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Il parere del CUN sui decreti per la Programmazione universitaria 2016-2018 e FFO 2016

Il resoconto della seduta del CUN del 24, 25 e 26 maggio 2016.

01/06/2016
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Nella riunione del 24, 25 e 26 maggio il CUN ha espresso il parere sullo schema di decreto per la programmazione universitaria 2016-2018, sullo schema di decreto riguardante la ripartizione del Fondo di Funzionamento Ordinario 2016 e ha approvato un documento riportanti alcune riflessioni sui settori ERC (European Research Council)

 Nel parere sul decreto per la programmazione 2016- 2018 il CUN vincola il proprio parere positivo all’accoglimento di una molteplicità di rilievi espressi.

Tra i rilievi segnaliamo quello concernente l’incongruenza tra la percentuale della quota base di FFO ripartita tra gli atenei e il dato storico che sia per l’anno 2015 e sia per l’anno 2016 è considerevolmente minore.

Sono evidenziati, sempre, nel parere una serie di osservazioni generali e in allegato allo stesso una molteplicità di osservazioni sugli allegati allo schema di decreto.

Il parere sul Fondo di Funzionamento Ordinario 2016 che rimane sostanzialmente invariato rispetto a quello del 2015, evidenzia la difficoltà per molti Atenei di svolgere in maniera adeguata la propria funzione istituzionale e di mantenere livelli adeguati di Ricerca e Didattica.

Registrando una leggera contrazione del Fondo si fa notare come pur nella ristrettezza delle risorse dedicate alla Ricerca, il governo ha deciso di investire in maniera considerevole in soggetti non riconducibili al sistema pubblico.

Da rilevare tra le tante criticità evidenziate nel parere del CUN è quella relativa al finanziamento del piano straordinario di reclutamento di Ricercatori a tempo determinato di tipo b) e di professori ordinari previsto dalla legge di stabilità per l’anno 2016. Infatti, come si evince dalla bozza di decreto tali risorse gravano sul FFO e non si tratta quindi com’era immaginabile di risorse aggiuntive per il sistema universitario.

Il CUN vincola il proprio parere alla condizione che sia attenuata l’applicazione del modello sul costo standard, che siano riviste le variazioni possibili di FFO per i singoli atenei e che sia espressa una data certa per la ripartizione della quota premiale e per quella perequativa.

Il documento di analisi sui settori ERC si pone l’obiettivo di contribuire alle riflessioni sulla classificazione dei saperi scientifici.

Nell’analisi dei settori ERC se ne ricorda la genesi e le finalità precise per cui sono stati pensati e applicati.

 Si fa notare il limite dell’ipotesi che tale classificazione possa essere usata per la definizione del profilo scientifico di un ricercatore e che in nessun caso può sostituire il modello basato sui settori scientifico-disciplinari oggi utilizzato in Italia per la classificazione di saperi scientifici

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