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Vertenza estero - sciopero mondiale

Continua la vertenza per il personale della scuola impegnato presso le istituzioni scolastiche all’estero con l’attuazione di una giornata di sciopero in tutti i paesi del mondo

16/05/2000
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Continua la vertenza per il personale della scuola impegnato presso le istituzioni scolastiche all’estero con l’attuazione di una giornata di sciopero in tutti i paesi del mondo.

L’azione sindacale è finalizzata al rispetto dei principi legislativi recentemente definiti dal Parlamento a sostegno e garanzia della contrattazione nel settore pubblico;

La destinazione all’estero, già acquisita alla contrattazione tra le parti fin dal 1995 (CCNL 94/97) ed ulteriormente riconosciuta e regolamentata con la "sequenza contrattuale" sottoscritta definitivamente in data 24-2-2000,è divenuta oggetto di un disegno di legge di iniziativa del Ministro degli Affari Esteri Dini.

La proposta prevede, tra l’altro, l’emanazione di un regolamento stilato dal MAE stesso per intervenire nuovamente sulla destinazione all’estero del personale della scuola.

Verrebbero eliminati punti qualificanti dell’accordo contrattuale "successivo" firmato nel 1996.

La prova " pratico-orale" di cui alla proposta ( art. 9 del DDL 4149-B) non si discosta molto, a nostro avviso, dalla vecchie prove che, con non poche difficoltà siamo riusciti ad eliminare anche perché gestite direttamente dal Ministero degli Affari esteri..

Detta prova " pratico-orale" non rappresenta certo lo strumento idoneo a qualificare il personale della scuola da destinare all’estero né può essere indicato quale elemento di riforma della selezione stessa come dichiarato.

Rappresenta sicuramente un forte arretramento del processo di qualificazione avviato.

Quanto concordato con l’art.5 dell’"accordo successivo" del 96, ha avuto invece il vantaggio di aver reso trasparenti tutte le operazioni, di aver assicurato già dall’inizio dell’anno scolastico ed accademico 97/98 un ricambio di almeno il 50% del personale di nuova nomina e di garantire, a regime una sosta in Italia tra un mandato e l’altro per un periodo compreso da uno a tre anni considerato che colui che viene inviato all’estero è automaticamente depennato dalla attuale graduatoria di "invio".

Con l’art.5 si è proprio voluto affrontare il problema di permettere a tutta la categoria di effettuare l’esperienza professionale dell’insegnamento all’estero.

Con l’attuale sistema di invio non è più possibile permanere continuativamente all’estero.

Si sottolinea inoltre come la preoccupazione di una vera riforma complessiva del settore abbia sempre ispirato la nostra condotta.

Il recente Convegno su "quale riforma per le istituzioni scolastiche all’estero" tenutosi a Roma il 25-2-2000 che ha aperta una discussione politica sulle finalità del nostro intervento all’estero alla presenza di numerosi Senatori, Deputati, autorevoli esponenti del mondo accademico, della stampa, delle associazioni, etc., conferma le nostre affermazioni e la nostra disponibilità ad una discussione approfondita sui vari temi compreso l’aspetto dell’invio.

Si sottolinea inoltre che le soluzioni di razionalizzazione d’organico auspicate comporterebbero un intervento dei Privati alternativo a quello pubblico.

Detto intervento non determinerebbe grandi risparmi, dequalificherebbe pesantemente l’offerta scolastica e culturale e comprometterebbe l’immagine della nostra presenza all’estero.

Risulta poi, a nostro avviso, fortemente contraddittorio ma in linea con al condotta generale del MAE quanto affermato dal Sottosegretario Danieli rispetto alla pausa tra un mandato e l’altro.

Appare strano che il Sottosegretario non abbia citato la circostanza di aver sottoscritto (come parte pubblica) soltanto il 24-2-2000 l’accordo contrattuale che conferma, in quanto mobilità professionale, l’attuale istituto della destinazione all’estero nonché quello della permanenza in Italia e non abbia inoltre citato la circostanza di aver "imposto" in tale occasione, contrariamente al parere delle OO.SS., proroghe delle attuali graduatorie riconoscendone pienamente la validità, soluzioni in caso di esaurimento delle stesse, modifiche relative alla prova per l’invio.

Appare strano che in quella sede, naturale al fine di apportare miglioramenti all’"impianto" generale per la destinazione all’estero, non sia emersa alcuna discussione aldilà di quella citata.

Anche parecchi Senatori intervenuti nel corso dei lavori delle Commissioni hanno evidenziato e denunciato tali contraddizioni ed hanno sottolineato che i contenuti dell’rt. 9 in premessa riguardano materie che vanno definite all’interno di un più complessivo progetto di riforma delle istituzioni scolastiche all’estero.

Si ritiene che il MAE confermi la più volte manifestata volontà di chiusura ai rapporti pattizi e di rifiuto dell’applicazione dei contratti sottoscritti.

L’emanazione del DL n.62/98 che "ha ripreso" temi definiti poco prima in contratto, il tentativo di mettere in discussione l’istituto della mobilità intercompartimentale per via di una modifica del DL 29/93 promossa dallo stesso MAE, la presentazione della proposta sull’invio in questione rappresentano elementi di conferma di tale atteggiamento.

Il paragone infine tra gli assegni di sede del personale della scuola all’estero e quelli del restante personale dello Stato o dei rappresentati del "mondo" diplomatico evidenzia una situazione di notevole discriminazione a sfavore del personale scolastico, accentuata dal fatto che le cifre riportate presso il Parlamento non corrispondono a quelle percepite dal personale della scuola che restano inferiori e che, in diverse sedi, non si discostano molto dagli stipendi dei docenti dei paesi ospitanti .

Per le motivazioni indicate si auspica che, in sede di votazione , il Senato, ove non sia possibile il ritiro, operi lo stralcio dal provvedimento in questione dell’art.9 ( condizione alla quale ,peraltro la VII Commissione del Senato ha vincolato il proprio parere favorevole sul ddl 4149-B) e si sottolinea che sulla proposta di stralcio si sono espressi favorevolmente non pochi Senatori, esponenti qualificati della maggioranza, con l’intento di favorire un momento di riflessione politica sull’intera materia.

Si ritiene che l’azione del Parlamento, fatte salve le materie soggette a contrattazione vada finalizzata all’avvio di un organico disegno di riforma sulle questioni attinenti le istituzioni scolastiche, accademiche e culturali all’estero ed al personale ivi impegnato.

Si considera utile che, insieme al ritiro o in via subordinata allo stralcio venga dibattuta in Aula ed approvata la proposta di un ordine del giorno che inviti il Governo a presentare in tempi brevi la proposta di riforma di cui si è detto.

Contro il disimpegno del MAE nel sostenere il ritiro dell’art:9 il quale interviene, in ampie parti, su materie di competenza contrattuale annullando l’accordo recentemente sottoscritto e compromettendo i principi legislativi definiti a sostegno e garanzia della contrattazione nel settore pubblico e pone il Governo in palese contraddizione rispetto agli impegni formalmente assunti , per indurre lo stesso MAE ad abbandonare la politica di razionalizzazione di dubbia legittimità dei posti in contingente con la conseguente privatizzazione senza regole dell’intervento scolastico e per il rispetto del CCNL per l’estero è indetto lo sciopero di tutto il personale della scuola in servizio nei vari paesi del mondo previo necessario tentativo di conciliazione.

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