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Titoli di studio AFAM conseguiti all’estero: le indicazioni ministeriali per richiedere l’equipollenza ai titoli italiani

Le norme riguardano i cittadini italiani e i cittadini degli Stati membri dell’Unione Europea ed equiparati

17/02/2020
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Norme di riferimento

La legge 1563 del 12 dicembre 1951 prevede che il Ministro della pubblica Istruzione ha la facoltà di dichiarare l’equipollenza agli effetti legali dei diplomi degli istituti artistici e musicali conseguiti all'estero da italiani o figli di italiani, udito il parere delle competenti autorità accademiche e della competente Sezione del Consiglio superiore delle antichità e belle arti (organismo non più esistente), e sempre che i medesimi abbiano la cittadinanza italiana.

Tale possibilità è stata estesa, ai sensi dell’articolo 13 della legge comunitaria 25 gennaio 2006 n. 29, ai cittadini degli Stati membri dell’Unione Europea e, nostro parere, degli Stati aderenti all'Accordo sullo Spazio economico europeo (oltre ai Paesi UE anche Regno Unito, Islanda, Liechtenstein, Norvegia) e della Confederazione elvetica.

Tenuto conto dell’attuale strutturazione del governo, il decreto con cui viene dichiarata l’equipollenza, è adottato dal Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR), il quale, in assenza del CNAM (Consiglio Nazionale per l’Alta Formazione Artistica e Musicale) fa generalmente istruire la pratica ad una istituzione afam.

Appare evidente che le disposizioni sopra richiamate necessitano di una profonda rivisitazione tenuto conto, da un lato, che le istituzioni afam rilasciano titoli di pari livello alle Università e, dall’altro, che la Convenzione di Lisbona, ratificata e resa esecutiva con la Legge 148/2002, demanda alle istituzioni accademiche la competenza per il riconoscimento dei titoli di studio stranieri.

Equipollenza

Con la dichiarazione di equipollenza il titolo viene considerato equivalente a tutti gli effetti legali a un corrispondente titolo italiano. A tal fine, a domanda dell’interessato/a, viene effettuata un’analisi comparata del titolo che tiene conto della natura accademica, dell’istituzione straniera che lo ha rilasciato, della durata degli studi compiuti, dei contenuti disciplinari analitici.

La domanda di equipollenza

Nelle prossime settimane dovrebbe essere completata la riorganizzazione del MUR ai sensi del decreto legge 1/2020. In attesa di tale riordino segnaliamo gli attuali recapiti

Gli interessati devono inviare la domanda di equipollenza al Ministero dell’Università e della Ricerca – Direzione Generale per lo studente, lo sviluppo e l’internazionalizzazione della formazione superiore – Uff. IV - Via Michele Carcani, n. 61 – 00153 Roma - allegando quanto segue:

  1. Fotocopia autenticata e traduzione giurata del titolo di studio;
  2. Fotocopia della documentazione relativa ai programmi di corso e di esame finale tradotti e legalizzati;
  3. Dichiarazione di valore in loco;
  4. Autocertificazione della cittadinanza italiana o della UE;
  5. Fotocopia del documento d’identità;
  6. Fotocopia del codice fiscale;
  7. Fotocopia del diploma di scuola secondaria superiore.
  8. Fotocopia di tutta la documentazione presentata.
  9. Domanda di equipollenza

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