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Alta Formazione Artistica e Musicale: un lavoro stabile per un sistema stabile

Lo sviluppo e la valorizzazione dell'AFAM devono diventare delle priorità per il Governo.

07/05/2013
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Quando le metafore distorcono la realtà dei fatti nella comunicazione mediatica e nei siti di settore, vale la pena ripercorrere un pezzo di strada "esplorata" dalla FLC CGIL per il comparto dell’Alta Formazione Artistica e Musicale con il preciso intento di sollecitare qualche interesse ad un ripasso "concreto" degli ultimi "avvenimenti".

Innanzitutto una premessa: i Governi che si sono succeduti negli ultimi quindici anni non hanno mai avuto tra le priorità lo sviluppo, la valorizzazione dell’alta formazione artistica e musicale e lo testimoniano: la mancata attuazione della legge di riforma 508/99, il taglio del 60% dei finanziamenti, il blocco degli organici, l’aumento dei precari e la mortificazione continua con il blocco dei contratti di lavoro.

Se però allarghiamo l’osservatorio sui restanti comparti della conoscenza non possiamo che constatare la progressiva "dismissione" dello Stato per l’istruzione e la ricerca pubblica, tagli lineari ai finanziamenti e alle istituzioni, riduzione degli organici, aumento della precarietà e molto altro ancora. E allora il dubbio che l’Alta Formazione Artistica e Musicale abbia fatto da apri pista con prove tecniche per la privatizzazione incombe sempre più pressante. E’ una constatazione amara, grave che però rafforza la reazione e la determinazione a contrastare con tutti i mezzi legittimi questa deriva; banalmente dichiariamo che siamo determinati a difendere e “praticare“ la nostra straordinaria Carta Costituzionale oggi attuale come mai prima d’ora.

In merito alla lotta al precariato, da tempo impegno prioritario per la FLC, considerato il diniego più volte pronunciato dal Governo, ci siamo rivolti al Parlamento non come “rimedio” ma per una soluzione legislativa, l’unica idonea a sanare il vulnus che si sta perpetrando da troppo tempo.

Ma la risposta deve ancora arrivare e la solleciteremo al nuovo Parlamento confidando che questa volta vi sia la disponibilità a riprendere da subito il ddl 4822 e dare con urgenza una risposta definitiva. Non appena si saranno costituite le Commissioni, riproporremo gli stessi emendamenti che rendono giustizia ai diritti acquisiti, alle aspettative maturate dal personale docente e tecnico e amministrativo nell’interesse anche delle istituzioni e degli studenti.

Per quanto riguarda la questione ex Istituti Musicali Pareggiati, oggi Istituti Superiori di Studi Musicali, la FLC CGIL è da tempo impegnata in prima linea in loro difesa convinta che siano un segmento necessario dell’AFAM al quale rivolgere tutte le azioni utili perché rimangano nel sistema come importante presidio formativo e culturale nel territorio e per la difesa dei docenti e del personale tecnico e amministrativo. Ma la loro difesa non è alternativa ad altre problematiche né tantomeno alla risoluzione del precariato. E lo testimonia la chiarezza del documento conclusivo di Ancona che è solo l’ultimo in ordine di tempo, a conferma e in coerenza con le scelte fino ad ora praticate e la politica agìta dalla FLC CGIL in ogni occasione e con tutti i Governi, i quali purtroppo non hanno mai assunto la determinazione di affrontare il problema e risolverlo in conformità con la legge di riforma n. 508/99. Ma deve essere chiaro che la risoluzione non potrà essere a costo zero né a scapito dei lavoratori: l’obiettivo è quello di consolidare tutta l’offerta formativa con un piano di investimento che renda stabili i "presìdi" formativi e il personale tutto, e ottenere una nuova pianta organica che sia la somma di quelle degli ISSM e dei Conservatori.

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