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ANDU, APU, CIDUM, CISL-UNIVERSITÀ, CNU, FIRU, SAMUC, SNALS-UNIVERSITÀ, SNUR-CGIL, UGL-UNIVERSITÀ, UIL-PAUR: Commento unitario sulle vicende del ddl che istituisce la terza fascia del ruolo dei professori universitari

In pratica, la legge sulla terza fascia viene cancellata d'un colpo e tutta la discussione, con le irrisolte conflittualità emerse in Commissione, viene travasata nel nuovo provvedimento.

21/01/2000
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ANDU, APU, CIDUM, CISL-UNIVERSITÀ, CNU, FIRU, SAMUC, SNALS-UNIVERSITÀ, SNUR-CGIL, UGL-UNIVERSITÀ, UIL-PAUR

L'Ufficio di Presidenza della Commissione Cultura della Camera ha deciso di abbinare il disegno di legge che istituisce la terza fascia del ruolo dei professori universitari a quello di revisione dello stato giuridico della docenza.

In pratica, la legge sulla terza fascia viene cancellata d'un colpo e tutta la discussione, con le irrisolte conflittualità emerse in Commissione, viene travasata nel nuovo provvedimento.

Alla luce degli eventi degli ultimi giorni, la decisione di unificare formalmente i due disegni di legge assunta dall'Ufficio di Presidenza della VII Commissione appare per lo meno sorprendente. E tale è stata considerata dallo stesso relatore di maggioranza, on. Bracco, temporaneamente bloccato per motivi di salute, quando gli è stata comunicata.

La Commissione Cultura ha completato l'iter istruttorio del disegno di legge avendo presentato, analizzato, discusso e votato emendamenti e testo in sede referente.

La stessa Commissione ha richiesto a larghissima maggioranza la sede legislativa, ottenendo il placet del Governo e dell'Aula.

In deliberante, la Commissione ha riaperto la discussione generale, la presentazione, discussione, votazione di emendamenti ed ha votato, approvandoli, tutti gli articoli della legge.

Alla vigilia del voto finale, l'iniziativa di 82 parlamentari (tutta la Lega attorno alla quale si sono stretti solidalmente altri parlamentari, sia di maggioranza, sia di opposizione) ha determinato il ritiro della sede legislativa.

A seguito di questa iniziativa, l'Aula avrebbe dovuto discutere e votare la legge, visto che, come si è detto, la Commissione VII ha completamente esaurito la propria attività, salvo la votazione finale - sostanzialmente formale - della legge nel suo complesso.

Nel rispetto sostanziale del regolamento del Parlamento, logica avrebbe voluto che la legge fosse immediatamente calendarizzata per la discussione in Aula.

In questa direzione si sono mossi i rappresentanti delle Organizzazioni firmatarie di questo documento nei loro colloqui con i Presidenti dei gruppi parlamentari della Camera ed è questa la posizione che verrà in ogni caso portata al colloquio con il Presidente della Camera, previsto per il prossimo 2 febbraio.

Le sottoscritte Organizzazioni della docenza universitaria esprimono la propria profonda amarezza per questo éscamotage regolamentare che ha determinato l'ennesimo rinvio della definizione dello stato giuridico dei ricercatori.

Le stesse organizzazioni manifestano sin d'ora la propria ferma contrarietà rispetto ad ogni eventuale ipotesi di compromesso che baratti il passaggio di scarne norme di stato giuridico con la contestuale messa ad esaurimento dei professori di terza fascia.

La messa ad esaurimento, relativamente ininfluente per gli attuali ricercatori al di là dell'impressione soggettiva di essere stati posti su di una sorta di binario morto, avrebbe un effetto estremamente negativo su tutta l'Università italiana.

Lo spostamento dell'ingresso in un ruolo stabile sulla fascia degli associati avrebbe drammatiche ricadute sugli indilazionabili processi di ricambio e svecchiamento della docenza. L'onere finanziario molto più elevato di un posto ex-novo di associato e la concorrenza su tali posti dei ventimila professori di terza fascia ad esaurimento (per la promozione dei quali è sufficiente un modesto differenziale stipendiale) renderebbero virtualmente impossibile l'assunzione di nuovi docenti, anche alla luce delle attuali, severe difficoltà di bilancio degli Atenei.

Per i pochi che decideranno di tentare comunque la sorte affrontando la carriera universitaria, si profila un insostenibile periodo di precariato, protratto dalla Laurea sino alla soglia dei cinquant'anni, in condizioni di grande insicurezza e di estrema ricattabilità.

Un'occasione importante per discutere su tutto questo anche con i Rappresentanti dei Gruppi parlamentari è la manifestazione-dibattito nazionale dei docenti universitari che si terrà a Roma (aula di Mineralogia di Roma 1) martedi 25 gennaio 2000 alle ore 10.30. In questa riunione si discuterà anche di iniziative di mobilitazione adeguate rispetto alla gravità della situazione che si è determinata.