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Valutazione di sistema e prove Invalsi: la FLC scrive al Ministro

Dopo l'odg sull'art 51 del decreto semplificazioni, le scuole necessitano di precise ed urgenti indicazioni

19/04/2012
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La FLC CGIL, anche alla luce dell'incontro tenutosi presso l'INVALSI la scorsa settimana, ha deciso di scrivere al Ministro Profumo.

Nella lettera che alleghiamo oltre a ribadire la posizione della FLC CGIL rispetto sistema nazionale di valutazione, si afferma che la disposizione contenuta nell'art. 51 del decreto-legge 9 febbraio 2012, n. 5. è un tentativo di bypassare le regole che presiedono alla vita democratica delle scuole e nel contempo i diritti dei lavoratori e delle lavoratrici. Stabilire infatti che le rilevazioni nazionali degli apprendimenti rappresentano ordinaria attività di istituto, non esime le scuole dal passaggio in collegio dei docenti per deliberare la somministrazione delle prove e predisporne l’inserimento nel piano annuale delle attività, né le esime dalla remunerazione delle attività connesse allo svolgimento delle prove stesse.

In secondo luogo la FLC CGIL chiede come si intenda dar seguito all'ordine del giorno approvato in sede di conversione in legge del citato DL con il quale “il governo si impegna affinché, ai fini di un adeguato potenziamento del sistema nazionale di valutazione delle istituzioni scolastiche, siano assicurati adeguati criteri, tra cui la previa individuazione con metodo statistico del campione su cui effettuare le rilevazioni, nonché la somministrazione delle prove mediante rilevatori esterni adeguatamente formati e la diffusione dei risultati alle istituzioni scolastiche coinvolte".  La FLC CGIL ritene infatti che non possa essere disatteso o relegato alla valenza di mero auspicio.

Resoconto dell'incontro per la presentazione delle prove del 12 aprile 2012

In un incontro con le Organizzazioni sindacali, svoltosi giovedì 12 aprile u.s., il Commissario straordinario dell’Invalsi ha presentato la prossima tornata di prove.

Confermato il calendario di somministrazione delle prove:

  • Primaria, 9 maggio: in classe II lettura e italiano e in classe V  italiano e 11 maggio: in classe II matematica e in V matematica e questionario studente
  • Secondaria di primo grado, classi prime, 10 maggio: italiano, matematica e questionario studente
  • Secondaria secondo grado, classi seconde, 16 maggio: italiano, matematica e questionario studente

Le prove sono “di proprietà” delle singole istituzioni scolastiche. L’Invalsi rinnova e rafforza la propria disponibilità ad esser di supporto alle scuole nella lettura e nell’interpretazione degli esiti delle prove stesse. E, più in generale, si propone come “ente servente” rispetto alle istituzioni scolastiche. La restituzione che farà sarà basata sul cd campione, arricchita di dati statistici e di un'analisi più dettagliata, disaggregata per sottoambiti e processi cognitivi.  Ai docenti delle classi campione verrà somministrato un questionario anonimo.

L'istituto intende rafforzare la collaborazione con le scuole nella costruzione delle prove da un lato e, dall'altro, attraverso una banca dati delle prove possibili da mettere a disposizione delle scuole stesse.        Saranno forniti suggerimenti e indicazioni per l'utilizzo degli esiti delle prove nella autovalutazione di istituto. Infine, l'Invalsi è fin d'ora impegnato per evitare i disagi verificatisi lo scorso anno in occasione della prova nazionale inserita nell'esame conclusivo del primo ciclo.

Le osservazioni  della FLC

La FLC ha innanzitutto ricordato due elementi: 

  • nell’iter di approvazione del decreto Semplificazioni, il Governo in un ordine del giorno ha assunto l’impegno affinché "….ai fini di un adeguato potenziamento del sistema nazionale di valutazione delle istituzioni scolastiche, siano assicurati adeguati criteri, tra cui la previa individuazione con metodo statistico del campione su cui effettuare le rilevazioni, nonché la somministrazione delle prove mediante rilevatori esterni adeguatamente formati e la diffusione dei risultati alle istituzioni scolastiche coinvolte". E’ essenziale comprendere come si intenda dar seguito a tale impegno che noi crediamo   non possa essere disatteso o relegato alla valenza di  mero auspicio.
  • lo svolgersi, contemporaneamente all’incontro  sulle prove INVALSI,  di una importante riunione al MIUR  che tra i punti all’odg comprendeva anche la valutazione (si è poi saputo che il tema sarà trattato in un prossimo incontro già fissato per il 3 maggio pv). Tali elementi potrebbero riverberarsi in modo significativo sullo svolgimento delle prossime prove, soprattutto il primo che impegna  formalmente l’esecutivo a cambiamenti di fondo ed è necessario perciò che alle scuole giungano in tempi rapidi precise informazioni al riguardo.

