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Finanziamenti alle università: arrivano ("tagliati") a fine esercizio

Gli atenei avranno assegnate le risorse sulla base del Decreto Ministeriale n. 655 del 21 dicembre 2010.

05/01/2011
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Il Ministro Gelmini batte se stessa. Ha superato il grave ritardo che aveva già registrato lo scorso anno nell'assegnare le risorse alle università. Infatti, grazie all'appartenenza al "governo del fare" è riuscita nel 2010 a "fare" meglio: ha emesso il decreto di assegnazione delle risorse alle università solamente il 21 dicembre 2010. Le università avranno quanto loro spetta a fine esercizio.

Il decreto non contiene tutti gli allegati. Vi sono quelli sui criteri e sui parametri di valutazione, ma manca lo schema con le assegnazioni ai singoli Atenei che consente di svolgere più opportune e puntuali osservazioni.
Si è supplito a tale mancanza intrecciando dati attinti dalle diverse fonti disponibili: decreto del 2009; Tabelle C leggi finanziarie; parere CUN sul decreto 2010.

Diminuiscono le risorse per effetto dei tagli

Confrontando i dati di partenza e finali dei decreti 2009 (n. 45 del 23/9/10) e 2010 (n. 655 del 21/12/10) è facile rilevare il notevole taglio operato sul FFO dalle leggi finanziarie.
Le poste iniziali dei decreti evidenziano, infatti, un taglio, al netto delle riduzioni previste dalle diverse disposizioni legislative succedutesi nell'ultimo biennio, di ben 718,714 milioni € (-10,36%) rispetto alle risorse disponibili nel 2009.

Il confronto sul totale ripartito mostra una riduzione delle risorse, rispetto al 2009, di 279 Ml€ (-3,72%). Quindi un miglioramento, rispetto ai dati iniziali, dovuto a stanziamenti ad hoc previsti da altre leggi: 550 milioni € previsto dalla legge 244/07 per tre anni (2010 ultima tranche) e dalle risorse "aggiuntive" di 400 milioni € previste dalla legge 191/09 per il 2010 e 2012.

La ripartizione delle risorse

Nel merito della ripartizione delle risorse, il decreto ricalca lo schema dello scorso anno. La differenza più rilevante riguarda l'incremento dell'importo destinato alla premialità degli atenei, passato da 523,5 milioni € a 720 milioni €. La ripartizione è stata fatto applicando le stesse percentuali dello scorso anno: 34% in rapporto alla "qualità dell'offerta formativa e risultati dei processi formativi" (244,8 milioni €) e 66% in rapporto alla "qualità della ricerca scientifica" (475,2 milioni €).

Le assegnazioni relative alle altre poste registrano conferme o lievi riduzioni che non mutano il profilo ispiratore dello scorso anno.
Fa eccezione la sola posta (assente lo scorso anno) di 86,560 milioni € destinata ad accordi di programma non meglio specificati. Al riguardo il CUN, nel suo parere, "solleva, il tema della trasparenza in merito agli accordi di programma ammessi a copertura del rimborso delle quote annuali o ad assegnazione di quote 2009 e chiede che tali accordi vengano resi pubblici".

Un interno anno per emettere un decreto pari pari a quello del 2009 è davvero tanto! Anzi è scandaloso.