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Emanato il decreto ministeriale per la distribuzione agli Atenei di 1.305 posti da Ricercatore di tipo B

Qualcosa si muove, ma è ancora troppo poco e si continua ad adottare un criterio non condivisibile nella distribuzione dei posti.

28/02/2018
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E’ stato emanato oggi, 28 febbraio 2018, il decreto ministeriale che ripartisce tra gli Atenei i posti da ricercatore di tipo b) previsti dall’ultima Legge di Bilancio.

Si tratta di 1305 posti così ripartiti:

  • 308 in relazione alla dimensione data dalla media dei docenti in servizio al 31/12/2010 e al 31/12/2017;
  • 344 “al fine di valorizzare la qualità dei livelli di ricerca delle diverse aree disciplinari potenziando le aree strategiche in cui si sono collocati i 352 dipartimenti ammessi alla selezione dei dipartimenti di eccellenza per il quinquennio 2018-2022 sulla base della graduatoria definita dall’ANVUR ai sensi dell’art. 1 comma 319 e 320 della Legge 11 dicembre 2016, n. 232, nonché allo specifico scopo di integrare le assunzioni di ricercatori di tipo B previste per i 180 Dipartimenti d’eccellenza risultati vincitori mediante piano rivolto anche a favore dei 172 dipartimenti che non sono risultati tra i beneficiari del Fondo per il finanziamento dei dipartimenti universitari di eccellenza, è attribuita a ciascuna delle Istituzioni di riferimento e al singolo dipartimento interessato una quota fissa ulteriore pari a 2 posti di ricercatore b) per dipartimento”; 
  • 327 posti, “al fine di valorizzare la qualità dei livelli di ricerca delle diverse aree disciplinari in base al valore dell’indicatore della qualità della ricerca IRFS concernente la VQR 2011-2014 utilizzato per il riparto della quota premiale del FFO 2017, assicurando almeno 1 posto di ricercatore b) per ogni Istituzione”;
  • 326 posti, “al fine di riequilibrare la presenza dei giovani ricercatori nei vari territori, proporzionalmente alla somma ponderata del numero di ricercatori di cui all’articolo 24, comma 3, lettere a) (peso 1) e b) (peso 1,2) della legge 240/2010 in servizio presso ogni Istituzione al 31/12/2017 moltiplicati per un coefficiente K, inversamente proporzionale al rapporto tra il numero dei ricercatori di tipo b) in servizio al 31/12/2017 rispetto al numero dei professori di prima e seconda fascia e dei ricercatori a tempo indeterminato”.

Come abbiamo avuto modo di dire in sede di commento della Legge di Bilancio il piano, ancorché segni un primo tentativo di inversione di tendenza, è tuttavia troppo esiguo, anche solo a fronte dei prossimi pensionamenti. I criteri di assegnazione dei fondi alle strutture universitarie, seppur prevedano un riequilibrio tra i territori, mantengono in vita l’ideologia “meritocratica”, tenendo anche delle solite e famigerate valutazioni VQR. Episodicità, retorica dell’eccellenza, esiguità di risorse sono quindi le caratteristiche anche di questo intervento.

Ribadiamo la necessità di un vero piano straordinario di reclutamento di personale docente e tecnico-amministrativo, con il superamento del ricorso alle assunzioni di tipo precario.