Per la FLC la somministrazione delle prove, ancorché oggetto di delibera del Collegio dei docenti e inserita nel piano annuale delle attività, come finalmente riconosciuto anche dall’amministrazione (si vedano gli articoli correlati), continua a configurarsi come attività aggiuntiva e l’espletamento di tutte le mansioni correlate deve essere adeguatamente finanziato tramite risorse aggiuntive dedicate e non può gravare sul FIS

La FLC considera opportuna e doverosa una valutazione di sistema ma ribadisce che essa non coincide (né  si esaurisce) con la rilevazione nazionale degli apprendimenti. Inoltre, come afferma anche l’INVALSI,  tale rilevazione non può confondersi con la valutazione formativa degli alunni che è di competenza dei docenti. Al riguardo si veda anche  il punto "Valutazione e qualità nel sistema di istruzione"  nel documento/piattaforma allegato: "Ricostruiamo l'Italia. Cominciamo dalla scuola".

Da questo punto di vista, la FLC ribadisce la sua ferma contrarietà all’inserimento della prova Invalsi nell’esame finale del primo ciclo.

Ed ancora, sempre a proposito di “usi impropri” della rilevazione Invalsi, la FLC ha espresso due serie preoccupazioni. Una riguarda la prassi sempre più frequente, da parte delle istituzioni scolastiche, di pubblicare gli esiti della rilevazione. Ciò contribuisce a determinare informali quanto infondate e perniciose classifiche tra scuole, come ampiamente dimostrato dalla letteratura internazionale al riguardo. La seconda riguarda il cd teaching to the test, ovvero il piegare la didattica all’addestramento ai test. Su ambedue le questioni sarebbe quanto mai opportuno che l’Invalsi, proprio per tener fede alle finalità della rilevazione, ovvero il miglioramento del sistema attraverso il miglioramento dei processi di insegnamento/apprendimento in ciascuna scuola, desse precise indicazioni al riguardo.

Infine la FLC ha ribadito che non con l’imposizione di logiche e modalità autoritarie si può promuovere una cultura della valutazione. Essa necessita invece, per essere efficace, del coinvolgimento e della condivisione degli operatori.

Inoltre

E’ fonte di vera inquietudine quanto previsto dall’Invalsi nella “Nota sullo svolgimento delle prove per gli allievi con bisogni educativi speciali”.  La questione, già sollevata gli anni scorsi dalle associazioni di settore, viene affrontata anche quest’anno in forme francamente non condivisibili. Si prevede infatti che la decisione di far partecipare o meno alle prove (e se sì con quali modalità) questi  alunni sia rimessa al giudizio della singola scuola per il tramite del suo Dirigente. Secondo l’Invalsi, infatti, la valutazione del singolo caso può essere effettuata in modo soddisfacente SOLO dal Dirigente scolastico che può adottare, a sua discrezione, una delle seguenti scelte:

  1. non far partecipare a una o a tutte le prove gli alunni con bisogni educativi speciali, impegnandoli nei giorni delle prove in un’altra attività;
  2. fare partecipare a una o a tutte le prove questi alunni insieme agli altri studenti della classe, purché sia possibile assicurare che ciò non modifichi in alcun modo le condizioni di somministrazione, in particolare se si tratta di classi campione.

Sono ammessi strumenti dispensativi e misure compensative, se previsti, con la sola condizione che questi non modifichino le modalità di effettuazione delle prove per gli altri allievi della classe. Non è pertanto possibile la lettura ad alta voce della prova, né la presenza in aula dell’insegnante di sostegno (se previsto). Se ritenuto opportuno dal Dirigente scolastico, è consentito che gli allievi con DSA svolgano le prove in un locale differente da quello utilizzato per gli altri allievi della classe.

Due sole considerazioni: si dà il caso 1. che la valutazione formativa degli alunni sia competenza dei docenti e non del SOLO Dirigente scolastico e 2. I docenti lavorano (sono tenuti a lavorare) tutti i giorni nella direzione dell’inclusione, giocando la scommessa che la presenza nelle classi di alunni con bisogni educativi speciali lungi dal  costituire  una penalizzazione  per lo sviluppo di positivi processi di insegnamento/apprendimento per tutta la classe, rappresenti invece un’occasione di arricchimento umano, culturale e cognitivo per tutti. Le indicazioni dell’Invalsi semplicemente e brutalmente fanno piazza pulita e disconfermano tutto ciò. Così, ragazzi che tutti i giorni lavorano e imparano insieme, all’improvviso riceveranno il messaggio che no, questo non va, che bisogna marcare le diversità. L’Invalsi spieghi perché l’inclusività e l’eterogeneità delle classi non può essere uno standard di riferimento. O, quantomeno, un elemento di contesto a partire dal quale costruire le prove e le modalità della loro somministrazione.

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