitazione nazionale per professori di I e II fascia

Restano incerti i tempi di avvio dei bandi e le relative procedure.

14/06/2012
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Dopo una lunga attesa, l'11 giugno è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale e sul sito del Miur il Regolamento recante “Criteri e parametri per la valutazione dei candidati ai fini dell’abilitazione scientifica nazionale… nonché le modalità di accertamento della qualificazione dei Commissari”. Il regolamento segue il decreto non regolamentare previsto dall’art.15 della legge 240/2010 col quale sono stati riordinati i settori scientifico-disciplinari. Il precedente regolamento concernente il conferimento dell’abilitazione scientifica nazionale è invece stato pubblicato in Gazzetta lo scorso 16 gennaio ed offre il quadro regolamentare entro il quale si colloca questo nuovo atto.

A breve pubblicheremo una analisi dettagliata del testo; tuttavia, ci pare a una prima lettura che restino confermate tutte le nostre perplessità relative ad un meccanismo farraginoso, in molti suoi punti oscuro, che rischia di generare contenzioso e di avere ricadute pesanti e distorsive per l'autonomia di ricerca negli Atenei e negli Enti.

Peraltro, lungi dall’essere immediatamente attuabile, anche questo regolamento rimanda alla pubblicazione, entro 60 giorni, dei valori delle mediane di produttività scientifica per i diversi settori nonché della classificazione delle riviste per i settori cui gli strumenti bibliometrici di calcolo dell’ H-Index non siano applicabili. In assenza di questi documenti non è possibile avviare né le procedure di composizione delle commissioni, né quelle di valutazione dei candidati.

Abbiamo più volte rimarcato che i principali problemi del sistema di reclutamento delle Università sono l’urgenza di garantire l’effettiva premialità del merito e della qualità e di recuperare credibilità rispetto alla trasparenza delle procedure di valutazione, e il bisogno di riconoscere l’autonomia universitaria che è insieme autonomia del sistema e autonomia dei singoli Atenei.

Quanto disposto dalla Legge 240/2010 non ha risposto a questi problemi, ma nei fatti nei fatti li ha aggravati irrigidendo e burocratizzando il funzionamento del sistema universitario con farraginosi processi di legislazione a cascata e procedure complesse e inapplicabili. Questa situazione ha spinto, contestualmente, a fare spazio ad eccezioni arbitrarie su molti aspetti della vita univeristaria. Questo decreto si colloca, purtroppo, dentro la logica che guida la 240/2010. E ne rappresenta purtroppo tanto i limiti operativi quanto le opzioni ideologiche.