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AFAM: per il Ministro i Conservatori sono troppi. Un'altra puntata dell'azione contro la conoscenza

Il Ministro ha rilasciato alcune gravi dichiarazioni sui Conservatori durante un'audizione alla Camera dei Deputati.

01/08/2008
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Con le dichiarazioni rese nel corso dell'audizione alla VII Commissione Cultura della Camera dei Deputati e riportate da alcuni mezzi di informazione ("Settanta Conservatori sono troppi, dobbiamo selezionarne solo alcuni. Degli altri, se proprio vorranno, se ne occuperanno gli enti locali") finalmente veniamo a conoscenza del "pensiero" del Ministro Gelmini per quanto riguarda l' Alta Formazione Artistica e Musicale.
Infatti, a quasi tre mesi dal suo insediamento, nonostante le ripetute richieste, il Ministro non ha ancora aperto un confronto con le organizzazioni sindacali né ha annunciato i propri intendimenti, almeno fino a ieri.

Ciò non significa, però, che la situazione sia stata ferma.
Tanto è vero che l'AFAM è stato tra i comparti più colpiti dai recenti provvedimenti del Governo:

  • sono stati ridotti del 45% i finanziamenti per il funzionamento amministrativo e didattico dell'anno in corso (a programmazione e impegni di spesa già definiti!);

  • sono stati annullati i fondi previsti per gli anni 2009 e 2010 dalla Finanziaria 2008;

  • non sono stati messi a disposizione i fondi per il rinnovo del contratto di lavoro scaduto da 31 mesi;

  • nessuna prospettiva di portare a compimento la riforma in ballo da nove anni!

Che dire di più?
Le scelte concrete di questo Governo sono un evidente attacco al sistema pubblico della conoscenza, nessun settore è stato risparmiato da interventi strutturali che in prospettiva consentiranno allo Stato di "defilarsi".
Il Ministro poi, di suo, ipotizza una forte riduzione di sedi per i Conservatori e la creazione di sedi di serie b).

Leggendo le dichiarazioni del Ministro viene alla mente ciò che la CGIL Scuola scrisse nel lontano dicembre 1999 quando, dopo avere appreso dell'approvazione all'unanimità in Parlamento della Legge 508, così si espresse in merito al trattamento previsto per il personale: la legge che avrebbe dovuto ridisegnare l'alta formazione artistica musicale e coreutica in senso universitario come nel resto d'Europa, si limita a delineare la cornice rinviando ai regolamenti la sua attuazione e la sua fisionomia con l'aggravante che per il personale si prospetta un futuro precario nella forma e nella sostanza.

Per un settore così ridotto numericamente (circa 9.000 addetti e 60.000 studenti) ma - come attestato continuamente da dichiarazione autorevoli - strategicamente determinante per lo sviluppo del nostro Paese, si ipotizza il secco ridimensionamento, la residualità, anziché una politica di investimento e di forte respiro.
Addirittura, si sperimenta prima sull'AFAM ciò che si intende estendere agli altri comparti: si veda il blocco delle assunzioni; la precarizzazione assunta a sistema; l'idea di trasformare le Università in fondazioni; l'attacco al ruolo pubblico definito dalla nostra Costituzione per il sistema della conoscenza.

Come si possa prospettare un giudizio come quello formulato dal Ministro Gelmini senza essersi mai confrontati con il mondo dei Conservatori e della formazione musicale in Italia, risulta assai incomprensibile.
Un grandissimo musicista del nostro tempo; Daniel Barenboim, ha di recente scritto un libro dal titolo "La musica sveglia il tempo". E' un libro che - come lui scrive - "non è per musicisti o per non musicisti, è piuttosto un libro per le menti curiose di scoprire le corrispondenze fra musica e vita, e la saggezza che diventa comprensibile all'orecchio pensante…." .

Le dichiarazioni del Ministro circa l'intenzione di chiuderne un buon numero arrivano a Conservatori chiusi e in coincidenza della pausa feriale, pertanto non è immaginabile nessuna iniziativa pubblica che manifesti lo sconcerto per simili dichiarazioni e la protesta per le continue umiliazioni al settore.

La FLC Cgil registra con profondo disagio l'ennesima ferita inferta ai musicisti e agli artisti tutti, stigmatizza l'inaccettabilità di questi giudizi e conferma che a settembre saranno poste in essere tutte le iniziative necessarie e utili a far sì che i Conservatori di musica, gli Istituti musicali pareggiati e tutte le istituzioni del comparto dell'AFAM abbiano il meritato riconoscimento per il valore e il ruolo determinante nella cultura e nello sviluppo del nostro Paese.

Roma, 1 agosto 2008