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Dopo le numerose proteste il Ministro modifica il bando PRIN 2010/2011

Emanato un nuovo testo per il PRIN che modifica solo in parte il precedente.

16/01/2012
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A fronte delle molteplici ed autorevoli prese di posizione contro il nuovo bando Prin 2011 licenziato il 27 dicembre, il testo ha subito alcune importanti modifiche. Lo scorso 12 gennaio 2012 è stato quindi pubblicato un nuovo bando che non modificandone l’impianto complessivo, ne stempera tuttavia alcuni punti critici.

La nostra organizzazione sindacale per prima già il 31 dicembre scorso si era espressa negativamente sull’impianto del bando presentato, evidenziandone i limiti strutturali e le contraddizioni, e mettendo in evidenza le possibili ricadute negative della norma che impone un processo di pre-valutazione e selezione da parte dei singoli atenei dei progetti presentati.

Le principali modifiche al bando sono:

  1. all’articolo 3, comma 1, viene abbassato il costo minimo dei progetti presentabili dalle aree disciplinari diverse dalle aree 02-03-05-06-09 da 600.000 euro a 400.000 euro adeguando le stime dei costi alle necessità di settori le cui necessità di ricerca possono essere minori in termini di risorse;
  2. all’articolo 3, comma 2, viene cassato il riferimento esplicito ad alcuni temi strategici di Horizon 2020 (sanità, evoluzione demografica e benessere, sicurezza alimentare, agricoltura sostenibile, ricerca marina e marittima e bio-economia, energia sicura pulita ed efficiente, trasporti intelligenti verdi e integrati, clima, efficienza nelle risorse e materie prime, società inclusive innovative e sicure). Pur rimanendo confermato il riferimento strategico al futuro programma quadro europeo, una dicitura meno dettagliata stempera il rischio che la gran parte delle aree scientifiche possano venire escluse da una interpretazione ristretta della norma;
  3. è ampliato il termine per la presentazione dei progetti al 9 marzo, ore 17.00 per i Responsabili di unità e al 16 marzo 2012, ore 17.00, per i Coordinatori scientifici;
  4. il numero massimo dei progetti valutabili positivamente è indicato non più esclusivamente nella percentuale dello 0,75 % dei professori e ricercatori di ruolo dell’ateneo ma anche, nel caso in cui il numero dei progetti risulti superiore, al un numero non superiore alla  media (moltiplicata per 0,75, con arrotondamento all'intero superiore) dei progetti finanziati, a livello di coordinatore scientifico, negli ultimi tre bandi PRIN. In termini più generali, il nuovo bando nella distribuzione del numero massimo dei progetti presentabili dai singoli atenei prende in considerazione anche il numero dei progetti approvati nell’ultimo triennio. In tal modo, viene “premiata” la capacità mostrata negli ultimi anni da parte degli atenei di concorrere positivamente ai PRIN;
  5. è soppresso il comma 4 dell’articolo 5 che prevedeva da parte degli atenei il rispetto della proporzionalità percentuale, per area disciplinare, relativo al numero di progetti presentati alla valutazione nazionale.

Alla luce delle modifiche apportate, pur prendendo atto dello sforzo di tamponare alcune delle debolezze più evidenti, dobbiamo ribadire la nostra contrarietà all’impianto complessivo del bando. Trova a nostro parere conferma quanto scrivevamo nel precedente comunicato, ossia che la preselezione di ateneo dei progetti sulla base di parametri così stringenti piuttosto che incentivare comportamenti virtuosi da parte dei gruppi di ricerca, rischia di ridurre gli spazi di partecipazione negli atenei a favore di aree scientifiche o di gruppi accademici che già oggi godono di maggiori opportunità di finanziamento o favore. Il rischio è che data la penuria di risorse e i tempi ristretti, in qualche ateneo molti ottimi progetti finiscano per essere scartati per ragioni non scientifiche ma relative alla collocazione accademica del proponente. Questa norma, peraltro, finisce per penalizzare in maniera più dura gli atenei più piccoli o quelli più giovani. Non possiamo peraltro che ribadire che ci sembra pericolosa, irragionevole, viziata da un eccesso di delega, nonché aliena da qualsiasi forma di seria ed effettiva politica di valutazione o promozione scientifica la scelta di obbligare gli atenei a selezionare progetti sulla base di un tetto limite fissato per legge allo 0,75% del numero dei docenti di ruolo. Ancora, ci sembra poco opportuno interpretare questo bando, come il ministro ha fatto in una recente intervista, come una sorta di palestra per un programma europeo Horizon 2020 di là da venire ed ancora in fase di definizione.

Chiediamo pertanto al Ministro che già nei primi mesi del 2012 possa venire approvato un nuovo bando per il biennio 2011-2012, atto che permetterebbe di colmare in gran parte il ritardo accumulato dai PRIN in attesa dell'avvio del nuovo fondo FIRST sulla base di regole diverse da quello attuale. E tuttavia chiediamo che il prossimo bando si svolga secondo regole maggiormente rispondenti alle necessità del sistema universitario italiano. Siamo certamente convinti che i PRIN debbano essere rinnovati a garanzia di una più efficace valutazione di merito dei progetti, ma siamo altrettanto convinti che le regole attuali si mostreranno scarsamente efficaci e aperte a molteplici distorsioni. Auspichiamo, pertanto, che il Ministero avvii un percorso di verifica e monitoraggio dell’intero processo anche al fine di definire le linee progettuali per i prossimi bandi.

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